IL BIANCO E IL ROSSO di Emanuele Porcelluzzi

Articoli classificati in 'Attualità'

LA DEMOCRAZIA NON È ODIO

21 giugno 2016 · Nessun commento

Il M5S non ha fatto altro che canalizzare la rabbia e il disagio sociale, causati dalla crisi e dal messaggio della riduzione delle tasse: entrambi gravi problemi, ascrivibili alle politiche europee. Grillo e Casaleggio non ci hanno pensato più di due volte, tanto è vero che hanno accentuato il disagio sociale, soprattutto quello giovanile, espresso, questa volta, fuori della tradizione di sinistra. Nel Belpaese è un classico il legame tra la politica di massa e il leaderismo mentre il partito diviene l’elemento di contrappeso. Grillo enfatizza il valore di chi si sente a torto o a ragione, fuori o contro e che si fa rappresentare più dai No che dai Si. Per il futuro del Belpaese, comunque, bisogna portare questa forza politica a uscire dalla rendita da estraneità. C’è da rammentare il fatto che il,M5S, anagraficamente, è un bebè, nutrito con i “vaffa” e le performance comiche e natatorie di Beppe Grillo. (continua…)

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LA SALVEZZA DELLA GREGIA, UN DEBITO DELL’UE

13 luglio 2015 · Nessun commento

I greci piangono per una “furtiva” manina italiana. La Spagna e il Portogallo sono “avvisati” per i prossimi appuntamenti elettorali. L’Europa: un colosso politico d’argilla.
A mettere nei guai la Grecia è un dirigente di una banca statunitense, che dà un “un aiutino”, rivelatosi quasi mortale, al governo greco per truccare il bilancio ai fini di consentire l’ingresso nell’euro e di indebitarsi sino al collo tanto da conseguire un posto di pregio nel guinness dei primati negativi, per, poi, presentargli il conto per salvare le banche creditrici e si presume che siano quelle tedesche, francesi e qualche italiana.

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DERBY IN EUROPA TRA LE DEMOCRAZIE DELL’EUROZONA?

11 luglio 2015 · Nessun commento

La Grecia, con il referendum, dice no al “Ce lo chiede l’Europa”. Nel derby europeo, la palla è giocata solo dagli stati oppressi dall’austerità. Berlino avrebbe espulso Atene per la sua idea di libertà.
Che il referendum greco possa minacciare l’ordinamento di altri stati europei resta un mistero della fede, per il fatto che queste democrazie non sono state chiamate a esprimersi sulle politiche di austerità, che avrebbero dovuto subire e che alcuni stati hanno provato e sopportato sulla propria pelle le conseguenze negative di tale iniqua e scellerata politica.

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VAROUFAKIS, UN POLITICO DA IMITARE

7 luglio 2015 · Nessun commento

Per mettere in difficoltà la Troika,  si fa da parte. Il vittorioso referendum è stato voluto dall’orgogliosa e democratica gioventù greca. La strategica rinuncia dell’ex ministro delle finanze ellenico è un atto d’amore verso il suo Paese.
Tanto è’ vero che ha svolto il suo ruolo con coraggio ed estrema dignità, mentre gli altri suoi comprimari europei si sono celati dietro la speranza della vittoria del si, tramutatasi per loro in una sonora e pesante sconfitta, subita con un punteggio quasi tennistico. Il dimessosi ministro greco, a dispetto dei suoi interlocutori, ha mantenuto, durante il difficile negoziato, un atteggiamento non servile, per cui la chiusura e’ arrivata dalla Germania, dalla Francia e dall’Italia, anche se in sordina e con modalità tanto care alla Balena bianca. Diciamocelo la Grecia è rimasta sola in Europa, perché i paesi del Pigs come l’Italia, la Spagna e il Portogallo, pur versando in un stato di salute economica per niente brillante e non per colpa loro, restano a declamare la Grecia come la culla della civiltà e, nel frattempo, attendono gli avvenimenti certamente non affatto entusiasmanti, sospirando, però, che quelli peggiori vadano agli altri.

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GLI IMPRENDITORI DELLA GUERRA FANNO BUONI AFFARI

18 maggio 2015 · Nessun commento

Le “imprese” della guerra non conoscono crisi. I contractor prosperano nello spazio globale. I nuovi mercenari sono i discendenti delle compagnie di ventura.
Per aver contezza del fiorente mercato della violenza privata nello scenario dei conflitti contemporanei, è sufficiente prendere visione dei numeri appresso elencati: nel 2007, in Iraq, a fronte di 130.000 soldati regolari c’erano 160.000 addetti delle compagnie private; nel 2010,  a Kabul e dintorni, i militari erano 68.000 mentre i contractor 104.000, ora presenti e inquadrati in guerre post coloniali tra Stati senza esercito ed eserciti senza Stato.

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DOPO IL GIUDICE DI BERLINO, QUELLO DI STRASBURGO

18 maggio 2015 · Nessun commento

Alla Diaz, la seconda notte della Repubblica? Il reato di tortura all’italiana con lunghe prescrizioni. La tutela dei diritti umani avrà vita facile?
I fatti inquietanti di Genova sono accaduti, il  20 luglio 2001 perché, in quel tempo, le istituzioni e parte di esse si sentono legittimate a pensare e ad agire come se fossero in una situazione eccezionale e la presenza di due ministri  nella cabina di regia delle operazioni di polizia, finisce per spalancare le porte agli avvenimenti brutali della Diaz.

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SALARI CONGRUI PER USCIRE DALLA RECESSIONE

15 aprile 2015 · Nessun commento

Aumentare i redditi per agevolare la ripresa. Il ruolo dei sindacati è strategico secondo il Fmi. La riduzione dei salari mette spesso in difficoltà i lavoratori indebitati.

E’ quasi istintivo pensare che l’aumento dei salari può indurre le imprese a licenziare oppure ad assumere meno lavoratori, perché potrebbero lievitare i costi: niente di tutto ciò per il motivo che sussistono tesi economiche, sostenitrici, pur in tempi recessivi, dell’aumento del salari che funziona da stimolo per i consumi e per la distribuzione del reddito. Potrebbe apparire un paradosso ma non lo è, perché un’inflazione, sostenuta e connessa all’aspettativa di una crescita dei prezzi, promuove la ripresa, diminuendo, in conseguenza,  l’interesse reale sui debiti pregressi e spinge  coloro che detengono il denaro a spendere per evitare la svalutazione invece di rinviare gli investimenti e i consumi.

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COME RISCATTARE UNA FRAGILE STAGIONE POLITICA E SINDACALE DEL BELPAESE

15 aprile 2015 · Nessun commento

Il sindacato e la politica alla ricerca dei passi perduti. La post-democrazia e il deficit di rappresentanza. Il giurista Rodota’ e il sindacalista Landini, pronti a indicare il punto di partenza del cambiamento.

