IL BIANCO E IL ROSSO di Emanuele Porcelluzzi

Articoli classificati in 'Cultura'

LA SALVEZZA DELLA GREGIA, UN DEBITO DELL’UE

13 luglio 2015 · Nessun commento

I greci piangono per una “furtiva” manina italiana. La Spagna e il Portogallo sono “avvisati” per i prossimi appuntamenti elettorali. L’Europa: un colosso politico d’argilla.
A mettere nei guai la Grecia è un dirigente di una banca statunitense, che dà un “un aiutino”, rivelatosi quasi mortale, al governo greco per truccare il bilancio ai fini di consentire l’ingresso nell’euro e di indebitarsi sino al collo tanto da conseguire un posto di pregio nel guinness dei primati negativi, per, poi, presentargli il conto per salvare le banche creditrici e si presume che siano quelle tedesche, francesi e qualche italiana.

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DERBY IN EUROPA TRA LE DEMOCRAZIE DELL’EUROZONA?

11 luglio 2015 · Nessun commento

La Grecia, con il referendum, dice no al “Ce lo chiede l’Europa”. Nel derby europeo, la palla è giocata solo dagli stati oppressi dall’austerità. Berlino avrebbe espulso Atene per la sua idea di libertà.
Che il referendum greco possa minacciare l’ordinamento di altri stati europei resta un mistero della fede, per il fatto che queste democrazie non sono state chiamate a esprimersi sulle politiche di austerità, che avrebbero dovuto subire e che alcuni stati hanno provato e sopportato sulla propria pelle le conseguenze negative di tale iniqua e scellerata politica.

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I MIGRANTES (QUESTA VOLTA) AVEVANO LA PELLE BIANCA

8 luglio 2015 · Nessun commento

Un cappio al collo per dare una lezione ai migranti siciliani. Nella Luisiana scatta la grande e immotivata paura per il diverso geopolitico. Nel linciaggio della cittadina di Tellulah sono presenti le teorie razziste italiane e americane dell’epoca.
Coloro che emigrano sono spinti dalla necessità di trovare, per loro e i propri figli, i luoghi ove possono trovare condizioni di vita, che soddisfino le prime necessità come l’abitazione e il cibo per scacciare la fame, che, certamente, hanno sofferto nei paesi di origine. Gli italiani sia nell’Ottocento sia nel Novecento sono stati costretti ad abbandonare il Belpese non per motivi turistici ma in conseguenza dei due conflitti mondiali, che hanno messo in ginocchio il Paese, costringendo l’italica gente ad andare raminga  per il pianeta Terra ai fini di trovare una soluzione, spesso precaria, ai propri primari bisogni.

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GOVERNANCE, ADDIO?

6 giugno 2015 · Nessun commento

La grande trasformazione del capitalismo sfocia in una crisi permanente. La globalizzazione liberista e’ accentuata dalla crisi. Crescono il populismo e il nazionalismo.
La parola governance perde terreno durante la crisi, a cominciare dall’articolazione dei poteri e delle sedi negoziali, del folto numero degli interlocutori, coinvolti nei processi decisionali, in posizione conflittuale al verticalismo e al centralismo del governo del Belpaese. Accade che tale processo è ora completamente invertito, perché si aboliscono le province, si diminuisce la capacità di azione delle regioni e si accorpano i municipi e tutto questo viene sottoposto a un  asfissiante controllo non più dal basso ma dall’alto. Dove è possibile, si abolisce, si accorpa e si concentra e dove non si può si istituiscono agenzie centralistiche di valutazione e di controllo mercé le quali una burocrazia tecnocratica detta regole e pronuncia sentenze, che costano posti di lavoro, diritti e servizi per servire la causa dei dominanti mercati

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GLI IMPRENDITORI DELLA GUERRA FANNO BUONI AFFARI

18 maggio 2015 · Nessun commento

Le “imprese” della guerra non conoscono crisi. I contractor prosperano nello spazio globale. I nuovi mercenari sono i discendenti delle compagnie di ventura.
Per aver contezza del fiorente mercato della violenza privata nello scenario dei conflitti contemporanei, è sufficiente prendere visione dei numeri appresso elencati: nel 2007, in Iraq, a fronte di 130.000 soldati regolari c’erano 160.000 addetti delle compagnie private; nel 2010,  a Kabul e dintorni, i militari erano 68.000 mentre i contractor 104.000, ora presenti e inquadrati in guerre post coloniali tra Stati senza esercito ed eserciti senza Stato.

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DOPO IL GIUDICE DI BERLINO, QUELLO DI STRASBURGO

18 maggio 2015 · Nessun commento

Alla Diaz, la seconda notte della Repubblica? Il reato di tortura all’italiana con lunghe prescrizioni. La tutela dei diritti umani avrà vita facile?
I fatti inquietanti di Genova sono accaduti, il  20 luglio 2001 perché, in quel tempo, le istituzioni e parte di esse si sentono legittimate a pensare e ad agire come se fossero in una situazione eccezionale e la presenza di due ministri  nella cabina di regia delle operazioni di polizia, finisce per spalancare le porte agli avvenimenti brutali della Diaz.

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SALARI CONGRUI PER USCIRE DALLA RECESSIONE

15 aprile 2015 · Nessun commento

Aumentare i redditi per agevolare la ripresa. Il ruolo dei sindacati è strategico secondo il Fmi. La riduzione dei salari mette spesso in difficoltà i lavoratori indebitati.

E’ quasi istintivo pensare che l’aumento dei salari può indurre le imprese a licenziare oppure ad assumere meno lavoratori, perché potrebbero lievitare i costi: niente di tutto ciò per il motivo che sussistono tesi economiche, sostenitrici, pur in tempi recessivi, dell’aumento del salari che funziona da stimolo per i consumi e per la distribuzione del reddito. Potrebbe apparire un paradosso ma non lo è, perché un’inflazione, sostenuta e connessa all’aspettativa di una crescita dei prezzi, promuove la ripresa, diminuendo, in conseguenza,  l’interesse reale sui debiti pregressi e spinge  coloro che detengono il denaro a spendere per evitare la svalutazione invece di rinviare gli investimenti e i consumi.

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BEPPE FENOGLIO, PARTIGIANO E SCRITTORE

15 aprile 2015 · Nessun commento

Nell’ottobre del ‘44, Fenoglio partecipa alla liberazione di Alba. Alla fine del conflitto mondiale, si avvicina al socialismo per le dure condizioni dei lavoratori. Abbandona gli studi universitari per dedicarsi alla scrittura.

Nasce ad Alba, il 1^ marzo del 1922, e, dopo le scuole elementari, viene iscritto al ginnasio della sua città, dove inizia a studiare la lingua inglese. I valori della cultura anglosassone sono determinanti per il processo della sua formazione, ispirato a un modello umano, alternativo a quello imposto dalla realtà dell’Italia di quel tempo, compressa da falsi valori, dai riti auto-celebrativi e dall’ideologia piccolo borghese. Le estati, da lui, trascorse sulle colline delle Langhe e gli incontri con Leonardo Cocito, suo insegnante d’italiano, e con Pietro Chiodi, docente di filosofia, entrambi antifascisti, contribuiscono a formare la materia e il punto di vista per i suoi futuri racconti: “Un giorno di fuoco”, “Primavera di bellezza”, “Una questione privata”, “La malora” e “La paga del sabato”.

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ROTTURA TRA IL PAPA E IL MOVIMENTO DI COMUNIONE E LIBERAZIONE?

26 marzo 2015 · Nessun commento

Il Papa tuona che il centro della vita non è il carisma ma Gesù e la Chiesa. Il Pontefice ammonisce i ciellini perché non seguano il proprio metodo spirituale. Un movimento avviatosi verso il declino.

Papa Francesco nell’incontro con i militanti di Comunione e Liberazione, giunti a San Pietro da ogni parte del mondo, esorta i ciellini  a non essere auto-referenziali, a non fregiarsi dell’etichetta di Comunione e Liberazione e a non vantarsi dell’appartenenza a tale movimento ecclesiale: un vezzo censurabile e tipicamente italiano. Papa Bergoglio non vede di buon occhio i ciellini perché tendono a essere chiesa nella chiesa, apparendo settari e disinvolti sul piano politico e pervasi da un senso di superiorità rispetto ad ogni codice morale e, talvolta, a quello penale. Regnante Ruini a capo della CEI, il Movimento di Comunione e Liberazione vive un periodo brillante, costellato di incarichi, promozioni e sostegni di ogni sorta da parte della gerarchia, il che, purtroppo, coincide col vento che cambia non solo in Vaticano, ma anche nel pianeta politico italiano,

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L’ARGENTINO BERGOGLIO, IL PAPA DELLA MISERICORDIA

26 marzo 2015 · Nessun commento

Una vecchia Chiesa e una vecchia Europa destinate a un declino? Bergoglio, italiano dentro e argentino per nascita pone la misericordia al centro della cattolicità. L’omosessualità e’ un serio problema per i cattolici, già risolto dai protestanti.

Papa Francesco, di origine italiana, annuncia un anno dedicato alla misericordia, che, in fondo, costituisce l’elemento basilare della sua immediata e straordinaria popolarità. Bergoglio capisce, con immediatezza, che il percorso intrapreso dai suoi predecessori rischia di condurre la Chiesa Cattolica con i suoi dinieghi a divenire la più invisa delle istituzioni religiose. Perché in un mondo dominato dall’incertezza e dall’angoscia, la Chiesa, pur offrendosi, come l’unico luogo certo, resta, però, aggiornata solo nelle tecniche dei processi comunicativi, assumendo, alla fin fine, la funzione di pilastro culturale, autoritario e severo. Tanto è vero che il Papa pone al centro del cattolicesimo l’empito misericordioso, il raggiungimento delle periferie, l’abbandono delle retrovie e il dialogo con coloro che sono lontani.

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LA SALVEZZA DEL SUD EUROPA PASSA ATTRAVERSO MARIO DRAGHI

26 marzo 2015 · Nessun commento

I Piigs, i “paria” dei paesi del Nord Europa. La Bce generosa nei confronti delle banche e prudente nei riguardi delle famiglie e delle imprese. La politica europea non snobbi i riflessi della vittoria di Syriza.

Il presidente della Bce ha l’imperio di farlo, tanto è vero che, tra qualche giorno, farà cadere, vestendo i panni di Giove Pluvio, una pioggia a cascata di 60 miliardi di euro al mese per comprare titoli di stato e questa, ma, non per tutti, benefica alluvione di 1.100 miliardi di euro  durerà fino a settembre del 2016. La notizia, ovviamente, ha generato tanta euforia nei mercati finanziari, per cui lo spread è calato quasi per miracolo, l’euro ha raggiunto la parità col dollaro e ora si registra il rilancio delle esportazioni europee. Il Belpaese, come la cenerentola ancora in attesa del principe azzurro, non può giovarsi di tutto ciò a causa dell’assenza di politiche industriali, per il fatto di aver perso il 25% del proprio potenziale produttivo.

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GIOTTO E L’ALLUVIONE DI FIRENZE DEL 1333

26 marzo 2015 · Nessun commento

Giotto, a Firenze, commissario per l’emergenza. Il Belpaese medioevale alle prese col fenomeno dell’urbanizzazione del fai da te?  Nel 1333 e dintorni forse non sono mancati i soliti ignoti.

La società europea, a partire dal XIII secolo, avvia, nelle città, programmi di edilizia pubblica, che, nell’Italia centro-settentrionale, assume una particolare rilevanza, in concomitanza con il fiorire non solo dei Comuni ma del profilo urbanistico architettonico, che abbellisce i palazzi pubblici, che esaltano il ruolo e il primato del Comune. In quei tempi, l’edificio pubblico è concepito, come un manufatto edilizio che deve essere superiore per bellezza e proporzioni a tutte le altre costruzioni.

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I DUE MONDI DI FRANCO ARMINIO, IRPINO DOC

26 marzo 2015 · Nessun commento

Poeta, scrittore e regista. Si autodefinisce “paesologo”. Mondo fatto di “animali umani”, in cui il poeta trasferisce parte della sua “zoologia interiore”.

Quello dei paesi dell’anima, che non sono mai esistiti ma raccontati se non immaginati dallo scrittore, che per avvicinarsi alla realtà antropologica, li popola di animali; l’altro, quello dei paesi agricoli, rurali, incastonati nell’Irpinia orientale, raggiungibili con strade polverose, solcati da calanchi e, dappresso, colline, ove vive un mondo animale e dove  è presente un rapporto forte tra le bestie e l’uomo. E non è un caso che nella sua pubblicazione “Il topo sognatore e altri animali di paese”, sono quest’ultimi a partecipare anche alla vita sociale, tanto da essere alla fine un prolungamento umano con il quale convivono, anzi, per Arminio, sono vere e proprie “bestie parlanti”, a volte vanitose, e, nel contempo, custodi e testimoni di un’esistenza, avvolta nel segreto.