Nel discorso di Maurizio Landini, a conclusione della recente manifestazione della Fiom a Roma, risultano incisive e significative due frasi, espresse dal sindacalista, con cui egli sottolinea  che, oggi, la metà dei cittadini non si reca più ai seggi elettorali per votare, perché   avverte di non sentirsi rappresentata da nessun partito e che più della metà dei lavoratori non e’ tutelata da alcun sindacato. Il che richiama tutti alla drammatica crisi di rappresentanza, che connota la conclamata post-democrazia, avvertendo, però, la sensazione di essere avversari anziché naufraghi, per cui è semplice intravedere uno stato di umana e profonda angoscia in chi si accorge di stare all’interno di una struttura a rischio di estinzione.

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IL RENZISMO, DOVE VA?

15 aprile 2015 · Nessun commento

Una nuova destra, dalla messa in liquidazione della sinistra? Renzi, forse il Cavaliere errante della destra. La rappresentanza politica del lavoro passa al sindacato o alla superstite sinistra?

E’ l’interrogativo che si pone ora l’elettorato italiano e fa il paio col dilemma culturale del ” Carneade, chi era costui?”, un filosofo greco antico, su cui “ruminava” tra se’ don Abbondio, uno dei personaggi manzoniani di primo piano del romanzo “I Promessi sposi”. Tornando al renzismo si può azzardare l’ipotesi che esso sia un nascente fenomeno di destra con la maschera carnascialesca di centro-sinistra. Se tale ipotesi fosse rispondente al vero, dovremmo argomentarla prima e provarla poi, ai fini dell’imputazione della responsabilità di tutto ciò a coloro, che hanno guidato il cambiamento genetico del Pci, trasformato in Pds, poi in Ds e, alla fine del percorso,in Pd.

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ISRAELE, OSTILE AL TRATTATO DI NON PROLIFERAZIONE NUCLEARE

15 aprile 2015 · Nessun commento

Il vertice di Losanna, sul trattato di non proliferazione nucleare, non ferma la corsa al riarmo. L’Iran, da stato canaglia ad alleato di Obama. I paesi del Medio Oriente, dopo essere rasi al suolo, diventano santuari ideologico-islamisti.

Gli Stati Uniti, la Russia, la Cina, la Gran Bretagna e la Francia, a cui si è aggregata la Germania, ritengono opportuno realizzare un’intesa in virtù del fatto che è in atto una guerra ininterrotta e innescata dall’Occidente in Medio Oriente. Il che li induce a un accordo con l’Iran, definito fino a qualche tempo fa Stato canaglia, con cui gli è concesso di potersi dotare di nucleare civile e di un protocollo di trasparenza, e aderisce all’accordo, perché confida che gli siano tolte le sanzioni internazionali di natura economica, subite per la sua “vocazione atomica”. Obama vede realizzata, almeno nei principi, la possibilità di invertire una tendenza nell’area con vocazioni belliche, tramite un’intesa con l’Iran, divenuto, nel frattempo, suo alleato contro il Califfato.

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L’IN…DISCIPLINA PARLAMENTARE E’ UNO STRUMENTO DEL DIBATTITO

15 aprile 2015 · Nessun commento

L’esuberante M5S finito sotto i fulmini, questa volta non del giudice sportivo. Il Parlamento è il tempio della democrazia. Nei luoghi costituzionali, nessuna voce deve essere messa a tacere.

Il M5S è, particolarmente, attivo nelle aule parlamentari per il suo accanito ostruzionismo, divenuto il viatico quotidiano della loro politica. I deputati e i senatori si cimentano in un’attività, basata su grida e attacchi verbali e, quando si scaldano più di tanto, rischiano di “prenderle” anche se in maniere non molto eleganti e non consone a dei luoghi istituzionali. Tanto è vero che dai mass-media è registrata, con dovizia di particolari, la teatralità del gesto ostruzionistico piuttosto che il provvedimento, oggetto di impetuose operazioni tese a contrastarlo. L’oppositore d’aula, ormai un personaggio di primo piano, attende l’occasione per poter mostrare ai fotografi i cartelli, su cui, in maniera concisa, cerca di comunicare l’oggetto della protesta, ed è, in buona sostanza, lo spazio lasciato alle opposizioni dal governo e dalla maggioranza.

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LA CORRUZIONE, UN “VIZIETTO” ITALICO DA PRIMATO

15 aprile 2015 · Nessun commento

Nella corruzione esiste la complicità tra corruttore e corrotto. La politica e frange del paese convivono con l’odioso reato. Pene alte, ma l’antidoto è l’onesta’ dei cittadini e della politica.

L’Italia, di oggi, è in grosse difficoltà nella lotta contro la corruzione, anche perché, secondo il costume del Belpaese, la corruzione viene additata come un piccolo peccato da smacchiare nel confessionale piuttosto che in un reclusorio. Combatterla, tra l’altro, non è cosa semplicissima, per il fatto che è un reato, in cui il carnefice e la vittima ovvero il corruttore e il corrotto sono interessati a stendere una cortina di silenzio sull’attività delittuosa. Viene suggerito da più parti di intervenire con la prevenzione e di acquisire, nel contempo, la consapevolezza che la corruzione è un costo, anche se è difficile quantificarlo,  ma trattasi, comunque, di vari miliardi di euro, sottratti al bene comune.  

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“CAMBIARE VERSO” CON IL LAVORO, LA DIGNITÀ’ E L’AGORA’

15 aprile 2015 · Nessun commento

L’occupazione scende e la disoccupazione sale, metafora di un ascensore. Gli incentivi per le nuove assunzioni, un gioco da illusionisti. Il reddito minimo garantito, annunciato dall’Ue all’Italia, nel 1992, mentre sul “Britannia” si confezionavano crisi economiche micidiali per i paesi europei.

Arriva sul binario “Italia” un solo 20% di nuovo lavoro e nell’80% si tratta di regolarizzazioni di collaborazioni a progetto, partita IVA e cascate di precarietà. Dopo gli 80 euro per le famiglie, giungono puntuali con la “Freccia Bianca Matteo” gli 8.060 euro di contributo pubblico per i nuovi assunti. E’, questa volta, ha ragione Brunetta quando afferma che i nuovi contratti non corrispondono a nuovi posti di lavoro, perché per divenire tali sono stati sottoposti a un maquillage. Poi il tasso di occupazione, già molto depauperato rispetto alla media europea, è sceso del 5% dal 2008 al 2014; il tasso di disoccupazione è cresciuto dell’88,6% dal 2008 al 2014 mentre il tasso di inattività resta al 36%.