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ALEXIS TSIPRAS RESISTERÀ AI FALCHI DEL NORD EUROPA?

25 febbraio 2015 · Nessun commento

Tsipras e la Ue, chi la spunterà tra i due? Un processo politico nuovo  per sconfiggere l’austerità. L’Ue rischia un conflitto economico e il sogno europeo.
E’ una voce perfida che corre, come il venticello calunnioso rossiniano, all’interno del partito greco Syriza, ma viene subito la voglia di dire che gli ellenici sono stati i primi a contrapporsi alle istituzioni europee, che hanno accusato più di qualche cedimento al proprio interno. Se si vuol essere anche obiettivi non bisogna negligere il fatto che le elezioni, in Grecia, sono capitate in un momento di crisi drammatiche, il cui elenco è il seguente: le guerre cruenti che mettono a ferro e fuoco i confini dell’Ue; le stragi di migranti, che non sono altro che la dimostrazione della scomposizione del territorio europeo; l’avanzata, stimolata dal disagio economico, delle destre sia vecchie sia nuove, con tendenze più o meno razziste.

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l POPULISMO DI MATTEO RENZI

25 febbraio 2015 · Nessun commento

La Balena bianca abbandona sui lidi italici prima Berlusconi “il vecchio”,  poi Renzi “il giovane”. L’Italia “scalabile” storicamente solo con qualche scaramuccia. Il partito della nazione, il prossimo traguardo di Renzi?
Fa propri, facendoli passare per proposte autonome, i punti dei memorandum europei, eccezion fatta per la Grecia che ha preso per le corna, solo in senso metaforico, i commissari europei, inducendoli a trattare, dopo la vittoria plebiscitaria di Tsipras, con un memorandum, scritto dal ministro delle finanze ellenico e non dalla Troika. E’ tragico ma vero che il governo italiano gestisce il declino del Belpaese con la classica cura da cavallo, dettata dall’Ue senza memorandum, e che giunge a indicare la Spagna con i conti a posto mentre la sua disoccupazione è oltre il 25%; poi, il Portogallo sta un po’ meglio grazie al 14% dei disoccupati ma non può rallegrarsi per il 50% di pressione fiscale; infine, l’Irlanda soffre per il debito delle famiglie ormai sopra il 200% del loro reddito.

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“I RICOSTRUTTORI”, DI SCENA NEL TEATRINO DI FORZA ITALIA

25 febbraio 2015 · Nessun commento

Il regista Fitto programma altre repliche. Tra Romani e Brunetta non corre buon sangue. Un partito frastornato e litigioso.
La rivolta, in Puglia, condotta da Raffaele Fitto, allevato in contesti democristiani-doc, ha posto in difficoltà Berlusconi, che pensava di disfarsene, tramite il commissariamento degli organi partitici regionali e provinciali, dimostratisi fedeli centurioni, tanto è vero che si sono dimessi in massa. E’ andato a vuoto il progetto, cullato da Re Silvio, di accompagnare Raffaele Fitto alla porta, e il leader pugliese ha ribadito, ancora una volta, di voler rimanere in Forza Italia con i suoi ribelli e di non aver alcuna intenzione di dare vita a una nuova formazione.

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“LE BARUFFE PUGLIESI” DI SCENA NEL TEATRO DI FORZA ITALIA

25 febbraio 2015 · Nessun commento

Fitto non molla. Tra Romani e Brunetta non corre buon sangue. Un partito frastornato e litigioso.
La rivolta, in Puglia, condotta da Raffaele Fitto, allevato in contesti democristiani-doc, ha posto in difficoltà Berlusconi, che pensava di disfarsene, tramite il commissariamento degli organi partitici regionali e provinciali, dimostratisi fedeli centurioni, tanto è vero che si sono dimessi in massa. E’ andato a vuoto il progetto, cullato da Re Silvio, di accompagnare Raffaele Fitto alla porta, e il leader pugliese ha ribadito, ancora una volta, di voler rimanere in Forza Italia con i suoi ribelli e di non aver alcuna intenzione di dare vita a una nuova formazione.

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IN LIBIA, TANTA DIPLOMAZIA E POLITICA

25 febbraio 2015 · Nessun commento

L’intervento militare in Libia “non s’ha da fare”. Avvio di incontri con le diversità africane per stringere alleanze. Giù la maschera colonialista.
Sarebbe illogico e fuori dal comune buon senso, pensare a un intervento armato in terra libica, perché darebbe la stura e il pretesto a una guerra ovviamente sanguinosa e, in conseguenza, darebbe vitamine e ricostituenti al terrorismo, generando solo instabilità e morte. Un conflitto gestito da occidentali, in Libia, costituirebbe, per l’Isis e gli altri gruppi affiliati, la valida giustificazione per rinnovare, dopo più di qualche secolo, la guerra santa contro i nuovi crociati. Ieri come oggi regna sovrana la confusione, perché gli uni sono contro gli altri, cambiando, però spesso, avversari e padrone e, in tale contesto, la democrazia è solo un opzional.

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A RISCHIO, LA LIBERTÀ DI STAMPA

25 febbraio 2015 · Nessun commento

Meno 200 testate e meno 3 mila addetti. La nuova legge sulla diffamazione, un bavaglio per i giornalisti. I tagli all’editoria soffocano la libertà di espressione e di informazione.
Nella classifica mondiale della libertà di stampa, l’Italia occupa la 73 esima posizione, preceduta dalla Moldavia e seguita dal Nicaragua. La classifica delle intimidazioni, regione per regione, vede, al primo posto, il Lazio, a cui si accodano, nel seguente ordine, la Campania, la Sicilia, la Lombardia, la Basilicata, la Puglia e tutte le altre. ad eccezione della Valle d’Aosta, ove non sono state registrate denunce. Il nuovo testo di legge sulla diffamazione all’esame del parlamento appare aver imboccato la via per l’aumento delle querele e delle azioni temerarie di risarcimento nei confronti dei giornali e dei giornalisti con evidenti finalità intimidatorie.

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LA QUESTIONE E’ GRECA O TEDESCA?

25 febbraio 2015 · Nessun commento

Buona, la “prima” di Tsipras. La Merkel apre la strada per un possibile accordo. Il fardello greco dei conti segreti in Svizzera.
Appare chiaro che la questione greca richiama l’attenzione sulle relazioni, intercorrenti tra l’economia e la politica, il che non è dovuto all’egemonia assunta dal neoliberismo ma è ascrivibile alla minore capacità della politica di fare la sua parte. Tra le cause della crisi, in Europa, c’è il disegno politico della Germania di estendere, a livello continentale, il suo tradizionale modello di crescita, guidato dall’austerità interna e dalle esportazioni che, nei due passati decenni, ha accentuato il perseguimento della competitività di prezzo, del contenimento dei salari, dei bassi consumi interni e dell’avanzo commerciale.

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MARZIANI, IN EUROPA, NON C’È POSTO PER VOI

25 febbraio 2015 · Nessun commento

La tesi politica della popolazione superflua e gli eterei alberghi a 5 stelle. I profughi sono i senza- nazione. La terra promessa è il Paese che li accoglie.
L’abuso della parola “rigetto”, in Europa, sta condizionando la politica di accoglienza dei profughi, protesi alla ricerca di una via di salvezza nei paesi europei: meta strategica e geografica per costoro. E’ stupefacente la ricorrente frase che il salvarli con Mare Nostrum costa troppo e che l’Europa non può permetterselo, per cui, al massimo, può bastare il Triton, che persegue, tutto sommato, lo scopo del respingimento, non sottraendosi all’impegno di salvare quelle vite umane che, a stento,

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I PARLAMENTI NAZIONALI E IL PARLAMENTO EUROPEO AI PIÈ DELLA BCE

25 febbraio 2015 · Nessun commento

Mario Draghi e Angela Merkel, figure  ”reali” nell’ambito dell’Ue. I parlamentari europei formano la loro corte e sono carenti del potere monetario e finanziario. Nelle mani della Bce, il potere politico sovranazionale europeo.
I poteri dell’Europa reale ovvero quelli finanziari e liberisti sono egemonizzati dalla Merkel, mentre la Bce di questi poteri ne è il solido architrave. E’, comunque, abbastanza insolito che il parlamento europeo non abbia alcuna influenza sulla Bce, che, tutto sommato, è un organo tecnico, a cui i Trattati dell’Unione hanno conferito la responsabilità della politica monetaria.

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IL MARE NOSTRUM, TEATRO DI TRAGEDIE GRECHE

25 febbraio 2015 · Nessun commento

Quei partiti che parlano alla pancia, trasformano il Mare Nostrum in un campo di sterminio. L’umanita’ disperata dei barconi corre il rischio di inabissarsi con le sue speranze. Le migrazioni non si fermano dinanzi alle cannoniere, alle recinzioni con i fili spinati o agli alti muri.
La conta degli annegati, nel Mediterraneo, continua inesorabile e qualche giorno addietro si è ripetuta una di quelle straordinarie, tanto è vero che questa volta a perdere la vita sono centinaia di corpi raggelati, i cui vasi sanguigni, talmente compressi, costringono il cuore a fermarsi. Un tragico evento di simili proporzioni si è verificato nell’Ottobre del 2013, davanti a Lampedusa, dove sono morti  366 migranti mentre, non più due giorni orsono, hanno perso la vita oltre 300 profughi.

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NELL’UNIONE EUROPEA, UNO STATO “CICALA” SALVA UNO STATO “FORMICA”

25 febbraio 2015 · Nessun commento

Basta con il refrain dell’aver vissuto al di sopra delle proprie possibilità. I salari e le pensioni ridotti da anni al lumicino. La Bce elargisce euro alle banche e agli speculatori e i governi dell’Ue stanno a guardare.
Sembrerebbe un paradosso ma, in effetti, non lo è perché i miliardi prestati alla Grecia per salvarli sono finiti nelle banche tedesche, che, anzi che ringraziare, accusano i greci  di aver sperperato  il denaro dei suoi contribuenti. Gli Stati finiti sotto il controllo del Fondo monetario internazionale come il Portogallo e l’Irlanda oppure sotto la vigilanza della BCE come la Spagna e l’Italia, a cui viene addebitato, come un refrain, di aver vissuto al di sopra delle proprie possibilità, mentre, da parecchi anni. i salari, le pensioni e la spesa pubblica  vengono tagliati  per pagare interessi sempre più esosi a banche e speculatori.

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IL GIUDAISMO MUSCOLARE

25 febbraio 2015 · Nessun commento

Dal giudaismo muscolare alle leggi razziali, l’inferno e’ prenotato. Max Nordau progetta il movimento sportivo ebraico. La prima associazione sportiva ebraica è costituita a Istambul nel 1895.

Nel ‘1898, Max Nordau, nel congresso sionista svoltosi, a Basilea, evidenzia la necessità di creare società sportive, collegate al sionismo, per liberarsi dal gap che esiste tra gli ebrei e le popolazioni europee. Tra le società sportive ebree sorte in Germania, si distingue tra le altre, la “Barossa”, dedicata all’eroe di origine ebraica che si è opposto alle invasioni di Adriano al tempo dell’impero romano.

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La BALENA BIANCA NON SI È MAI SPIAGGIATA

6 febbraio 2015 · Nessun commento

Sergio Mattarella, l’uomo giusto nel momento opportuno? Ministro del governo D’Alema, deputato della Margherita e fondatore del Pd. La sua elezione per una tregua renziana di lungo corso?

La Democrazia cristiana torna, puntualmente, anche sotto mentite spoglie sulla scena della politica italiana, tanto e’ vero che qualunque governo si insedia, a Palazzo Chigi, viene etichettato come una nuova Dc. Se prima si nutriva qualche dubbio, con l’ascesa al Colle di Sergio Mattarella, il revival dello scudo crociato e la questione cattolica si impongono con tutte le loro incognite. Il cattolicesimo democratico, considerato come il caro estinto, è più vivo e vegeto che mai e il suo rappresentante è il nuovo Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, fondatore dei popolari, dopo aver militato nell’Azione Cattolica prima e frequentato la sinistra Dc dopo.

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LA GERMANIA SI RIFUGIA IN ANGOLO SOTTO IL PRESSING GRECO

6 febbraio 2015 · Nessun commento

Nella terra mitologica di Valchiria non si sopportano le contestazioni degli altri. La Germania e le sue idee affondano nella fase pragmatica. L’austerità pretesa dal Nord Europa ha ridotto i greci alla fame.