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ALEXIS TSIPRAS CONQUISTA I GALLONI DI PREMIER AUTOREVOLE

26 marzo 2015 · Nessun commento

Il grande coraggio del premier greco. Il ministro delle finanze ellenico naviga nella giusta direzione. La Merkel promuove entrambi.

Alexis Tsipras cerca, subito, un confronto con la leadership europea per addìvenire alla soluzione di situazioni difficili, create dalla ex Troika. Il colpo di scena è che le riforme sono decise da Atene e che l’impegno di nuove misure di austerità, assunto dal precedente governo greco di destra, è caduto nel vuoto, tanto è vero che il vecchio elenco stilato, comprendente i licenziamenti degli impiegati statali, i nuovi tagli alle pensioni e le privatizzazioni a tamburo battente, è rigettato per l’impossibilità di procedere alla fase esecutiva.

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ROTTURA TRA IL PAPA E IL MOVIMENTO DI COMUNIONE E LIBERAZIONE?

26 marzo 2015 · Nessun commento

Il Papa tuona che il centro della vita non è il carisma ma Gesù e la Chiesa. Il Pontefice ammonisce i ciellini perché non seguano il proprio metodo spirituale. Un movimento avviatosi verso il declino.

Papa Francesco nell’incontro con i militanti di Comunione e Liberazione, giunti a San Pietro da ogni parte del mondo, esorta i ciellini  a non essere auto-referenziali, a non fregiarsi dell’etichetta di Comunione e Liberazione e a non vantarsi dell’appartenenza a tale movimento ecclesiale: un vezzo censurabile e tipicamente italiano. Papa Bergoglio non vede di buon occhio i ciellini perché tendono a essere chiesa nella chiesa, apparendo settari e disinvolti sul piano politico e pervasi da un senso di superiorità rispetto ad ogni codice morale e, talvolta, a quello penale. Regnante Ruini a capo della CEI, il Movimento di Comunione e Liberazione vive un periodo brillante, costellato di incarichi, promozioni e sostegni di ogni sorta da parte della gerarchia, il che, purtroppo, coincide col vento che cambia non solo in Vaticano, ma anche nel pianeta politico italiano,

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I TUNISINI IN PIAZZA PER CONDANNARE IL VILE ATTENTATO AL MUSEO DEL PARDO

26 marzo 2015 · Nessun commento

Il Pardo e’ il viaggio del popolo tunisino nel tempo. Colpire il museo significa insidiare l’economia del paese. La primavera tunisina non sfiorirà.

La ricchezza, indubbiamente, della Tunisia dopo la rivoluzione, consiste nell’acquisita reazione democratica, nell’azione sociale e politica, coniugata a una partecipazione civile, seguita al sanguinoso attentato al Museo del Bardo di Tunisi. Non è un’eresia affermare che il cruento attacco jihadista fa parte di un piano per punire l’unico paese, in cui la primavera araba resiste con tenacia. E non sorprende più di tanto che la Tunisia, durante la dittatura bendista, diviene un rifugio per giovani frustrati dalla penuria di lavoro, di futuro e di dignità.

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ALEXIS TSIPRAS RESISTERÀ AI FALCHI DEL NORD EUROPA?

25 febbraio 2015 · Nessun commento

Tsipras e la Ue, chi la spunterà tra i due? Un processo politico nuovo  per sconfiggere l’austerità. L’Ue rischia un conflitto economico e il sogno europeo.
E’ una voce perfida che corre, come il venticello calunnioso rossiniano, all’interno del partito greco Syriza, ma viene subito la voglia di dire che gli ellenici sono stati i primi a contrapporsi alle istituzioni europee, che hanno accusato più di qualche cedimento al proprio interno. Se si vuol essere anche obiettivi non bisogna negligere il fatto che le elezioni, in Grecia, sono capitate in un momento di crisi drammatiche, il cui elenco è il seguente: le guerre cruenti che mettono a ferro e fuoco i confini dell’Ue; le stragi di migranti, che non sono altro che la dimostrazione della scomposizione del territorio europeo; l’avanzata, stimolata dal disagio economico, delle destre sia vecchie sia nuove, con tendenze più o meno razziste.

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l POPULISMO DI MATTEO RENZI

25 febbraio 2015 · Nessun commento

La Balena bianca abbandona sui lidi italici prima Berlusconi “il vecchio”,  poi Renzi “il giovane”. L’Italia “scalabile” storicamente solo con qualche scaramuccia. Il partito della nazione, il prossimo traguardo di Renzi?
Fa propri, facendoli passare per proposte autonome, i punti dei memorandum europei, eccezion fatta per la Grecia che ha preso per le corna, solo in senso metaforico, i commissari europei, inducendoli a trattare, dopo la vittoria plebiscitaria di Tsipras, con un memorandum, scritto dal ministro delle finanze ellenico e non dalla Troika. E’ tragico ma vero che il governo italiano gestisce il declino del Belpaese con la classica cura da cavallo, dettata dall’Ue senza memorandum, e che giunge a indicare la Spagna con i conti a posto mentre la sua disoccupazione è oltre il 25%; poi, il Portogallo sta un po’ meglio grazie al 14% dei disoccupati ma non può rallegrarsi per il 50% di pressione fiscale; infine, l’Irlanda soffre per il debito delle famiglie ormai sopra il 200% del loro reddito.

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“I RICOSTRUTTORI”, DI SCENA NEL TEATRINO DI FORZA ITALIA

25 febbraio 2015 · Nessun commento

Il regista Fitto programma altre repliche. Tra Romani e Brunetta non corre buon sangue. Un partito frastornato e litigioso.
La rivolta, in Puglia, condotta da Raffaele Fitto, allevato in contesti democristiani-doc, ha posto in difficoltà Berlusconi, che pensava di disfarsene, tramite il commissariamento degli organi partitici regionali e provinciali, dimostratisi fedeli centurioni, tanto è vero che si sono dimessi in massa. E’ andato a vuoto il progetto, cullato da Re Silvio, di accompagnare Raffaele Fitto alla porta, e il leader pugliese ha ribadito, ancora una volta, di voler rimanere in Forza Italia con i suoi ribelli e di non aver alcuna intenzione di dare vita a una nuova formazione.

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“LE BARUFFE PUGLIESI” DI SCENA NEL TEATRO DI FORZA ITALIA

25 febbraio 2015 · Nessun commento

Fitto non molla. Tra Romani e Brunetta non corre buon sangue. Un partito frastornato e litigioso.
La rivolta, in Puglia, condotta da Raffaele Fitto, allevato in contesti democristiani-doc, ha posto in difficoltà Berlusconi, che pensava di disfarsene, tramite il commissariamento degli organi partitici regionali e provinciali, dimostratisi fedeli centurioni, tanto è vero che si sono dimessi in massa. E’ andato a vuoto il progetto, cullato da Re Silvio, di accompagnare Raffaele Fitto alla porta, e il leader pugliese ha ribadito, ancora una volta, di voler rimanere in Forza Italia con i suoi ribelli e di non aver alcuna intenzione di dare vita a una nuova formazione.

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IN LIBIA, TANTA DIPLOMAZIA E POLITICA

25 febbraio 2015 · Nessun commento

L’intervento militare in Libia “non s’ha da fare”. Avvio di incontri con le diversità africane per stringere alleanze. Giù la maschera colonialista.
Sarebbe illogico e fuori dal comune buon senso, pensare a un intervento armato in terra libica, perché darebbe la stura e il pretesto a una guerra ovviamente sanguinosa e, in conseguenza, darebbe vitamine e ricostituenti al terrorismo, generando solo instabilità e morte. Un conflitto gestito da occidentali, in Libia, costituirebbe, per l’Isis e gli altri gruppi affiliati, la valida giustificazione per rinnovare, dopo più di qualche secolo, la guerra santa contro i nuovi crociati. Ieri come oggi regna sovrana la confusione, perché gli uni sono contro gli altri, cambiando, però spesso, avversari e padrone e, in tale contesto, la democrazia è solo un opzional.

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A RISCHIO, LA LIBERTÀ DI STAMPA

25 febbraio 2015 · Nessun commento

Meno 200 testate e meno 3 mila addetti. La nuova legge sulla diffamazione, un bavaglio per i giornalisti. I tagli all’editoria soffocano la libertà di espressione e di informazione.
Nella classifica mondiale della libertà di stampa, l’Italia occupa la 73 esima posizione, preceduta dalla Moldavia e seguita dal Nicaragua. La classifica delle intimidazioni, regione per regione, vede, al primo posto, il Lazio, a cui si accodano, nel seguente ordine, la Campania, la Sicilia, la Lombardia, la Basilicata, la Puglia e tutte le altre. ad eccezione della Valle d’Aosta, ove non sono state registrate denunce. Il nuovo testo di legge sulla diffamazione all’esame del parlamento appare aver imboccato la via per l’aumento delle querele e delle azioni temerarie di risarcimento nei confronti dei giornali e dei giornalisti con evidenti finalità intimidatorie.

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LA QUESTIONE E’ GRECA O TEDESCA?

25 febbraio 2015 · Nessun commento

Buona, la “prima” di Tsipras. La Merkel apre la strada per un possibile accordo. Il fardello greco dei conti segreti in Svizzera.
Appare chiaro che la questione greca richiama l’attenzione sulle relazioni, intercorrenti tra l’economia e la politica, il che non è dovuto all’egemonia assunta dal neoliberismo ma è ascrivibile alla minore capacità della politica di fare la sua parte. Tra le cause della crisi, in Europa, c’è il disegno politico della Germania di estendere, a livello continentale, il suo tradizionale modello di crescita, guidato dall’austerità interna e dalle esportazioni che, nei due passati decenni, ha accentuato il perseguimento della competitività di prezzo, del contenimento dei salari, dei bassi consumi interni e dell’avanzo commerciale.

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MARZIANI, IN EUROPA, NON C’È POSTO PER VOI

25 febbraio 2015 · Nessun commento

La tesi politica della popolazione superflua e gli eterei alberghi a 5 stelle. I profughi sono i senza- nazione. La terra promessa è il Paese che li accoglie.
L’abuso della parola “rigetto”, in Europa, sta condizionando la politica di accoglienza dei profughi, protesi alla ricerca di una via di salvezza nei paesi europei: meta strategica e geografica per costoro. E’ stupefacente la ricorrente frase che il salvarli con Mare Nostrum costa troppo e che l’Europa non può permetterselo, per cui, al massimo, può bastare il Triton, che persegue, tutto sommato, lo scopo del respingimento, non sottraendosi all’impegno di salvare quelle vite umane che, a stento,

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I PARLAMENTI NAZIONALI E IL PARLAMENTO EUROPEO AI PIÈ DELLA BCE

25 febbraio 2015 · Nessun commento

Mario Draghi e Angela Merkel, figure  ”reali” nell’ambito dell’Ue. I parlamentari europei formano la loro corte e sono carenti del potere monetario e finanziario. Nelle mani della Bce, il potere politico sovranazionale europeo.
I poteri dell’Europa reale ovvero quelli finanziari e liberisti sono egemonizzati dalla Merkel, mentre la Bce di questi poteri ne è il solido architrave. E’, comunque, abbastanza insolito che il parlamento europeo non abbia alcuna influenza sulla Bce, che, tutto sommato, è un organo tecnico, a cui i Trattati dell’Unione hanno conferito la responsabilità della politica monetaria.

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IL MARE NOSTRUM, TEATRO DI TRAGEDIE GRECHE

25 febbraio 2015 · Nessun commento

Quei partiti che parlano alla pancia, trasformano il Mare Nostrum in un campo di sterminio. L’umanita’ disperata dei barconi corre il rischio di inabissarsi con le sue speranze. Le migrazioni non si fermano dinanzi alle cannoniere, alle recinzioni con i fili spinati o agli alti muri.
La conta degli annegati, nel Mediterraneo, continua inesorabile e qualche giorno addietro si è ripetuta una di quelle straordinarie, tanto è vero che questa volta a perdere la vita sono centinaia di corpi raggelati, i cui vasi sanguigni, talmente compressi, costringono il cuore a fermarsi. Un tragico evento di simili proporzioni si è verificato nell’Ottobre del 2013, davanti a Lampedusa, dove sono morti  366 migranti mentre, non più due giorni orsono, hanno perso la vita oltre 300 profughi.

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NELL’UNIONE EUROPEA, UNO STATO “CICALA” SALVA UNO STATO “FORMICA”

25 febbraio 2015 · Nessun commento

Basta con il refrain dell’aver vissuto al di sopra delle proprie possibilità. I salari e le pensioni ridotti da anni al lumicino. La Bce elargisce euro alle banche e agli speculatori e i governi dell’Ue stanno a guardare.
Sembrerebbe un paradosso ma, in effetti, non lo è perché i miliardi prestati alla Grecia per salvarli sono finiti nelle banche tedesche, che, anzi che ringraziare, accusano i greci  di aver sperperato  il denaro dei suoi contribuenti. Gli Stati finiti sotto il controllo del Fondo monetario internazionale come il Portogallo e l’Irlanda oppure sotto la vigilanza della BCE come la Spagna e l’Italia, a cui viene addebitato, come un refrain, di aver vissuto al di sopra delle proprie possibilità, mentre, da parecchi anni. i salari, le pensioni e la spesa pubblica  vengono tagliati  per pagare interessi sempre più esosi a banche e speculatori.