Un atteggiamento difensivo è stato assunto da parte delle classi dirigenti tedesche, degli esponenti del governo e della Banca centrale, e, contestualmente, nel paese teutonico ha cominciato a serpeggiare un risentimento contro gli attacchi, a cui ora i tedeschi sono esposti da parte delle capitali europee e persino da Bruxelles. Tanto è vero che il popolo germanico si sente costretto a rifugiarsi in calcio d’angolo, mentre i media germanici registrano, in questi giorni, sentimenti di delusione e di frustrazione tra la popolazione autoctona, merce’ una visione che vedrebbe ormai Berlino soccombente e i cittadini tedeschi costretti a pagare un prezzo alto per consentire all’Eurozona di andare avanti.

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FERMEZZA GRECA E PUSILLANIMITÀ ITALIANA

6 febbraio 2015 · Nessun commento

L’Istituzione degli Stati Uniti d’Europa cancellerà le disuguaglianze tra i popoli della zona euro. La Troika,  l’avaraccio de “L’avaro” di Moliere” in difficoltà. Syriza disponibile al dialogo e non intenzionato a uscire dall’euro.

Il presidente, Jean Claude Duncker, in prossimità delle elezioni greche, si limita a ricordare che qualunque sia la scelta dei cittadini, Atene deve rispettare l’impegno a proseguire le politiche di austerità  per risanare i conti pubblici. A Bruxelles, i sondaggi greci gettano scompiglio tra le istituzioni europee, tanto è vero che si preparano i contatti con Syriza per essere pronti, dopo il voto a evitare scossoni di rilievo. Il francese,Pierre Moscovici, commissario agli affari monetari, dichiara che l’integrità della zona euro non è minacciata e che le elezioni, in Grecia, non costituiscono un “vulnus” per l’attuale assetto europeo.

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MENO BANCHE POPOLARI E PIÙ MERCATO?

6 febbraio 2015 · Nessun commento

Dieci Banche popolari sono ora Spa. Esultano i mercati finanziari e la Borsa di Milano. L”art.77 della Costituzione subisce un attacco immotivato.

Sembra che il governo Renzi l’ha spuntata solo su dieci dell’esistenti Banche popolari, prevedendo, per le medesime, l’abolizione del voto capitario ovvero della norma che permette a ogni socio di disporre di un solo voto, indipendentemente dal numero di azionj possedute. Le Banche popolari sono rovesciate come calzini, dal momento che il consiglio dei Ministri decide la cancellazione del limite dell’1% per la partecipazione dei singoli soci e l’abrogazione del numero minimo degli stessi.

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LARGO AI TRASFORMISTI NEL NUOVO “ITALICUM”?

6 febbraio 2015 · Nessun commento

Alle coalizioni piglia tutti della legge Calderoli, subentra l’Omnibus Italicum. L’esordio del partito-ombrello sotto cui tutti cercheranno di ripararsi. E’ una favola che il potere di riscatto scompaia come d’incanto.

E’ trionfale il suo passaggio dal Senato alla Camera dei deputati, ove nella fase di approvazione non teme di essere destinatario di inopportuni “pesci di aprile”, ideati da burloni in vena di scherzi. La discussione intorno all’Italicum è caratterizzata dalla convinzione che il nuovo sistema elettorale rafforzi la logica bipolare, conduca a un assetto bipartitico e, addirittura, elimini il potere di ricatto dei piccoli  partiti: un’affermazione piuttosto fantasiosa. La coalizione, dopo essere stata accompagnata alla porta, è sostituita dalla lista, che, secondo l’Italicum-bis, se risulta la più votata, evita il ballottaggio se ottiene il 40 % dei voti; poi, la soglia di sbarramento per le liste  passa dall’8 % al 3% dei voti validi su base nazionale. Queste regole potrebbero sollecitare uno scenario, in cui un partito pivot, con un potenziale di preferenze intorno al 35%, ai fini di evitare un rischioso ballottaggio sia indotto a contrattare, preventivamente, un accordo con i partiti, ma, soprattutto, con i gruppi e i notabili locali, che possono conferire quel numero di voti, necessario per raggiungere il 40% dei voti.

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ALEXIS TSIPRAS, POLITICO CORRETTO E CORAGGIOSO

6 febbraio 2015 · Nessun commento

Patti chiari tra Tsipras e l’alleato Anel di destra. Braccio di ferro tra Bruxelles e Tsipras? Mirate politiche Kenesiane per l’intervento pubblico.

L’equazione Tsipras - Renzi non appare stare in piedi per il seguente duplice ordine di motivi: il primo risiede nel fatto che Siryza ha promosso una campagna elettorale, in cui la sua idea  di sinistra è stata, ripetutamente, proclamata con grande entusiasmo, coniugata, coerentemente, con il programma teso a dare voce agli interessi dei più poveri. Si sottolinea che il compromesso con la destra di Anel  brilla per la sua limpidezza perché prevede la partecipazione alla difficile contrattazione con la Troika. Appare una scelta  parecchio impegnativa, ardimentosa e anche rischiosa come tutto ciò che si compie per passione. Non sfugge ai più che sarebbe stato semplice tessere una  cauta alleanza con i centristi, che avrebbero, però, condizionato il governo, impegnandolo, prima, in una stressante mediazione e, dopo, inducendolo a un parziale cedimento: è quello, in fondo, che auspicava Bruxelles, ma Tsipras, invece, decide di andare al braccio di ferro.

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LA GRECIA SFIDA LA TROIKA

6 febbraio 2015 · Nessun commento

Nel ‘53, il debito tedesco da 38.8 miliardi passa a 14,5 miliardi di marchi. Il rimborso e’ affidato alla discrezionalità teutonica. Nell’Europa del Sud, milioni di europei soffrono a causa dell’austerità, imposta dai coalizzati del Nord Europa, che “stanno tutti bene”.

La vittoria di Tsipras deve infondere coraggio alla sinistra moderata e socialdemocratica, subalterna all’ideologia neoliberista nonché alla sinistra anti liberista, che deve discutere la politica monetaria dell’euro, prona alle compatibilità di bilancio e alla forsennata riduzione della spesa pubblica. Il premier Tsipras deve evidenziare che la Grecia è stata la prima cavia delle politiche di austerità, decise dalla Commissione Europea, per cui è aumentata la disoccupazione, cresciuta la povertà e caduta l’economia europea in una fase di stagnazione e di depressione. La Grecia simboleggia, purtroppo, il paradigma del fallimento delle politiche europee, gestite dalla Troika, in nome e per conto degli interessi dei mercati finanziari e delle banche, pronte a creare terremoti nelle borse per sconvolgere il vivere sociale degli Stati. Tsipras, con la sua formazione politica, denominata Syriza, rappresenta la visione di una diversa Europa, fondata sui diritti e il lavoro.

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ALEXIS TSIPRAS E’ GRANDE

6 febbraio 2015 · Nessun commento

La Grecia, vergogna dell’Unione europea. Il leader ellenico Tsipras, deciso a rimanere nell’Eurozona con dignità. Basta con l’austerità economica, immiserimento delle masse del Sud Europa.

Tantissima gente è accorsa nella piazza, dove il leader greco ha tenuto l’ultimo comizio elettorale, tanto è vero che elettori non di sinistra, votando, hanno voluto punire un governo reo di aver abbassato pensioni e stipendi ai miseri livelli di sussidi. I voti che hanno ampiamente legittimato la straripante vittoria del giovane Alexis Tsipras sono giunti da tutti i ceti sociali, perché si calcola che un milione e mezzo di occupati si è accollato le sorti della sopravvivenza di otto milioni e mezzo di connazionali, ridotti alla precaria sussistenza.

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DOPO I GUFI, IL CANGURO DELL’ILLEGALITÀ

6 febbraio 2015 · Nessun commento

In Italia è di moda l’acrobazia parlamentare. Il “fare” innanzi tutto, il “pasticciare” dietro l’angolo. Che sarà del Parlamento italiano?

L’approvazione dell’emendamento “Esposito” equivale all’aver inferto un colpo al nucleo centrale dell’italico sistema parlamentare e rappresenta il classico passaggio procedurale di una cultura machiavellica, appartenente a una classe politica, disposta ad adottare ogni mezzo pur di conseguire il fine. Se si guarda alla sostanza della vicenda appare chiaro la disinvolta strumentalizzazione delle regole parlamentari, tanto è vero che l’emendamento proposto ha avuto come unico scopo quello di impedire la discussione e la votazione sulle proposte dei parlamentari, blindando l’accordo politico, definito in sede extraparlamentare. E’, tra l’altro, l’ultimo tassello di un mosaico costruito per sottrarre autonomia al parlamento, dopo aver forzato le ordinarie procedure di formazione della legge, imponendo alla Commissione Affari Costituzionali di interrompere i propri lavori prima di averli ultimati e prima di poter votare il disegno di legge, passato all’esame dell’Aula senza che fosse stato consentito ai senatori in commissione di pronunciarsi nel merito della riforma. (continua…)

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I 5 STELLE…STANNO A GUARDARE?

6 febbraio 2015 · Nessun commento

Una nuova strategia per uscire dall’isolamento? I parlamentari perorano le quirinarie. Il M5S cambia tabloid?

Sembrerebbe di si, anche se Grillo e Casaleggio tentano in ogni modo di mettere in difficoltà l’asse Renzi-Berlusconi con l’espediente di voler conoscere prima i nomi dei candidati al Quirinale. Stando ai si dice, l’idea è partita da Casaleggio, che, tra i due, ritiene di compiere un cambiamento tattico, fondato sulla convinzione che spetti al Pd, mercé i suoi 440 voti, il compito di indicare i candidati. Il cambiamento di passo è dettato dalla necessità e anche dal rischio di vedere il M5S, confinato in un angolo e ai margini della battaglia per il Quirinale. Il che è provato dal fatto che si è giunti alla vigilia delle votazioni con la sola certezza che i nomi dei pretendenti saranno decisi da due persone e, quindi, si è provato a far uscire i nomi prima del previsto. Va precisato che, al momento, le risposte arrivate sono due: la prima dalla Serracchiani e la seconda da Giachetti ma entrambe negative.

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MAOMETTO, UN UOMO VENERATO E SANTO

6 febbraio 2015 · Nessun commento

Nell’Islam non si bestemmia. Il Corano non colpisce con misure punitive l’abbandono della religione. La sanzione è decisa solo da Dio nell’Aldila’.

I musulmani, in virtù di un passo coranico, credono che Maometto sia stato un analfabeta e tale affermazione avvalorerebbe la sua missione profetica e giustificherebbe il fatto che un uomo, che non sa leggere e scrivere, abbia potuto recitare un libro, perfetto come il Corano se non per miracolo di Dio. Il motivo, per cui i musulmani si sentano feriti e offesi da vignette satiriche che dileggiano il loro Profeta, è collegato alla circostanza che un musulmano giammai si permetterebbe di schernire Gesù Cristo, perché, tra l’altro, lo ritiene un grandissimo Profeta. E’ noto che l’Islam come l’Ebraismo proibisce di fare rappresentazioni di Dio e disegnarlo come è avvenuto per Gesù, il che equivale, per un ebreo o musulmano, a un’empietà blasfema. Maometto non può essere raffigurato, il che non sta a significare che nell’Islam non ci sia stata una tradizione iconica che ha voluto rappresentare il Profeta.

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NELL’ANNO 2015, UN’ALTRA ITALIA?

2 gennaio 2015 · Nessun commento

Serrata e intensa lotta alla corruzione, all’evasione fiscale e al malaffare. La crescita dell’Italia è subordinata al mutamento delle politiche europee e alla fine dell’austerità. Matteo Renzi ricostruisca il tessuto industriale con le sane forze imprenditrici e sociali.

 

Il punto interrogativo è obbligatorio, perché il 2014, ormai giunto alla fine, si rivela tiranno per le tasche dei cittadini italiani, rese vuote dai vari balzelli imposti dal governo, a causa dell’evasione fiscale e della corruzione, il cui denaro sottratto illegalmente alla collettività finisce nei paradisi fiscali o in istituti bancari compiacenti. Chi governa nutre il progetto di riscrivere la Costituzione, avendo come compagni di viaggio, chi ha in uggia, per motivi imperscrutabili, tutti quei diritti, ritenuti dai padri costituenti  il miglior viatico per affrontare un percorso democratico dopo un ventennio travagliato e subissato da lutti e da sofferenze, causati dal secondo conflitto mondiale.

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A BRUXELLES, L’AUSTERITÀ HA MESSO LE RADICI?

2 gennaio 2015 · Nessun commento

Budget finanziario per salvare l’Eurozona. Una politica espansiva è necessaria per non affondare nella depressione economica e nella disoccupazione di massa. L’Ue, se non vuole dissolversi, deve rielaborare la sua architettura giuridica e monetaria.

E’ paradossale che agli Stati membri dell’Ue si chieda, con insistenza, l’austerità e le riforme  strutturali in cambio di misure, che dovrebbero bilanciare gli effetti disastrosi del rigore economico, grazie a un piano di investimenti di Juncker, il presidente della commissione europea. Mario Draghi la definisce una piccola manovra e spiega che la moneta unica è parte importante di una realtà politica, a cui dovrebbero seguire i trasferimenti fiscali permanenti, utili per aiutare le aree in difficoltà. Poi aggiunge che è d’uopo riconoscere che i trattati, purtroppo, non li prevedono, per cui è affidato alla finanza il compito di redistribuire, in guisa discrezionale, le risorse all’interno dell’eurozona.

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MATTEO RENZI E LA RIVOLUZIONE COPERNICANA

2 gennaio 2015 · Nessun commento

Il Jobs Act stravolge i diritti dei lavoratori. Licenziare è un gioco da ragazzi. I posti di lavoro, opera di abili prestigiatori?

Il premier chiama in causa la teoria rivoluzionaria di Niccolo’ Copernico per esaltare il Jobs Act, promotore del fatto di permettere al datore di lavoro di togliersi dai piedi il lavoratore con l’osservare, però, l’onere di inventarsi un motivo, inesistente ed economico di natura produttiva ai fini di licenziarlo in tronco e. quindi, senza problemi. Ciò crea per il prestatore d’opera una condizione molto difficile sul piano esistenziale, per cui va a ingrossare la massa dei disoccupati, forse, senza speranza. A questo punto, è doveroso affermare che Renzi e Poletti, assieme ad altri, hanno l’obbligo morale di indicare ove dimora il “sociale” moderno e utile e la metodologia giuridica che sia stata applicata al Jobs Act. Non è un mistero che è dichiarato forfait dai tecnici politici e dai politici, che hanno il dovere morale, sociale e giuridico di garantire i diritti fondamentali dei lavoratori e porre in sicurezza l’art. 18.

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IL M5S PERDE PARLAMENTARI

2 gennaio 2015 · Nessun commento

Il leader del M5S sulla scia di Berlusconi e Bossi? L’esodo dei parlamentari grillini non influisce sulle percentuali di voto, rilevate da istituti privati di statistica. Governare l’Italia è ora difficile, fare “ammuina” è meno greve.

 

Beppe Grillo fa battute sulle correnti del vecchio e malandato Psi, ma forse sottovaluta o finge di ignorare che venti di burrasca soffiano ora sul suo movimento, che non riesce a interpretare o meglio a metabolizzare e forte del suo consenso non conferisce la debita importanza agli scricchiolii, che si odono all’interno della formazione pentastellata. Sono passati appena una decina di giorni, da quando hanno fatto le valigie i parlamentari: Tommaso Curro’, Giuseppe Vacciano, Ivana Simeoni e Cristian Iannuzzi, quest’ultimi madre e figlio, calati nell’agone della politica dalle parlamentarie mentre erano intenti: la prima nella preparazione dei manicaretti e il secondo nella ricerca di un posto di lavoro.

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IN ITALIA, I POVERI PIÙ POVERI E I RICCHI PIÙ RICCHI PER VOLONTÀ DELLO STATO

2 gennaio 2015 · Nessun commento

Negli anni ‘80, la politica sgrava da oneri fiscali il capitale privato e frena la crescita dei salari. Il capitale privato, debitore insolvente si trasforma per magia in creditore e incassa gli interessi dallo Stato. Dal ‘92, la spesa per gli interessi è la causa dell’enorme indebitamento pubblico italiano.

 

L’idea che la diseguaglianza offra ai più ricchi, addirittura, l’opportunità di investimenti tali da promuovere la crescita di tutti, fa sorridere e, subito dopo, incavolare parecchio. Poi, si chiede di rinunciare alla giustizia sociale, perché qualche briciola di un generoso epulone potrebbe arrivare anche ai più poveri, il che è opera delle teorie liberiste a cui si ispirano tali concetti, che fanno a pugni con la razionalità e il buon senso. Accade che mentre il pubblico si impoverisce e si indebita, il privato registra un aumento notevole delle proprie ricchezze, da cui sorge l’impellente necessità delle riforme strutturali par far fronte all’ingente debito pubblico, superiore ai 2,200 miliardi di euro invece la ricchezza delle famiglie italiane supera gli 8.700 miliardi di euro.

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L’ANTIPOLITICA SOSTITUIRÀ I PARTITI IDEOLOGICI?

2 gennaio 2015 · Nessun commento

I partiti di opinione non hanno futuro. Bisogna fermare il declino del Paese. La legalità, la trasparenza e la solidarietà di tutti per ripartire.

 

Il Belpaese comincia ad ammalarsi di questo male oscuro, sin dagli anni “70, perché  sia la Dc sia il Psi non si pongono la questione morale alla stregua di Berlinguer del Pci, tanto è vero che scoppiano gli scandali, a cui seguono i malumori dei cittadini  e lo sdegno dell’antipolitica. Mani pulite sanziona il decadimento della vita pubblica e il ventennio successivo conferma di essere peggio: il che è avvalorato dalla riforma delle leggi elettorali per il Parlamento e i Comuni, che non migliorano la situazione bensì l’aggravano e non è un caso che dal berlusconismo l’Italia ne esca malconcia.

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IN ITALIA, L’INQUINAMENTO KILLER E LE VITTIME SENZA COLPEVOLI

22 dicembre 2014 · Nessun commento

Leggi severe per chi fa impresa a danno della comunità. Il D.L., in materia penale ambientale, già passato alla Camera, indugia al Senato. Cittadini e comitati locali si mobilitano per impedire l’inquinamento e i danni alla salute.

 

Scoprire che, nel Belpaese, non esiste il reato di disastro ambientale perché non consente la permanenza del reato finché persistono gli effetti disastrosi sulla salute delle persone e sull’efficacia, purtroppo, distruttiva dell’ambiente. Ne discende che gridare, ora, allo scandalo e all’inadeguatezza dell’attuale legislazione ambientale significa difendere il patrimonio giuridico italiano, tra l’altro, di alto profilo. Quel che più terrorizza è che per l’ambiente “la massima dell’ignorantia legis non escusat “non sarebbe ammessa, perché gli imputati, pur se trattasi di dirigenti anche qualificati, non sanno quel che fanno e, quindi, se ciò corrisponde a verità, dovrebbero essere avviati in luoghi, deputati a correggerli.

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DOV’È FINITA LA ROMA PAPALINA DI PASQUINO?

22 dicembre 2014 · Nessun commento

Le pasquinate potrebbero ancora servire? Ignazio Marino, il sindaco coraggio. Il patto scellerato tra l’amministrazione, il mattone e il trattamento dei rifiuti.

 

Il Tevere sonnacchioso e il barcarolo che va controcorrente; la battuta romanesca pungente ma divertente; i preti e le suore che affannosamente attraversano la piazza San Pietro; i quartieri popolari che si confondono con le residenze patrizie; il prepotente ma non troppo, tra l’altro, dotato di voce melodiosa e struggente e, infine, Pasquino, una statua parlante che, con “le pasquinate”, castigava gli abusi e la corruzione dei potenti della sua epoca: tutti inghiottiti dal porto delle nebbie? Il popolo romano, comunque, è per metà cinico e per l’altra disincantato, per cui manifesta con facilità il suo stupore ed è disponibile a farsi ingannare dal nuovo ed è, in virtù di ciò, difficile che si trasformi in cittadinanza attiva.

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LA PALLA AL PIEDE DELLA POLITICA ITALIANA

17 dicembre 2014 · Nessun commento

Una svalutazione del lavoro senza precedenti e un mondo finanziario senza regole. Un governo colloquiante solo con il pianeta industriale. Un’Italia, forse, al limite di un’esplosione sociale se non si corre ai ripari?

 

Non è un mistero che la politica economica del governo Renzi si compiace del capitalismo liberista, replicando, in tal modo, all’avvenuto spostamento, negli anni 60-70, dei redditi a favore del lavoro, e, poi, per l’effetto della minore e peggiore occupazione o dei bassi salari, la quota di reddito assegnata al lavoro è progressivamente diminuita. Nella nuova fase del capitalismo, senza freni inibitori, emergono due elementi: il primo è caratterizzato dalla globalizzazione del mercato del lavoro, che pone in competizione il costo del lavoro delle economie  sviluppate con quelle delle economie emergenti.

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IN PERICOLO, IL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE

17 dicembre 2014 · Nessun commento

Nel settantesimo congresso nazionale, a Ippocrate sarebbero rizzati i capelli, nell’udire la proposta di cancellare i principi deontologici del medico. In questa circostanza si è affermato che il diritto alla salute si compra, violando l’art.32 della Costituzione. I privilegi dei medici però sono intoccabili.

 

E’ inquietante che nell’assemblea  dei medici della mutua si affermi che è impossibile erogare, in forma gratuita, le prestazioni sanitarie a tutti i cittadini e che non si possa porre a carico esclusivo della fiscalità generale l’assistenza sanitaria,  per cui sì deve ricorrere a quella mutualistica, dei fondi integrativi, delle assicurazioni private mentre la gratuità e’ a beneficio degli indigenti, di cui, purtroppo, fanno parte fitte schiere di evasori, che pongono il Belpaese in vetta alle classifiche di questo odioso reato fiscale, divenuto  anche motivo di vanteria per chi lo perpetra, conscio di danneggiare la collettività e il proprio Paese.

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CHI È CAUSA DEL SUO INGANNO PIANGA SE STESSO

12 dicembre 2014 · Nessun commento

Il pareggio di bilancio entra nella Costituzione tra un parlamento plaudente e un popolo noncurante. Appelli di giuristi democratici rimasti inascoltati. Il raggiungimento del pareggio di bilancio ostacola la corretta politica economica.

 

Un adagio popolare, appena rivisitato, che ben si attaglia all’italica gente, distratta, impetuosa e in compagnia di una classe politica non sempre all’altezza della situazione ma, piuttosto, protesa a rincorrere gli umori della gente non sempre sorretta e guidata da professionalità di alto profilo, bensì da pseudo capi popolo o affascinanti dicitori molto contigui ai venditori di fumo o aria fritta, che finiscono per avere, in conseguenza del senno di poi, fittizia ragione da vendere al mercato del tutto va per il meglio, adescando con destrezza i creduloni. L’inganno dell’art. 81 arriva puntuale, rappresentato dal principio del pareggio di bilancio che, nel 2012, viene inserito, nella Costituzione italiana, modificando così l’art. 81. Ora quella maggioranza spavalda, per la sua partecipazione bulgara alla votazione, accusa, sotto i colpi della crisi e di qualche ripensamento dell’ultima ora, un vacillare di non poco conto.

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MARIO DRAGHI, IL FUTURO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA?

10 dicembre 2014 · Nessun commento

Virata di Mario Draghi sull’austerità per evitarla. E’ scontro tra Draghi e i falchi tedeschi sulla centralità dei trasferimenti fiscali. Il presidente della Bce, successore di Giorgio Napolitano?

 

Il presidente della Bce, sino a qualche giorno addietro, è stato fautore di una forma economica pestilenziale: l’austerità, posta in disparte, da Mario Draghi con una dichiarazione, in cui egli ritiene che il successo dell’unione monetaria dipende dalla condivisione di una moneta unica e da un’equivalente unione politica. Continua, asserendo che, all’interno dell’euro zona, bisogna soffermarsi sull’integrazione finanziaria per migliorare la condivisione del rischio privato e “propone di conferire alla finanza l’onere di riequilibrare e di redistribuire le risorse nell’ambito dell’Ue”.

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ER CUPPOLONE ROMANO

10 dicembre 2014 · Nessun commento

In Italia, la politica sempre più affarista e losca. In tempi dì aspro conflitto sociale, gli imprenditori celebrati come eroi. Con l’abolizione del finanziamento pubblico, i poteri occulti decidono la classe politica dominante.

 

Roma, caput mundi, non sfugge all’insidia della coppola siciliana e rimane politicamente invischiata in una vicenda dai pesanti risvolti penali, in cui a essere danneggiati sono i cittadini del Belpaese da un canto e dall’altro gli ultimi della scala sociale come i poveri, i detenuti, gli immigrati e i senzatetto. La politica degenerativa viene da lontano perché, nel periodo sia preunitario sia  post unitario, la ricchezza si concentra, alla stregua di oggi, nelle mani di pochi e gli scandali, invece, balzano numerosi all’attenzione  dell’esterrefatta opinione pubblica.