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L’EXPO PER NUTRIRE IL PIANETA

25 febbraio 2015 · Nessun commento

L’agricoltura e il cibo in primo piano. I successi dell’agricoltura, ascrivibili all’uso massiccio dei concimi chimici. Una nuova agricoltura che parta anche dalle aree dismesse e dalle periferie.
A Milano, l’annunciata esposizione si è fatta notare per gli episodi di corruzione ma il suo vero fine è quello di discutere del cibo e dell’agricoltura in crisi e del suolo perché non c’è agricoltura senza terra. Bisogna riflettere sulla circostanza che l’economia agricola stima il suolo come un contenitore agricolo da riempire a proprio piacimento: un bene non facilmente rigenerabile e distribuito in modo diseguale.

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IL GIUDAISMO MUSCOLARE

25 febbraio 2015 · Nessun commento

Dal giudaismo muscolare alle leggi razziali, l’inferno e’ prenotato. Max Nordau progetta il movimento sportivo ebraico. La prima associazione sportiva ebraica è costituita a Istambul nel 1895.

Nel ‘1898, Max Nordau, nel congresso sionista svoltosi, a Basilea, evidenzia la necessità di creare società sportive, collegate al sionismo, per liberarsi dal gap che esiste tra gli ebrei e le popolazioni europee. Tra le società sportive ebree sorte in Germania, si distingue tra le altre, la “Barossa”, dedicata all’eroe di origine ebraica che si è opposto alle invasioni di Adriano al tempo dell’impero romano.

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La BALENA BIANCA NON SI È MAI SPIAGGIATA

6 febbraio 2015 · Nessun commento

Sergio Mattarella, l’uomo giusto nel momento opportuno? Ministro del governo D’Alema, deputato della Margherita e fondatore del Pd. La sua elezione per una tregua renziana di lungo corso?

La Democrazia cristiana torna, puntualmente, anche sotto mentite spoglie sulla scena della politica italiana, tanto e’ vero che qualunque governo si insedia, a Palazzo Chigi, viene etichettato come una nuova Dc. Se prima si nutriva qualche dubbio, con l’ascesa al Colle di Sergio Mattarella, il revival dello scudo crociato e la questione cattolica si impongono con tutte le loro incognite. Il cattolicesimo democratico, considerato come il caro estinto, è più vivo e vegeto che mai e il suo rappresentante è il nuovo Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, fondatore dei popolari, dopo aver militato nell’Azione Cattolica prima e frequentato la sinistra Dc dopo.

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LA GERMANIA SI RIFUGIA IN ANGOLO SOTTO IL PRESSING GRECO

6 febbraio 2015 · Nessun commento

Nella terra mitologica di Valchiria non si sopportano le contestazioni degli altri. La Germania e le sue idee affondano nella fase pragmatica. L’austerità pretesa dal Nord Europa ha ridotto i greci alla fame.

Un atteggiamento difensivo è stato assunto da parte delle classi dirigenti tedesche, degli esponenti del governo e della Banca centrale, e, contestualmente, nel paese teutonico ha cominciato a serpeggiare un risentimento contro gli attacchi, a cui ora i tedeschi sono esposti da parte delle capitali europee e persino da Bruxelles. Tanto è vero che il popolo germanico si sente costretto a rifugiarsi in calcio d’angolo, mentre i media germanici registrano, in questi giorni, sentimenti di delusione e di frustrazione tra la popolazione autoctona, merce’ una visione che vedrebbe ormai Berlino soccombente e i cittadini tedeschi costretti a pagare un prezzo alto per consentire all’Eurozona di andare avanti.

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FERMEZZA GRECA E PUSILLANIMITÀ ITALIANA

6 febbraio 2015 · Nessun commento

L’Istituzione degli Stati Uniti d’Europa cancellerà le disuguaglianze tra i popoli della zona euro. La Troika,  l’avaraccio de “L’avaro” di Moliere” in difficoltà. Syriza disponibile al dialogo e non intenzionato a uscire dall’euro.

Il presidente, Jean Claude Duncker, in prossimità delle elezioni greche, si limita a ricordare che qualunque sia la scelta dei cittadini, Atene deve rispettare l’impegno a proseguire le politiche di austerità  per risanare i conti pubblici. A Bruxelles, i sondaggi greci gettano scompiglio tra le istituzioni europee, tanto è vero che si preparano i contatti con Syriza per essere pronti, dopo il voto a evitare scossoni di rilievo. Il francese,Pierre Moscovici, commissario agli affari monetari, dichiara che l’integrità della zona euro non è minacciata e che le elezioni, in Grecia, non costituiscono un “vulnus” per l’attuale assetto europeo.

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SERGIO MATTARELLA, DODICESIMO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA

6 febbraio 2015 · Nessun commento

Politico di lungo corso. Moroteo doc. Membro della Corte Costituzionale.

La sua elezione, a Capo dello Stato, e’ stata accolta con un lungo applauso dai suoi elettori e ritenuta la migliore negli ambienti della politica per il motivo, parecchio importante, che non è stato mai prono nei confronti di Berlusconi e pare, per di più, che non sia molto entusiasta sia del renzismo sia del patto segreto, stretto dal capo del Governo con l’ex Cavaliere, non distintosi nella vita pubblica italiana negli ultimi vent’anni come presidente del Consiglio. C’e’ da augurarsi che il neo-eletto Capo dello Stato sia fortemente deciso a tutelare la democrazia del nostro Paese, talune volte oggetto di strali reazionari.

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MENO BANCHE POPOLARI E PIÙ MERCATO?

6 febbraio 2015 · Nessun commento

Dieci Banche popolari sono ora Spa. Esultano i mercati finanziari e la Borsa di Milano. L”art.77 della Costituzione subisce un attacco immotivato.

Sembra che il governo Renzi l’ha spuntata solo su dieci dell’esistenti Banche popolari, prevedendo, per le medesime, l’abolizione del voto capitario ovvero della norma che permette a ogni socio di disporre di un solo voto, indipendentemente dal numero di azionj possedute. Le Banche popolari sono rovesciate come calzini, dal momento che il consiglio dei Ministri decide la cancellazione del limite dell’1% per la partecipazione dei singoli soci e l’abrogazione del numero minimo degli stessi.

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LARGO AI TRASFORMISTI NEL NUOVO “ITALICUM”?

6 febbraio 2015 · Nessun commento

Alle coalizioni piglia tutti della legge Calderoli, subentra l’Omnibus Italicum. L’esordio del partito-ombrello sotto cui tutti cercheranno di ripararsi. E’ una favola che il potere di riscatto scompaia come d’incanto.