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NON C’È NORD SENZA SUD

10 dicembre 2014 · Nessun commento

La crisi spinge il Nord verso il Sud per brame elettorali? Il Nord non è  più il primo della classe. La ripartenza del Belpaese dipende da una politica che risollevi sia il Nord sia il Sud.

 

Un luogo comune che comincia a perdere colpi per la faziosità palesata, con troppa saccenteria, dal Nord che ritiene il Mezzogiorno, a causa della sua diversità, non suscettibile di essere integrato ovvero accomunato al Nord. Che sia stato preso un grosso granchio, lo dimostra il fatto che, ora, a seguito della crisi economica, che ha falcidiato, purtroppo e ovunque, persone e cose, il Nord continua, in forza del conclamato ed esistente divario con il Sud, a fruire di risorse pubbliche, assottigliatesi, però, a cagione di insistenti calamita’ naturali, che colpiscono, duramente, la penisola. In passato,  è doveroso  ammettere che ingenti risorse, per gli investimenti nel Sud, sono state, purtroppo, affidate a mani sbagliate, tanto è vero che la spesa pubblica è stata funzionale alle esigenze elettorali nazionali o è stata concessa ampia disponibilità di spesa alle autorità elettive,  spinte dalla necessità di ottenere più consensi degli altri candidati in lizza.

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ESSERE O NON ESSERE CONSERVATORI?

1 dicembre 2014 · Nessun commento

I diritti conquistati con le lotte non si smantellano. Conservare per innovare. Il capitalismo avanzato distrugge le risorse umane e naturali.

 

E’ un dilemma angoscioso che si è posto anche un noto politico britannico, Winston Churchill,  protagonista del secondo conflitto mondiale, convinto che tale profilo non è legato all’avanzare dell’età ma al mutamento del modo capitalistico di produrre, a cui aggiunge, però, che “un conservatore a vent’anni è un “pirla”. Avviene che si e’ tacciati di essere conservatori, allorquando si avversano coloro che impediscono al Belpaese di crescere e di modernizzarsi e allora subentra la consapevolezza di essere conservatori per il legittimo motivo di voler “conservare” i diritti del lavoro, il diritto alla sanità pubblica e all’istruzione  pubblica con l’applicazione costante della Costituzione.

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MATTEO SALVINI IN CAMPO

25 novembre 2014 · Nessun commento

I talk show danno una mano al segretario leghista. Le grandi periferie, pronte a esplodere per le grandi disuguaglianze. Liberarsi dalle paure infondate.

 

In politica, lo scontro bipolarista abbisogna di nuovi personaggi, che devono venire dal nulla perché la platea dei suoi spettatori è reduce, in gran parte, da spettacoli televisivi, per così dire, leggeri che riescono a far sognare un mondo migliore, che sparisce appena si varca l’uscio di casa. Ora è il momento di Matteo Salvini, una carriera politica, maturata all’interno della Lega di Bossi e compagni, culminata nella sua nomina a segretario del partito. Attualmente è impegnato a risollevare le sorti della Lega, giunta, dopo alcune vicende di mala politica, al 3 per cento, per cui trascorre la sua giornata, saltando, come un ranocchio, da un’emittente televisiva ad un’altra, con quel viso da cucciolone, che prima prende le botte e, subito dopo, si “rifugia ” tra gli immigrati e l’euro, entrambi, per motivi non meglio chiariti, causa degli attuali mali italiani (sarà tutto vero?).

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IL CONFLITTO SENZA FINE TRA ISRAELE E LA PALESTINA

25 novembre 2014 · Nessun commento

L’occupazione israeliana alimenta l’antisemitismo. L’assassinio dei rabbini esaspera lo scontro con i palestinesi. Accordo difficile se il conflitto tra Israele e la Palestina da nazionale e politico diviene religioso-islamico.

 

Il governo israeliano versa in una profonda crisi e, in terra palestinese, Hamas, assai indebolito, non se la passa tanto bene. E’ necessario compiere una riflessione, che mette a fuoco la circostanza che i crimini quotidiani dell’occupazione israeliana alla stregua della politica sciovinista e fondamentalista del governo israeliano e dei suoi alleati, finiscono per raccogliere solo sentimenti di antisemitismo. I rabbini uccisi, alcuni giorni addietro, nella sinagoga, potrebbero concorrere a fomentare il conflitto israeliano-palestinese prettamente nazionale e politico in un conflitto religioso-islamico, che sarà sordo a qualunque accordo. E’ anche doveroso affermare che le incursioni criminali israeliane non possono essere giustificate.

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IL PATTO DEL NAZARENO A UNA SVOLTA POLITICA?

25 novembre 2014 · Nessun commento

Renzi lancia anatemi contro i sindacati. Salvini insegue Berlusconi. L’ex Cavaliere finirà tra le braccia del suo pupillo Matteo?

 

Sembrerebbe di si, perché il bersaglio preferito da Renzi è quello dei sindacati. Tanto è vero che non risparmia nei loro confronti toni tracotanti e tutto ciò se lo concede perché è conscio di non aver più ostacoli per organizzare un partito, all’italiana, in cui vivrebbero, forse, felici e contenti la destra, il centro e la sinistra. Il premier ha la pretesa di essere il nuovo politico, per cui dichiara che i sindacati inventano giustificazioni infondate per scioperare e se ciò è risibile non suscita risate perché ricorda, con tristezza, un vecchio linguaggio politico, utilizzato in periodi di crisi, tempo addietro non lunghi, di cui  il Belpaese ha sempre cercato di non farli mancare ai cittadini.

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L’ITALIA E IL DISSESTO IDROGEOLOGICO

19 novembre 2014 · Nessun commento

L’Italia dichiara guerra al dissesto idrogeologico. Sul banco degli imputati gli amministratori e la cementificazione selvaggia. Quartieri cittadini nell’acqua per piogge troppo monsoniche.

 

In Italia, il dissesto idrogeologico ha mietuto, dal 1985 al 2011, quasi mille vittime, e compiendo, poi, qualche passo nei trascorsi anni sessanta, tocca registrare il disastro del Vajont e le apocalittiche alluvioni di Venezia e Firenze, ove sono stati contati più di 4 mila morti. Tutto ciò è l’aberrante sintesi di anni di incuria e di scriteriati attacchi alle caratteristiche eco- paesaggistiche. Negli ultimi decenni, la trasformazione del Belpaese si è identificata nella scellerata politica della cementificazione.

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L’ITALICUM, UNA COMMEDIA ALL’ ITALIANA?

19 novembre 2014 · Nessun commento

Le preferenze strumentalizzate assecondano il progetto del Nazareno. Un presidenzialismo di fatto bussa alle porte del Belpaese. Prossimo un galoppante autoritarismo?

 

In Italia, per certuni conoscere, in serata, colui che ha vinto le elezioni, equivale all’aver trovato l’elisir di lunga vita e la formula per venir fuori dalla morsa, sempre più stringente della crisi economica, che preoccupa e rende insonni le notti di moltissimi italiani e per nulla quelle del ricchissimo 10 percento. L’Italicum, così denominato, potrebbe essere il nome di un gustoso piatto gastronomico, che, secondo alcuni, potrebbe far sognare i buongustai delle leggi elettorali. E’ opportuno precisare che nessun sistema elettorale, sul pianeta Terra, è in grado di attribuire la vittoria certa perché è soltanto, grazie allo strumento della rappresentanza, che si possono ottenere le forme di governo. Resta da considerare che, per conseguire la maggioranza assoluta dei seggi, è d’obbligo far ricorso alla coalizione.

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LA CONCERTAZIONE SINDACALE SUL VIALE DEL TRAMONTO

18 novembre 2014 · Nessun commento

I sindacati scoprono lo sciopero sociale. Il Mga, acronimo di Mobilitazione generale degli avvocati, aderisce allo sciopero. Sul pianeta lavoro soffiano gli impetuosi venti della restaurazione.

 

Il sindacato comincia a prendere cognizione, che è tramontata, con l’arrivo di Renzi, l’epoca della concertazione, immolata sull’altare della governabilità, scambiando, purtroppo, la conservazione del posto con il suo costante e progressivo degrado. Ne discende che con l’implicita autorizzazione al lavoro gratuito si dà il la alla repressione di quello retribuito. La coalizione entra nel lessico sindacale e rivendica la necessità di demolire il meccanismo dello sfruttamento, la persecuzione fiscale del lavoro autonomo e l’economia politica, sostenitrice del lavoro gratuito, sotto forma di stage, di tirocini, di prove e di volontariato.

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LA MEGLIO GENERAZIONE?

18 novembre 2014 · Nessun commento

Costa studiare in Italia. In Germania, Norvegia e Danimarca, la laurea è gratuita. Le borse di studio, nel Belpaese, dimagriscono del 7,5 percento e i posti di dottorato subiscono un taglio del 19 percento.

 

Definizione che configge con la condizione di esclusione della gioventù di  oggi: sintesi di un combinato politico disastroso, che dura da decenni, generando una persistente disoccupazione e precarizzazione del lavoro. Non è un caso che ai giovani, sul piano lavorativo, si sono palesati una penuria di sbocchi e un percorso legislativo svantaggioso ed emarginante, tanto è vero che non stupisce più di tanto che la disoccupazione giovanile, ora, raggiunga il picco del 44 percento, mentre i giovani tra i 15 e i 24 anni non lavorino, non studino e non seguano  i corsi di formazione, raggiungendo il primato europeo del 22,15 %.

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A RISCHIO L’EDITORIA

18 novembre 2014 · Nessun commento

Nel fondo per l’editoria, non c’è una lira per la stampa. I libri portati in Tribunale per non rischiare falsi in bilancio. Nel precariato finiscono tanti giornalisti.

 

E’ prossima una stagione di lotta perché il silenzio non paga anzi, forse, non retribuirà gli ottocento e oltre giornalisti, che hanno perso il posto di lavoro, durante quest’anno, a cui, inevitabilmente, si aggiungono i fogli locali e le emittenti private, scomparsi come in un vorticoso gorgo. Il primo pensiero della governance è quello di avere cittadini poco informati, per cui è meglio favorire il decesso dell’editoria non profit, di quella cooperativistica e locale, e le circa 100 testate in tutto, di cui cui un terzo è  trapassato a peggior vita e ciò  che è rimasto si è posizionato nella zona intermedia della spossante agonia.

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Salvate…..L’Articolo 18

12 novembre 2014 · Nessun commento

Un’imboscata, il disciplinare, nei decreti delegati, materia non trattata nella legge delega. Una corsa a ostacoli,  il mantenimento dell’art. 18. Stop alle mediazioni.

 

In Italia, per lui c’è una significativa mobilitazione da parte dei lavoratori, ma in sede politica,  l’ha fatta da padrone la mediazione, purtroppo, al ribasso e al grido che “Dio salvi le teste coronate” non preoccupandosi di salvarlo alla stregua dello statunitense “soldato Ryan” . Al contrario, il prestatore d’opera di casa nostra è negletto forse per convincerlo a disconoscere, con la propria volontà, la stagione dei diritti di chi lavora, consacrati nello Statuto dei lavoratori e nell’art. 18, escogitando anche tranelli nei palazzi istituzionali, ove la produzione legislativa deve essere il manifesto, in senso assoluto, della trasparenza e della legalità senza se e senza ma.

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I MURI DELL’INSOFFERENZA

12 novembre 2014 · Nessun commento

I pezzi del Muro di Berlino, istanze di libertà. La riunificazione delle due Germanie procede con difficoltà. La nostalgia degli abitanti dell’ex Germania dell’Est alberga nei loro cuori.

 

Il 9 novembre del 1989 cade il muro di Berlino e coincide con l’avvento, a livello mondiale, della globalizzazione che conduce alla supremazia del mercato. Se è vero che si conquista la liberazione dai regimi oppressivi è anche vero che l’Occidente subisce l’aggressione di un capitalismo sfrenato, che sradica dalla società i valori, sostituendoli con gli egoismi, la corruzione e la violenza. A tutto ciò dà una mano il comunismo sovietico non più riformabile, per cui una rottura diviene necessaria, a motivo del fatto che i partiti comunisti si limitano a parlare solo di errori. In quegli anni, infatti, maturano rapporti di forza, che mettono in campo l’idea di un socialismo che, però,viene abiurato, tant’è che viene rifiutato dall’Occidente.

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L ‘EUROPA COLERA’ A PICCO?

12 novembre 2014 · Nessun commento

L’austerity, un fallimento per l’euro zona. Una crisi economica inarrestabile da fermare. In difficoltà, le leadership europee.

 

Rischia grosso perché è giunta vicino all’inquietante e metaforico “Triangolo delle Bermude” sul piano economico, non inabissandosi ma incappando, questa volta, in una situazione che indica il fallimento della politica europea fino ad oggi perseguita. In merito è cauto, addirittura, Katainen che sostiene con piglio diplomatico: “Lo stato dell’economia e dell’occupazione non sta migliorando con sofficiente rapidità”. Accade che le imprese contraggono gli investimenti, l’occupazione accusa grosse battute a vuoto e le capacità produttive languono; in buona sostanza, la crisi ha ostacolato la crescita dell’Europa. Tanto è vero che la disoccupazione strutturale cresce mentre quella del Pil diventa negativa e ciò è la conseguenza di un modello sbagliato e utilizzato da Bruxelles, in maniera cocciuta e perdente, nell’applicazione  delle politiche economiche pro-cicliche, quelle recessive quando il Pil cala ed espansive quando il Pil cresce, applicando, purtroppo, il contrario di quello che andrebbe utilizzato.

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NON TUTTO È PERDUTO PER OBAMA

12 novembre 2014 · Nessun commento

La vittoria premia il populismo repubblicano. Per non paralizzare l’attività amministrativa, i vincitori dovranno tirare in ballo il compromesso. In soccorso di Obama il potere di veto e gli ordini esecutivi.

 

Il presidente,Barack Obama, perde perché rimane isolato nel suo partito, e, in verità, i repubblicani, suoi avversari, glielo hanno detto in tutte le salse e, in conseguenza, e’andato a farsi benedire il progetto di innalzare il salario minimo e di riformare la legge sull’immigrazione. In fondo, i repubblicani hanno sfoderato le spade per boicottare la riforma sanitaria, che, per essere abbozzata, ha dovuto attendere l’arrivo di un presidente afroamericano in un Paese, noto per la democrazia alla portata, ma non troppo, dei suoi cittadini e, infine, per boicottare la legge sul controllo delle attività del mondo finanziario.

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Il SUD, PARENTE POVERO DEL NORD

12 novembre 2014 · Nessun commento

Nel Sud, un’economia fondiaria che accumula una grande quantità di denaro senza impiegarlo in innovazione. Il processo di industrializzazione è una prerogativa dell’area Nordovest. Le poche aree industriali, nel Mezzogiorno, penalizzate dalla mancanza di infrastrutture: un retaggio duro a morire.

 

E’ uno dei tanti luoghi comuni di cui si serve la politica del Belpaese, patrocinando una dura e sleale campagna di denigrazione nei confronti di un Mezzogiorno, percepito come una terra di conquista e dai volti scuri, non per la pelle, ma per una legittima e diuturna arrabbiatura. L’assenza, quasi atavica, di una politica industriale, che, nel momento in cui ne è stato visto il barlume, provoca danni ambientali e, in talune circostanze, miete vittime come dazio per un posto di lavoro che significa “per i più fortunati” sottrarsi a un’agricoltura, rimasta allo stato bracciantile e senza prospettive di futuro per i giovani. Ora le nubi nere della disoccupazione continuano a persistere, con tenacia, su quelli del Sud e si identificano nelle politiche di bilancio contro la crescita e i previsti otto miliardi di tagli, ma qualcosa, però  ,non va per il giusto verso perché il governo dovrebbe investire prima i suoi fondi e, semmai, dopo chiederli alla Bei.

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E’ TEMPO DI SCISSIONE NEL PD?

3 novembre 2014 · Nessun commento

Renzi tenta di dividere il sindacato? Il Pd e la minoranza separati in casa. Vicini al divorzio breve?

 

Forse si, perché Renzi non sembra interessato a un partito, sorretto da uno spirito unitario, da una leadership che tenga conto delle diversità interne. Tanto è vero che la sinistra del Pd è distante da Renzi, determinato a creare un suo potere personale a traino populista. Si scopre che la vittoria del premier non coincide con il successo della sinistra ma se dovesse perdere finirebbe per travolgerla. Matteo Renzi, alla fin fine, potrebbe divenire il leader di una qualsiasi formazione politica, in virtù del suo profilo carismatico, difficile da mettere in discussione nel momento in cui il suo potere si consolida.

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IL DIFFICILE CAMMINO PER IL RIFORMISMO

31 ottobre 2014 · Nessun commento

Il capitalismo a misura della società? La socialdemocrazia assertiva difende il libero mercato e i poveri. Nel neoliberismo, le imprese grazie allo Stato si guadagnano il consenso per l’egemonia economica.

 

In campo politico scende una nuova figura: il socialdemocratico assertivo, che confida nell’economia di mercato, ritenendola una forma eccelsa dell’attività economica, a cui i diritti civili non sono di ostacolo per l’esercizio del potere da parte di un’oligarchia, assisa nelle aule parlamentari e nei consigli di amministrazione delle imprese, che mal sopportano i limiti alle loro attività. Avviene che, a guidare i centrosinistra europei, vi siano i fautori del neoliberismo, che, secondo la socialdemocrazia assertiva, devono conciliare l’economia di mercato con la tutela degli interessi di coloro che sono la base di una piramide sociale e della presenza dei partiti operai, non mettendo la sordina al Sessantotto, distintosi come l’anno degli studenti, e concomitante con il conflitto tra capitale e lavoro, che ha promosso  l’istituzionalizzazione dei diritti sociali in tutta l’Europa.

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RENZI, DAL CENTROSINISTRA A UN NUOVO PARTITO?

29 ottobre 2014 · Nessun commento

Libertà assoluta di agire per gli imprenditori. Cancellati alcuni diritti essenziali dei lavoratori. Il popolo della sinistra mostra insofferenza per le false narrazioni.

 

Qualcosa sta cambiando nel Paese, che si ritrova una destra aggressiva con radicamenti popolari, un’élite di governo piuttosto neo totalitaria, che di democrazia vuol sentirne parlare poco e un popolo di sinistra che non predilige le divisioni ma, soprattutto, la false narrazioni. In tali fasi, la gestione del potere e la prassi di governo sono affidate a personaggi   improvvisatisi politici, la cui particolarità è quella di curare la contrapposizione del privato nei riguardi del pubblico. Non è un caso che il sistema politico che si sta delineando è quello imperniato su due partiti, con la vocazione di rimanere soli, come e’ stato detto, in questi giorni, dal presidente del consiglio Renzi. Tra i due partiti il Pd e Fi, pilotati il primo da Renzi e il secondo da Berlusconi, non esistono dissidi e, semmai ne sorgessero, sono disponibili a ricomporli in presenza di fatti contingenti.

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IL LAVORO, IN ITALIA, UN INFERNO DANTESCO

27 ottobre 2014 · Nessun commento

Renzi, noi siamo un’altra Italia rispetto alla CGIL. Alla Leopolda si riunisce un altro Pd? Renzi sfonda col suo 40% grazie a una parte dell’elettorato di centrodestra.

 

Una divisione, all’interno del Pd, costruita con lo spostamento verso i progetti confindustriali e con l’avversione nei confronti delle lotte sindacali. La CGIL, in principio, tentenna nel comprendere le devastanti scorrerie, portate all’interno del mercato del lavoro e nel rappresentare il precariato, le cui file si ingrossano, come i fiumi in piena, a causa della deindustrializzazione senza fine. A rivestire  il ruolo di primo attore è l’art. 18, che investe e tutela i diritti dei lavoratori, tanto è vero che la permanenza, l’abolizione o l’estensione del medesimo a tutti i lavoratori, funziona come atto di prevenzione nei riguardi dei licenziamenti arbitrari e ricattatori.

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IL SINDACATO E I PARTITI POLITICI, FUNZIONALI PER IL PAESE?

27 ottobre 2014 · Nessun commento

Le politiche del lavoro precario, complici della disgregazione del pianeta delle braccia e delle menti. I sindacati messi all’angolo da una politica distratta e autoreferenziale. Col Jobs Act, piazze senza lavoratori?

 

La ripartizione dei compiti tra partiti e sindacati è oggetto di dibattito teorico-politico da almeno cent’anni e, concretamente, in ogni paese ed epoca, assume una fisionomia determinata. Non è un caso che la Magistratura si è impegnata per distinguere, volta a volta, nella materia degli scioperi indetti dalle centrali sindacali, quale fosse “politica” e quale “economica”. Il che è stato necessario per le rivendicazioni sociali, avanzate a partire dalla fine del “69 e vertenti sulla riforma della casa, della salute, del fisco e della scuola, per cui si è dovuto produrre un’argomentazione, atta a ricoprire i contenuti con l’etichetta di “economico” e, quindi, a legittimare  l’azione sindacale, inquadrandola nel salario indiretto.

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BERLUSCONI OSSERVANTE DEL PATTO?

27 ottobre 2014 · Nessun commento

Per Renzi, l’Italicum va riscritto. Il presidente scalda i motori ai box per andare al voto. Berlusconi temporeggia.

L’ex Cav. spende parole dure sulla politica economica di Renzi ma, nel contempo, assicura la sua fedeltà al patto del Nazareno. E’ un momento delicato per il Silvio nazionale, costretto a subire condizionamenti dal suo partito, che non vuole sacrificarsi sull’altare della conservazione delle aziende del  suo carismatico padrone. Non è un mistero che l’attuale inquilino di Palazzo Chigi intende vincere da solo le elezioni, fruendo del premio di maggioranza, per poi governare in solitudine. Le elezioni anticipate restano nella faretra del Pd, come frecce da utilizzare, nel caso che la situazione economica prendesse una brutta piega oppure i sondaggi indicassero un calo di popolarità.

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IL MONDO SCIENTIFICO FERMERÀ L’EBOLA?

23 ottobre 2014 · Nessun commento

I centri di accoglienza, organizzati come lager. Difficile il rapporto tra i malati di Ebola e il medico “impaurito”. I bambini perché terrorizzati minano le proprie difese immunitarie.

La pandemia di Ebola sta mutando l’avvicinamento clinico al morbo, dettando procedure di rapporto, tra medico e malato e tra paziente e ambiente, radicalmente differenti da quelle tradizionali. A differenza di altri morbi del passato come la peste, ricorrente nel Medioevo, accade che, nel caso di Ebola, la contagiosità vera o presunta del virus finisce per colpire la dignità del malato, ridotto da essere umano da curare a oggetto altamente infetto e propagatore dell’infezione, da cui è necessario prendere le distanze e osservarle.

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A BRUXELLES, ATTENTI A QUEI DUE

22 ottobre 2014 · Nessun commento

La Ue non cambia spartito politico. Il finlandese Katainen e il lettone Dombrovskis, gli angeli custodi delle misure di austerità. Non c’è più niente da fare?

Nella formazione del nuovo esecutivo europeo, il premier Renzi è riuscito ad accaparrarsi il Ministero degli esteri che serve a ben poco. Nei luoghi ove si determinano gli equilibri di potere, i paesi più importanti si sono messi di buzzo buono e, dopo un lungo e faticoso lavoro, sono riusciti a porre i propri uomini a capo dei gabinetti di Commissari di altri paesi. La Merkel ha chiesto sei capi di gabinetto, pur avendo già ottenuto quello della Presidenza, e l’Italia si è accontentata soltanto di uno: quello della Mogherini.

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IL SINDACO DI ROMA E LE NOZZE GAY

21 ottobre 2014 · Nessun commento

Roma stupita per le unioni omosessuali. Marino stimola Renzi e l’esecutivo a promuovere iniziative per i diritti civili. La Chiesa non rimanga ancorata ai pregiudizi.

Ignazio Marino, un sindaco fuori ordinanza capitolina, combatte la corruzione dilagante, le furbizie dei costruttori, inaugura gli asili nido ed è tutto proteso a far decollare Roma come metropoli contemporanea, confidando sui talenti, la tecnologia e la tolleranza. Si prodiga, inoltre, a stimolare il Pd e il suo segretario a superare una strana timidezza nell’affrontare i diritti civili, rammentando che le famiglie omosessuali, come quasi tutte le altre coppie, non si possono permettere un matrimonio all’estero, perché hanno problemi di precarietà, di lavoro, di casa e, per di più, subiscono odiose discriminazioni. Ignazio Marino, nel ruolo di primo cittadino, ha rotto gli indugi, trascrivendo sedici matrimoni omosessuali, celebrati all’estero.

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LA CRISI ECONOMICA ITALIANA SULLE SPALLE DEI MENO ABBIENTI

21 ottobre 2014 · Nessun commento

I disoccupati, oggetto del desiderio elettorale di Grillo e Renzi. Le politiche monetarie ostacolano l’abbattimento delle diseguaglianze e impediscono la redistribuzione del reddito. Renzi prova a colpire in alto, ma forti resistenze si oppongono al suo tentativo.