E’ trionfale il suo passaggio dal Senato alla Camera dei deputati, ove nella fase di approvazione non teme di essere destinatario di inopportuni “pesci di aprile”, ideati da burloni in vena di scherzi. La discussione intorno all’Italicum è caratterizzata dalla convinzione che il nuovo sistema elettorale rafforzi la logica bipolare, conduca a un assetto bipartitico e, addirittura, elimini il potere di ricatto dei piccoli  partiti: un’affermazione piuttosto fantasiosa. La coalizione, dopo essere stata accompagnata alla porta, è sostituita dalla lista, che, secondo l’Italicum-bis, se risulta la più votata, evita il ballottaggio se ottiene il 40 % dei voti; poi, la soglia di sbarramento per le liste  passa dall’8 % al 3% dei voti validi su base nazionale. Queste regole potrebbero sollecitare uno scenario, in cui un partito pivot, con un potenziale di preferenze intorno al 35%, ai fini di evitare un rischioso ballottaggio sia indotto a contrattare, preventivamente, un accordo con i partiti, ma, soprattutto, con i gruppi e i notabili locali, che possono conferire quel numero di voti, necessario per raggiungere il 40% dei voti.

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ALEXIS TSIPRAS, POLITICO CORRETTO E CORAGGIOSO

6 febbraio 2015 · Nessun commento

Patti chiari tra Tsipras e l’alleato Anel di destra. Braccio di ferro tra Bruxelles e Tsipras? Mirate politiche Kenesiane per l’intervento pubblico.

L’equazione Tsipras - Renzi non appare stare in piedi per il seguente duplice ordine di motivi: il primo risiede nel fatto che Siryza ha promosso una campagna elettorale, in cui la sua idea  di sinistra è stata, ripetutamente, proclamata con grande entusiasmo, coniugata, coerentemente, con il programma teso a dare voce agli interessi dei più poveri. Si sottolinea che il compromesso con la destra di Anel  brilla per la sua limpidezza perché prevede la partecipazione alla difficile contrattazione con la Troika. Appare una scelta  parecchio impegnativa, ardimentosa e anche rischiosa come tutto ciò che si compie per passione. Non sfugge ai più che sarebbe stato semplice tessere una  cauta alleanza con i centristi, che avrebbero, però, condizionato il governo, impegnandolo, prima, in una stressante mediazione e, dopo, inducendolo a un parziale cedimento: è quello, in fondo, che auspicava Bruxelles, ma Tsipras, invece, decide di andare al braccio di ferro.

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LA GRECIA SFIDA LA TROIKA

6 febbraio 2015 · Nessun commento

Nel ‘53, il debito tedesco da 38.8 miliardi passa a 14,5 miliardi di marchi. Il rimborso e’ affidato alla discrezionalità teutonica. Nell’Europa del Sud, milioni di europei soffrono a causa dell’austerità, imposta dai coalizzati del Nord Europa, che “stanno tutti bene”.

La vittoria di Tsipras deve infondere coraggio alla sinistra moderata e socialdemocratica, subalterna all’ideologia neoliberista nonché alla sinistra anti liberista, che deve discutere la politica monetaria dell’euro, prona alle compatibilità di bilancio e alla forsennata riduzione della spesa pubblica. Il premier Tsipras deve evidenziare che la Grecia è stata la prima cavia delle politiche di austerità, decise dalla Commissione Europea, per cui è aumentata la disoccupazione, cresciuta la povertà e caduta l’economia europea in una fase di stagnazione e di depressione. La Grecia simboleggia, purtroppo, il paradigma del fallimento delle politiche europee, gestite dalla Troika, in nome e per conto degli interessi dei mercati finanziari e delle banche, pronte a creare terremoti nelle borse per sconvolgere il vivere sociale degli Stati. Tsipras, con la sua formazione politica, denominata Syriza, rappresenta la visione di una diversa Europa, fondata sui diritti e il lavoro.

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ALEXIS TSIPRAS E’ GRANDE

6 febbraio 2015 · Nessun commento

La Grecia, vergogna dell’Unione europea. Il leader ellenico Tsipras, deciso a rimanere nell’Eurozona con dignità. Basta con l’austerità economica, immiserimento delle masse del Sud Europa.

Tantissima gente è accorsa nella piazza, dove il leader greco ha tenuto l’ultimo comizio elettorale, tanto è vero che elettori non di sinistra, votando, hanno voluto punire un governo reo di aver abbassato pensioni e stipendi ai miseri livelli di sussidi. I voti che hanno ampiamente legittimato la straripante vittoria del giovane Alexis Tsipras sono giunti da tutti i ceti sociali, perché si calcola che un milione e mezzo di occupati si è accollato le sorti della sopravvivenza di otto milioni e mezzo di connazionali, ridotti alla precaria sussistenza.

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I 101 FRANCHI TIRATORI TORNERANNO PER IL BIS DEL 2013?

6 febbraio 2015 · Nessun commento

L’era Renzi dopo la bocciatura di Prodi. I 101, storia recente del Pd. Quelli della minoranza si proclamano franchi interlocutori.

E’ opportuno, se si vuole essere “franchi”, affermare che i 101, forse, divennero 121 se si conteggiano i voti che a Prodi arrivano dal M5S. Le elezioni del Capo dello Stato del 2013 possono essere paragonate alla soppressione di Cesare, pugnalato a morte dal fido Bruto e da altri congiurati. Sui franchi tiratori di allora  è calato un silenzio quasi tombale, per cui non sono stati individuati e, quindi, non resi noti.

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DOPO I GUFI, IL CANGURO DELL’ILLEGALITÀ

6 febbraio 2015 · Nessun commento

In Italia è di moda l’acrobazia parlamentare. Il “fare” innanzi tutto, il “pasticciare” dietro l’angolo. Che sarà del Parlamento italiano?

L’approvazione dell’emendamento “Esposito” equivale all’aver inferto un colpo al nucleo centrale dell’italico sistema parlamentare e rappresenta il classico passaggio procedurale di una cultura machiavellica, appartenente a una classe politica, disposta ad adottare ogni mezzo pur di conseguire il fine. Se si guarda alla sostanza della vicenda appare chiaro la disinvolta strumentalizzazione delle regole parlamentari, tanto è vero che l’emendamento proposto ha avuto come unico scopo quello di impedire la discussione e la votazione sulle proposte dei parlamentari, blindando l’accordo politico, definito in sede extraparlamentare. E’, tra l’altro, l’ultimo tassello di un mosaico costruito per sottrarre autonomia al parlamento, dopo aver forzato le ordinarie procedure di formazione della legge, imponendo alla Commissione Affari Costituzionali di interrompere i propri lavori prima di averli ultimati e prima di poter votare il disegno di legge, passato all’esame dell’Aula senza che fosse stato consentito ai senatori in commissione di pronunciarsi nel merito della riforma. (continua…)

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I 5 STELLE…STANNO A GUARDARE?

6 febbraio 2015 · Nessun commento

Una nuova strategia per uscire dall’isolamento? I parlamentari perorano le quirinarie. Il M5S cambia tabloid?

Sembrerebbe di si, anche se Grillo e Casaleggio tentano in ogni modo di mettere in difficoltà l’asse Renzi-Berlusconi con l’espediente di voler conoscere prima i nomi dei candidati al Quirinale. Stando ai si dice, l’idea è partita da Casaleggio, che, tra i due, ritiene di compiere un cambiamento tattico, fondato sulla convinzione che spetti al Pd, mercé i suoi 440 voti, il compito di indicare i candidati. Il cambiamento di passo è dettato dalla necessità e anche dal rischio di vedere il M5S, confinato in un angolo e ai margini della battaglia per il Quirinale. Il che è provato dal fatto che si è giunti alla vigilia delle votazioni con la sola certezza che i nomi dei pretendenti saranno decisi da due persone e, quindi, si è provato a far uscire i nomi prima del previsto. Va precisato che, al momento, le risposte arrivate sono due: la prima dalla Serracchiani e la seconda da Giachetti ma entrambe negative.

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LA MANINA DI BERLUSCONI (QUESTA VOLTA) IN AIUTO DI RENZI

6 febbraio 2015 · Nessun commento

Il SOS di Renzi raccolto da Berlusconi. Renzi concederebbe  l’agibilità politica per sdebitarsi. All’ex Cavaliere spetta il nullaosta per il candidato al Colle.

In occasione del primo anniversario del patto del Nazareno, Matteo Renzi abbandona la sua diplomazia e la sua verbosità e passa, subito, a chiedere una mano a Silvio, che, forse, da tempo aspettava questo momento ovvero quello di vedere Matteo sedersi sulle sue ginocchia. Il “galeotto libro” di memoria dantesca è per Renzi la legge elettorale, che se cade anche una sola sua parte, rischia di andare in frantumi per la sua interezza. Il premier non indugia più di tanto e chiama subito il soccorso azzurro perché voti l’emendamento   Esposito: un atto che bastona la democrazia e scema il ruolo centrale del Parlamento. E’ d’uopo ricordare che l’aiuto chiesto da Renzi finisce per sbattere contro gli emendamenti di Fi, che rinuncia a proporre modifiche ai fini di rendere meno difficoltoso il cammino del premier Renzi.

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MAOMETTO, UN UOMO VENERATO E SANTO

6 febbraio 2015 · Nessun commento

Nell’Islam non si bestemmia. Il Corano non colpisce con misure punitive l’abbandono della religione. La sanzione è decisa solo da Dio nell’Aldila’.

I musulmani, in virtù di un passo coranico, credono che Maometto sia stato un analfabeta e tale affermazione avvalorerebbe la sua missione profetica e giustificherebbe il fatto che un uomo, che non sa leggere e scrivere, abbia potuto recitare un libro, perfetto come il Corano se non per miracolo di Dio. Il motivo, per cui i musulmani si sentano feriti e offesi da vignette satiriche che dileggiano il loro Profeta, è collegato alla circostanza che un musulmano giammai si permetterebbe di schernire Gesù Cristo, perché, tra l’altro, lo ritiene un grandissimo Profeta. E’ noto che l’Islam come l’Ebraismo proibisce di fare rappresentazioni di Dio e disegnarlo come è avvenuto per Gesù, il che equivale, per un ebreo o musulmano, a un’empietà blasfema. Maometto non può essere raffigurato, il che non sta a significare che nell’Islam non ci sia stata una tradizione iconica che ha voluto rappresentare il Profeta.

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RENZI TIENE IN SCACCO BERLUSCONI PER IL QUIRINALE

20 gennaio 2015 · Nessun commento

Renzi rischia grosso per condividere le politiche di governo con il Nuovo Centrodestra. L’Italia stremata si rifugia nell’astensionismo. Con l’Europa si deve trattare e non soggiacere.

 

Nel Patto del Nazareno è, presumibilmente stabilito, pur se non in forma scritta, ciò che potrebbe essere il percorso, che conduce  allo scioglimento del rebus del Colle, per cui la chiave per indovinarlo potrebbe individuarsi nell’art.19 bis del decreto fiscale, che depenalizza l’evasione fiscale per importi inferiori al 3 per cento dell’imponibile o dell’Iva dichiarata. La scoperta dell’inserimento dell’art.19 bis prima e il rinvio, dopo l’approvazione del decreto fiscale, potrebbe far parte di una sceneggiatura di uno di quei racconti, collocati nella via di mezzo tra la letteratura del giallo o quella politica avventurosa, perché, forse, si voleva mandare un messaggio al più importante dei destinatari, poiché trattasi, secondo i più informati, di un altro dei tanti condoni fiscali.

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I GHETTI SOFFOCANO L’UNIVERSALISMO DEI VALORI

20 gennaio 2015 · Nessun commento

A Parigi, la riscoperta di un comune sentire. L’insieme dei valori europei è un’impresa difficile da affrontare e vincere. La cultura dell’altro e’ preziosa anche per l’altro.

 

Forse è caduto il mito della civiltà francese, facendo riemergere l’interrogativo sulla causa di cotanto odio verso l’Occidente e del modello di democrazia, sbandierato nel mondo. Non vi è dubbio che trattasi di esaltati per una ideologia, ma, purtroppo, autori di un truce assassinio, che, però, sono il nefasto frutto di una crisi, destabilizzante di una buona parte del pianeta e con prolassi sinistri nelle città, in particolare modo, in quelle europee. L’universale sistema di valori degli occidentali presumono, come fatto coinvolgente, tutta l’umanità, il che va rivisto alla luce di quei valori rivoluzionari francesi, perché è facile che si siano invecchiati a causa di un logorio storico. Su ciò è quasi certo che abbiano influito il colonialismo, la guerra, le diseguaglianze e le esclusioni. L’universalismo è stato l’obiettivo delle rivoluzioni borghesi e proletarie dei secoli scorsi, avendo in animo la fallace pretesa di codificare per tutti la cultura, l’etica, la visione del mondo e i comportamenti sociali dei vincitori.

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GIORGIO NAPOLITANO, REGISTA DEL NOVENNATO

16 gennaio 2015 · Nessun commento

Le due fasi del Novennato di Re Giorgio. Alti e bassi del suo percorso presidenziale. Tra i suoi obiettivi la revisione costituzionale e la riforma della legge elettorale.

 

La vita politica italiana, nell’ultimo trentennio, non ha potuto fare a meno dei “grandi vecchi”, a cominciare da quello rimasto nell’ombra e nell’area toscana, che, secondo voci circolate, è stato contiguo alle Br e sarebbe, secondo un pour parler, deceduto alcuni anni addietro, ponendo, tra l’altro, in serie difficoltà il contestuale assetto dell’organizzazione statale dell’epoca. Nel ‘94, un imprenditore palazzinaro lombardo si getta nella mischia politica, ma non è un giovincello perché ha un certo numero di primavere sulle spalle e, per di più, promette miracoli, che non arriveranno e si distinguerà per il suo ottimismo, profuso a piene mani.