Otto milioni di persone sono prive di lavoro e, quindi, formano un interessante bacino elettorale e accanto a esso funge da ammortizzatore sociale la rete familiare, formata dai pensionati titolari di basse pensioni o dai lavoratori percettori di modesti salari. Il citato bacino elettorale può contare su un mercato di voti potenziali, che si aggira intorno a circa 15 milioni di votanti, che, un tempo, sostenevano la sinistra, ma che, negli ultimi decenni, hanno trovato asilo presso Forza Italia e poi, col declino di Berlusconi, la fascia elettorale di coloro che non lavorano è diventata oggetto di attenzioni da parte degli altri partiti. L’idea renziana di rappresentare i sindacati , la sinistra e i lavoratori a tempo indeterminato, come i responsabili della diffusa precarietà del lavoro, e’ stato un gioco da ragazzi, e affermare  che i giovani non trovano lavoro per colpa dell’art. 18, risuona come un’offesa all’intelligenza degli italiani.

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GIÙ LE MANI DALLE CITTÀ

21 ottobre 2014 · Nessun commento

Le speculazioni devastano il territorio urbano del BelPaese. Lo sviluppo edilizio selvaggio mette in ginocchio il territorio extraurbano. Non bisogna smarrire l’idea della città.

Il regista, Francesco Rosi, nel 1963, realizza l’opera cinematografica “Le mani sulla città”: una grande testimonianza di impegno civile, di denuncia della corruzione e dello scempio edilizio, che si inizia a consumare nell’Italia degli anni  “60 fino ai giorni nostri senza concedersi pause. A rompere il perverso equilibrio, instauratosi, nel tempo, tra  la corruttela e le dilaganti colate di cemento armato ci pensa il clima. Tanto è’ vero che gli episodi climatici estremi dimostrano che le città non si sottraggono al sistema climatico generale e al suo crescente ma apparente disordine.

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HO VISTO UN RE CHE SCENDEVA DAL QUIRINALE

21 ottobre 2014 · Nessun commento

Re Giorgio è stanco ma non molla. Ha fermato la TROIKA, intenzionata a mettere ai ferri del rigore il BelPaese. Il lungo applauso tributato a Giorgio Napolitano, in Parlamento, per riconoscergli la sua grande tempra di politico.

Un Savoia sarebbe una vestigia ingombrante, appartenente a un passato tutto da dimenticare, per cui è giunta l’ora per il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, di farsi da parte non solo per la sua veneranda età ma perché è il tempo di passare il testimone a un successore di pari dignità. Secondo voci diffusesi, re Giorgio mediterebbe di traslocare, dal Quirinale, al termine del discorso di fine anno, anche se si parla di un rinvio di qualche settimana, datando la sua uscita nel mese di gennaio 2015. E’, comunque, vero che
Napolitano è stato  un abile tessitore perché ha saputo con maestria politica trarre, dagli impacci  e dalle insidie della Troika, un’Italia squinternata con il M5S, goliardico, protestatario e con caratteristiche molto vicine alle curve, popolate di tifosi dal “vinceremo” a ogni costo; poi, con la minoranza del Pd in balia del duo del Nazareno, e, infine, con una sinistra sociale che non impensierisce più di tanto una coppia, che, in spregiudicatezza, non teme rivali.

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GENOVA SOMMERSA DALLA “MAREA” DI CEMENTO: UN MALE ITALIANO

14 ottobre 2014 · Nessun commento

La lobby dei proprietari immobiliari, pronta per la cementificazione. Le opere pubbliche affidate alla finanza, responsabile della crisi. Affari e politica. non del tutto estranei al dissesto idrogeologico, con ricadute economiche sulla collettività.

E’ notorio che l’Italia sprofondi, da tempo, nell’acqua interessando più di qualche regione, che, in un baleno, viene letteralmente e paurosamente inondata dalle piogge, che precipitano con violenza da sistemi montuosi di altezza  non rilevante, aumentando, in maniera sostenuta, la velocità di scorrimento a causa di una canalizzazione, costituita da insediamenti urbani, edificati  in prossimità di corsi d’acqua oppure sul letto asciutto di torrenti, trasformati in strade a beneficio di costruzioni, quasi sempre in odore di abusivismo, condonato, negli ultimi vent’anni, da un signore che pensa di poter fare a meno delle industrie, ritenendo il mattone, un salvavita per un’economia che inizia a scricchiolare.

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IN ITALIA, LA DI….SFIDA DEL PRESIDENZIALISMO

14 ottobre 2014 · Nessun commento

Tendenze presidenziali si fanno largo tra l’incerta politica. Democratizzare il ruolo presidenziale per evitare eccessi autoritari. Diffidare del “che pensi mi”, battuta da avanspettacolo.

Ogni sette anni, è salito al Quirinale un Presidente della Repubblica, che ha lasciato la sua impronta politica e non poteva essere diversamente, configurando la rappresentazione di un’articolata sintesi politica. E’ accaduto che tali  personalità hanno precorso o condiviso la conflittualità politica esistente nel Paese, tanto è vero che un sornione neo-presidenzialismo di fatto si intromette nel corpo costituzionale, ove è presente un dualismo di poteri, anche se ancorato alla centralità del Parlamento, come strumento della ricomposizione del dualismo stesso.

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L’ART.18, IL PULCINO NERO DEL MONDO DEL LAVORO

14 ottobre 2014 · Nessun commento

Ridimensionato dalla Fornero. Ora sub iudicio di un Renzi, capofila degli accaniti avversari dell’art. 18. Una crisi politica più che economica per contrapporsi al pensiero critico.

Lo è divenuto tale per una crisi politica del nostro tempo, tanto è vero che l’idea di abolirlo non rappresenta un’innovazione per il mondo del lavoro ma un arretramento su posizioni, in cui le relazioni industriali erano allora disciplinate solo dai rapporti di forza. E’ necessario precisare che l’art. 18 dello Statuto dei lavoratori non impedisce la libertà di licenziare bensì si tratta di una norma che annulla il licenziamento senza giusta causa, reintegrando il lavoratore e sbarrando così la strada ai forti e ai furbi, sempre pronti a violare le regole.

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NELL’UNIONE EUROPEA, RIGORISTI PER VOCAZIONE?

14 ottobre 2014 · Nessun commento

Il welfare per i ricchi, un’invenzione americana. L’Europa non riesce a dimenticare la guerra dei Cent’anni e i grandi conflitti scoppiati. L’Ue, incapace di mediare, si rifugia nell’autoritarismo.

 

Conclusa la riunione dei governatori della Bce, nel palazzo reale di Napoli, le Borse sono crollate mentre, a Bruxelles, il francese Pierre Moscovic, aspirante alla carica di commissario agli affari economici, alzando il tono della voce, afferma la sua volontà di far rispettare le regole per il periodo del suo mandato, ritenendo efficaci quelle relative all’austerità. I banchieri europei, ossessionati dal rigore economico, hanno, ancora una volta, battuto l’Europa, ricacciandola nella depressione economica.

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IN ITALIA, AVANTI TUTTA CON IL WEB?

7 ottobre 2014 · Nessun commento

E’ vera democrazia, il voto online? Una vita difficile, per i dissidenti, nei partiti padronali. Beppe Grillo  tornerà, prossimamente, a incavolarsi.

Un vecchio pallino di Grillo, che ha sottratto parecchi voti agli avversari, agitando la bandiera “del fuori tutti i politici dai palazzi delle Istituzioni”, con la velleitaria pretesa di sostituirli con le massaie alle prese con i fornelli e con altre categorie di lavoratori, impegnati in  piazza a protestare per i diritti che svaniscono e che, secondo il leader pentastellato, dovrebbero trovare la soluzione con un click sul computer.

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LA DITTA R&B FUORI DALLA CRISI?

6 ottobre 2014 · Nessun commento

Il patto del Nazareno: una versione italica dell’Araba fenice? Al centro del dibattito tra i due leader le proprie convenienze. Matteo Renzi e Silvio Berlusconi, uniti da un’indecifrabile alleanza.

Un gioioso accordo, che sa di straordinarietà perché entrambi appartengono anzi guidano due partiti, che, sulla carta della geografia politica, dovrebbero essere indicati come acerrimi nemici, ma sono, incredibilmente, tutt’altra cosa, in virtù del fatto che la formazione politica di Fi ha tutta l’aria e l’organizzazione del partito azienda mentre per il Pd, dietro le quinte, un tessitore abilissimo che, con le buone o le cattive, lo ingabbia nella tela di un insidioso ragno.

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NELLA POLITICA ITALIANA RITORNA LA BIGA DELLA MISTIFICAZIONE

6 ottobre 2014 · Nessun commento

Nel paese di Pinocchio, alle bugie non ci sono limiti. La riforma costituzionale e il nuovo Presidente della Repubblica, solo espressioni di una politica non menzognera. La “balena bianca” e le sue promesse tengono ancora banco.

Un mezzo di trasporto dell’epoca, ora, metaforicamente, guidato da Matteo Renzi nei panni dell’auriga e con l’attempato signore d’Arcore, ospite della biga nonostante sia stato “sbalzato” a terra dal provvedimento di decadenza dal suo status di senatore e, in conseguenza, allontanato da Palazzo Madama. La politica e la meteorologia hanno alcuni tratti in comune, come ad esempio le previsioni che, talune volte, sono menzognere alla stregua della politica, quella fondata sulla democrazia populista, in cui la dottrina delle masse e’ imperniata sul mentire, il promettere e il mistificare.

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IN ITALIA, IL NUOVO E’ IL “GRAN” VECCHIO RICICLATO

2 ottobre 2014 · Nessun commento

La politica separata dal Paese reale. La sovranità appartiene al privato, autore delle scelte del governo. Un Paese vessato dall’alto mentre dal basso nessuna reazione.

Di nuovo non c’è granché e la notte della politica è stata la compagna storica del Belpaese, il cui esordio è coinciso con l’avvento del fascismo, caratterizzato dalla sopraffazione e dalla guerra catastrofica, che non possono essere considerate un accidente qualsiasi o una svista perdonabile. In quella notte buia, purtroppo, il potere è caduto  nelle mani di un gruppo, troppo obbediente, ma capace di manovrare una massa ignara ed esultante. La notte per gli italiani è fatta non solo per amare, perché una parte si dedica a tessere trame, a curare le affiliazioni alle logge massoniche e ai connubi tra il cosiddetto Palazzo e le organizzazioni del malaffare.

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E’ QUESTA LA SOCIETÀ VAGHEGGIATA?

2 ottobre 2014 · Nessun commento

Il welfare messo a dieta. Ai confini della realtà , il fisco fondato sulla progressività e la redistribuzione del reddito. Il bene comune e l’interesse collettivo nient’altro che optional.

Dopo circa trent’anni, la dichiarazione che “a troppe persone è stato fatto credere che se si è assillati da un problema è il governo a risolverlo”, è ormai fuori moda perché l’individuo ha imboccato la via della desocializzazione, sentendosi possessore di tanti attributi generati dall’autonomia, intesa in senso assoluto. Il che spiega la presenza nella società di un diffuso cinismo e diffidenza. Tanto è vero che il rapporto dell’Istat sul Benessere equo e sostenibile certifica un forte aumento delle disuguaglianze tra classi, generi e territori dall’inizio della crisi economica e una cronica e insistente sfiducia nei confronti dei concittadini, delle Istituzioni e, innanzitutto, dei partiti, del Parlamento, delle amministrazioni locali e, per finire, del sistema giudiziario.

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DOPO LA FLESSIBILITÀ, NON RESTA CHE LA RECESSIONE

30 settembre 2014 · Nessun commento

La flessibilità affidata alle parole e non agli accordi scritti. I fondi strutturali: gli unici e possibili investimenti pubblici. La grave recessione consente di uscire dall’austerità e di sforare il Patto di Stabilità.

Il presidente della Commissione europea, Juncker,  nel suo discorso di insediamento, ammonisce i leader europei a resistere alle tentazioni di critica rispetto alle decisioni prese assieme a Bruxelles. La reprimenda è rivolta, presumibilmente, al premier Matteo Renzi che, con eccessivo ottimismo e sulla scia di un signore dispensatore, a suo dire, di un milione di posti di lavoro immaginari, annuncia la fine dell’austerità.

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L’ITALIA, MAGLIA NERA DEL GIRONE INFERNALE DANTESCO?

30 settembre 2014 · Nessun commento

L’Italia insegue le riforme strutturali, stimate dall’Ue come la medicina miracolosa. La flessibilità sale sugli altari e nella polvere finiscono milioni di lavoratori. L’art. 18, forse, l’amuleto per qualcuno.

Forse si, perché il divin poeta l’avrebbe collocata d’ufficio, scoprendone le buone ragioni. L’Italia, diciamocelo, è l’unico paese che non cresce tra quelli del G7 ed è bloccato dalla recessione e dalla deflazione, e non si fa mancare il crollo della domanda interna, causato dal blocco dei salari, e la quota internazionale dell’export che si riduce  progressivamente. Solo la Germania e l’area di riferimento se la passano meglio, ma è anche vero che il cascare nella spirale della depressione di alcuni paesi ha finito per coinvolgerne altri.

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RE GIORGIO NON LASCIA IL QUIRINALE E IL PREMIER RENZI

30 settembre 2014 · Nessun commento

Napolitano contro l’art.18. Renzi perde l’aplomb. L’attacco del Corsera allunga la vita presidenziale.

Tanto è  vero che Giorgio Napolitano scende in campo per affermare che l’art. 18 e lo Statuto dei lavoratori devono andare in pensione e che l’Italia e l’Ue possono uscire dalla crisi solo con politiche nuove e coraggiose per la crescita e l’occupazione. E’ un pronunciamento a sostegno di Matteo Renzi che riposa sulla teoria, secondo la quale il solo saccheggio dei diritti è in grado  di risollevare i destini dell’economia e creare posti di lavoro, a cui è seguita una levata di scudi  contro i sindacati e il gruppo avverso targato Pd.

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ADDIO ALL’AUSTERITÀ, QUANDO?

24 settembre 2014 · Nessun commento

Il capitale ha mandato la classe operaia all’inferno. Un capolavoro con effetti negativi per il capitale e per il perseguimento degli obiettivi  a favore del suo stesso interesse. Sul globo ovunque miscele esplosive, a causa della crescita delle diseguaglianze.

L’interrogativo riapre la discussione sul destino dell’euro: una moneta che sostiene la crescita ma che è vulnerabile nel confronto con la crisi. Accade che, nell”Unione europea, non c’è una forza politica che sia in grado di opporsi alla politica teutonica di austerità, imposta tout court al Paese, designato dalla cosiddetta Troika. La sinistra, purtroppo, si trova impreparata su questa grande questione, mentre i movimenti di destra e di estrema destra traggono benefici elettorali dagli effetti dell’austerità in virtù, forse, della sindrome di Stoccolma.

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“STANNO TUTTI BENE ” GLI AUTORI DELLA CRISI

23 settembre 2014 · Nessun commento

raghi sostiene che si ceda la sovranità all’Ue per le riforme strutturali. Le politiche monetarie alimentano la finanziarizzazione e la concentrazione della ricchezza nelle mani di pochissimi. Si vuol curare la crisi economica con i germi che l’hanno causata.

La morsa creditizia che affligge l’Europa colpendo, soprattutto, le famiglie e le piccole imprese è uno dei problemi con i quali il vecchio Continente si confronta in questo delicato momento. Le cause sono ormai note forse anche ai più sprovveduti ma le istituzioni politiche  continuano a rifornire le grandi banche centrali con cospicue risorse monetarie per attenuare la crisi. Draghi, poi,  per far fronte ai problemi strutturali e alla deflazione intende dare l’accesso al credito con tassi di interesse quasi irrilevanti e se le imprese lo rifiutano è perché non pronosticano un rilancio della domanda di beni e servizi e così non si crea occupazione.

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RE SILVIO SEMPRE A GALLA

22 settembre 2014 · Nessun commento

Nessuna intenzione di lasciare la sua creatura: Forza Italia. Le grandi manovre annunciate dallo smantellamento dell’art.18 e dello “Statuto dei lavoratori”.  La legge elettorale Italicum funzionale a Renzi per andare alle urne come partito unico del centrosinistra.

Dopo la storica sentenza, telefona ai suoi, compreso il quasi già Bruto, Angelino Alfano, il che sta a significare che non ha alcuna intenzione di passare la mano perché sa che la sua candidatura potrebbe rendergli una beffa. Tanto e’ vero che medita di chiedere una legge, che gli permetta di accorciare i termini dell’interdizione, ostacolante la sua candidatura. Berlusconi, al di la’ del tradimento del suo delfino e dell’inquieto Raffaele Fitto, è politicamente di nuovo in un vicolo cieco, da cui spera di uscire e, addirittura, di chiedere, a chiare lettere, a Renzi l’ingresso nel governo.

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NON È SEMPRE VERDE, L’ERBA DEL VICINO

19 settembre 2014 · Nessun commento

Francesco Crispi, tu  vu fa il germanico. Crispi fallisce ma il fascismo lo riabilita per le sue forzature antidemocratiche. Una storia difficile quella italiana con i fantasmi del passato che gli stanno addosso.

Piace pur se non è  del tutto verde e non sfuggono ai più le rappresentazioni idilliache della storia inglese, tedesca, francese e americana, di cui si compiace parte dei politici, ma che gli studiosi seri rifiutano. Nonostante ciò, in Italia, qualche politico si prefigge l’ambizioso fine di ridisegnare la forma di governo  e di cancellare con un colpo di spugna tutti i difetti del Bel paese. Chi tra i primi si è cimentato è stato Francesco Crispi, che, negli anni ‘80 del diciannovesimo secolo, prende una cotta per Bismarck , assumendolo a modello per le sue politiche, tanto e’ vero che conduce una campagna nazionalistica e colonialista, proponendosi l’introduzione del cancellierato, mettendo, però, in disparte la sua ambizione di promuovere le riforme sociali.

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DOVE ANDRANNO A FINIRE….LE LARGHE INTESE?

17 settembre 2014 · Nessun commento

Il governo Letta cade per la sua linea moderata. Un’Italia manovriera in campo europeo e meno provincia di un inquietante impero fantasma. Il PD cambi rotta per aprirsi alle realtà, esistenti nella società italiana per costruire valide alternative.

Tale governo si forma poco tempo dopo che la Cassazione infligge una sentenza definitiva di condanna nei confronti di Berlusconi e i ministri del Pdl di allora, che avevano giurato fedeltà alla Costituzione, avversano la sentenza nonostante sia un atto di un potere costituzionale dello Stato. Gli assertori delle larghe intese non tengono in debito conto che la crisi italiana non è solo economica ma anche morale,  e diciamocela tutta che i cittadini nutrono una grande sfiducia nei riguardi delle capacità  e dell’onestà non solo dei gruppi dirigenti ma soprattutto dei partiti superstiti ideologici e anche di quelli aziendali o carismatici.

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BOMBARDATA DAI TAGLI LA SCUOLA ITALIANA

16 settembre 2014 · Nessun commento

L’Italia, maglia nera del tour dell’istruzione. Forse non è  un caso che la sana e robusta costituzione tedesca sia determinata dal 25 per cento investito nella conoscenza. Con i tagli a pioggia, la classe docente rischia di divenire un’armata brancaleone.

Una sorta di metaforica similitudine con la striscia di Gaza e’ ravvisabile con quel che accade, in Italia, all’istruzione, tanto e’ vero che è il primo tra i paesi OCSE a fregiarsi, per il 2014, del primato negativo per la crescita della dispersione scolastica, per il modesto tasso di laureati e per i docenti meno pagati. E’ impietoso il rapporto dell’Ocse, riferentesi all’anno 2014, ove si dimostra che la crescita delle disuguaglianze è la conseguenza dei tagli alla spesa pubblica per l’istruzione, operati dal governo berlusconiano tra il 2008 e il 2012: una tendenza che prende il via fin dal 2000.

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CON LE RIFORME STRUTTURALI DELL’UE SVANISCE LA DEMOCRAZIA

16 settembre 2014 · Nessun commento

Il semestre europeo, una diga per la debordante Ue. Le riforme strutturali enigmatiche, incomprensibili e arbitrarie. Le grandi ricchezze possono lasciare qualche soldino per la ripresa del Paese.

L’idea fissa del dibattito europeo è quella di concedere agli Stati incentivi finanziari in cambio di riforme strutturali: una proposta avente lo scopo della depoliticizzazione del dibattito pubblico europeo e nazionale. Non è un mistero per nessuno che tali riforme strutturali siano agitate come bandiere al vento per evidenziarle come necessarie per i Paesi che intendano tornare a crescere. Le testate giornalistiche, non tutte, insistono sulle riforme strutturali che svolgono una funzione distributiva delle risorse all’interno della società e del mercato del lavoro, determinando in quale misura il prodotto nazionale sia suddiviso fra salari  e profitti ovvero fra lavoratori e datori di lavoro.

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CENTROSINISTRA, BATTI UN COLPO

16 settembre 2014 · Nessun commento

Scrollarsi di dosso la tentazione neoliberista. Incontrarsi senza la smania di contarsi. Correggere, senza ribaltare del tutto, il modello Renzi.

Nell’Italia ridisegnata dalla riforma istituzionale ed elettorale, vien la voglia di dire  subito che l’unica Camera superstite conta nulla rispetto al governo e il partito di maggioranza, molto relativa, incassa un buon numero di seggi e gli eletti dal Capo decidono il Presidente della Repubblica e la Corte Costituzionale con buona pace dei mercati e della finanza.

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SALVINI E LA LEGA RIUSCIRANNO COL CARROCCIO A VALICARE I CONFINI DELLA PADANIA?

16 settembre 2014 · Nessun commento

Matteo Salvini rianima la Lega, dopo l’inciampo di Bossi. Il successore di Maroni si butta tutto a destra. Casa Pound e Forza Nuova sul Carroccio?

Sotto la guida di Matteo Salvini, la Lega ha cominciato a recuperare un po’ del suo elettorato, dispersosi tra le nebbie padane, grazie alla svolta da lui impressa e consistita nel recupero di tutti i temi e i tratti tipici dell’estrema destra: il rifiuto della società multirazziale e la difesa della cristianità messa in pericolo dall’invasione extracomunitaria.

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LA SCUOLA ITALIANA NEL PRECARIATO “A TUTTA BIRRA”

11 settembre 2014 · Nessun commento

La scuola italiana come la piramide egizia, in cui i docenti sono trattati alla stregua quasi degli schiavi. Il salario quando il grasso cola. Il marchese Del Grillo, rivolgendosi a una classe sociale, oggetto del suo dispregio, affermò che costoro non contavano…..nulla.

Ora i docenti, come colf a ore, metteranno a disposizione di una apposita banca quelle ore impiegate nel supplire i colleghi malati, senza ricevere alcuna retribuzione e potranno essere recuperate se non quando le scuole saranno chiuse. Accade che le ore da fare capitano al docente, tra capo e collo ovvero senza preavviso, ,quando occorre sostituire un collega assente per malattia. Queste ore in più non pagate non potranno essere scalate dalle ore settimanali. La logica un tantino perversa é quella che sottintende l’idea che il docente dopo le ore di lavoro, regolarmente retribuite , deve mettere a disposizione delle ore per le supplenze in maniera gratuita, svolgendo, in virtù del fatto che non ha niente da fare, una sorta di volontariato.

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LA QUESTIONE MERIDIONALE FINISCE IN LIBRERIA

9 settembre 2014 · Nessun commento

Un Sud che parli di se stesso senza remore. Un contributo letterario da parte del Nord è necessario e fisiologico. Le energie intellettuali del Sud vanno impiegate per la rinascita del territorio.

Tanti libri, purtroppo, scritti da non meridionali, che non hanno frequentato le nostre contrade, però hanno ascoltato e  raccontato la mafia o gli sprechi, facendo credere che al Sud ci sia soltanto questo e  il loro vittimismo viscerale. Tanto è vero che costoro decretano il successo di coloro che li discreditano mentre se ti azzardi di raccontare quello che veramente siamo, accade che il libro dell’autore autoctono ha un solo destino: la nicchia in uno degli scaffali di una libreria del profondo  Sud.  La colpa, in fondo, è dei lettori meridionali che non si accorgono che il Sud raccontato male, alla fine, per uno strano gioco del destino, viene governato male.

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FUORI LA TROIKA, DENTRO UNA TASK FORCE TEDESCA

9 settembre 2014 · Nessun commento

Consulenti tedeschi piombano al ministero dello sviluppo economico italiano per rilanciare l’industria. La cura: smettere di creare tante piccole imprese. La formula vincente è quella di ritornare alla storica industria italica sempre che i tedeschi e i bocconiani siano d’accordo.

I tedeschi, ormai, li abbiamo in casa e quando entrano nel territorio italiano dimenticano il passo dell’oca e si dedicano a visitare musei, gallerie e siti archeologici. Tanto è vero che per loro non sussistono problemi economici, perché, dopo la fine del conflitto mondiale mentre gli italiani “imbracciano” il mandolino, i tedeschi, dal canto loro, con molta napoletaneità,  si scrollano di dosso i gravissimi danni che hanno provocato all’Italia senza risarcirli.

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