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A PARIGI, LO SCONTRO TRA CIVILTÀ SEMINA PAURA, MORTE E SDEGNO

16 gennaio 2015 · Nessun commento

L’eguaglianza e la fratellanza, valori irrinunciabili per l’umanità. L’idea di civiltà esclude lo scontro tra civiltà. Dire basta all’integralismo islamista e all’intolleranza dei paladini dell’Occidente.

 

In questo conflitto, l’idea di eguaglianza è, piuttosto, una sorta di conversione accettata con poca convinzione, tanto e’ vero che i regimi islamici si reggono su principi gerarchici, ma,  dopo la caduta del nazionalismo arabo, il potere passa nelle mani dell’autorità religiosa. Non è un caso che gli occidentali tacciono su questo punto, perché condividono, anche se con qualche sfaccettatura, il modus agendi degli antagonisti. I guardiani dell’Occidente tengono, con irritante modestia, a precisare che la propria appartenenza a una civiltà superiore li autorizza a discriminare non solo chi proviene da una cultura diversa ma  anche chi manifesta il dissenso al proprio interno, per cui ne consegue la difesa ad oltranza dei principi perché non si contamino e non siano soggetti a processi evolutivi.

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UNA FURTIVA…MANO CORRE IN AIUTO DELL’EX CAVALIERE?

16 gennaio 2015 · Nessun commento

Il Signore d’Arcore e il “ragazzaccio toscano”, registi del film “La corsa al Quirinale”. Il decreto fiscale, il passe-partout  per il rientro in politica di Berlusconi. La sinistra Pd mobilitata da Bersani e Bindi per sostenere Prodi?

 

Ab initio ciò appare evidente e inquietante, ma subito dopo si fa avanti colui a cui appartiene la mano ed è quella di Matteo Renzi, il capo del governo italiano, che cerca di tranquillizzare un po’ tutti, rassicurandoli con il ritiro del decreto sull’evasione fiscale per approvarlo, definitivamente, in un consiglio dei ministri, fissato per il 20 febbraio. La polemica parte dalla sinistra del Pd in merito all’art.19 bis del decreto che prevede una fascia di non punibilità per i reati fiscali pari al 3 per cento del reddito imponibile. Il che attiverebbe la cancellazione sia della sentenza Mediaset e dei quattro anni di reclusione sia dell’incandidabiIita’ politica di Berlusconi per sei anni in conseguenza dell’applicata legge Severino.

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GIORGIO NAPOLITANO, MATTEO RENZi, BEPPE GRILLO E MATTEO SALVINI: CRONACA DI UN’ITALIA IN DECLINO E IN CONFUSIONE

16 gennaio 2015 · Nessun commento

Dopo Re Giorgio, un presidente custode della Costituzione. Un esecutivo, con la sola camera dei deputati come contrappeso, senza velleità di fughe in avanti. Il rischio è quello di divenire cittadini di una repubblica delle banane.

 

Il presidente della Repubblica non nasconde la preoccupazione di lasciare nelle ambasce politiche il capo dell’esecutivo, di cui ha approvato ogni sua scelta politica e atteso altre due settimane prima di inviare le sue dimissioni alla presidente della Camera. Re Giorgio insiste nel ribadire che la scelta del suo successore deve essere fatta tenendo conto, soprattutto, dell’interesse del Paese. Tra l’altro sottolinea che l’aver tenuto in piedi la legislatura è stato un fatto importante per cercare di scrollarsi di dosso l’etichetta di un Paese instabile, su cui piovono, come dardi, frequenti penalizzazioni. Il Quirinale, senza mandato elettorale, riesce a mantenere, con i sacrifici degli italiani, una chimerica stabilità con Matteo Renzi, il terzo presidente, dopo i brevi mandati di Mario Monti e di Enrico Letta.

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IL “CHARLIE HEBDO” NON DEVE MOLLARE LA SATIRA

16 gennaio 2015 · Nessun commento

Il terrorismo di ritorno nasce dalla mania occidentale di portare la pace urbi et orbi. Colpire la libertà di stampa e di opinione è un delitto contro la democrazia. I poteri forti temono l’effetto corrosivo della satira.

 

Il giornale satirico era, già da tempo nel mirino dell’estremismo islamico a causa della messa in pagina di caricature su Maometto, ritenute blasfeme dal mondo islamico, tanto è vero che la satira sul profeta scatena proteste di piazza, assalti alle ambasciate e anche un centinaio di morti. In Italia, a gettare la benzina sul fuoco e’ il ministro leghista, Roberto Calderoli,  che causa l’ira funesta e alcuni morti a Bengasi ovvero nella Libia del dittatore Gheddafi. Comunque il “CHARLIE HEBDO”, nel 2011 subisce la distruzione della redazione a causa di un incendio doloso e non sfugge all’attenzione degli esperti  che il reclutamento, da parte dell’islamismo più intransigente, riesce più agevole a causa del diffuso disagio, esistente nelle periferie francesi.

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EUROPA FATTI PIÙ IN LA’

16 gennaio 2015 · Nessun commento

Syriza, il leader greco di sinistra, chiederà la rinegoziazione del debito. Le borse europee vanno in tilt e i titoli azionari crollano. Il premier Hollande afferma che il popolo è sovrano.

 

La crisi, da un decennio, impera nel mondo occidentale, precipitato in una recessione di vasta portata, di cui ne stanno pagando le conseguenze i paesi dell’Eurozona e, in particolare modo, la Grecia martirizzata dalla Troika e dai falchi, provenienti dall’Europa del Nord e postisi al servizio della Germania. E’ d’uopo sottolineare che la crisi dell’intero sistema finanziario del capitalismo globalizzato è stata accollata ai paesi europei più deboli. In Italia c’è stato un fervore anti europeista della serie ” che bisogna battere i pugni sul tavolo” mentre qualcuno si nascondeva dietro le colonne per intonare il cucù, molto da avanspettacolo, e, successivamente, altri, assumendo atteggiamenti anglosassoni, sono ritornati in patria con le pive nel sacco.

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RENZI, POLITICO DEI TEMPI D’OGGI?

16 gennaio 2015 · Nessun commento

Matteo Renzi sulla scia di Berlusconi e di Blair. Tutto va bene, madame la marchesa. L’elezione del Capo dello Stato non una riffa.

 

Un’affermazione che trova fondamento perché, in fondo, assomma in se’ il Berlusconi, comunicatore per eccellenza  piuttosto felliniano e il Blair da cui attinge la tradizione anglosassone, tentando anche di realizzare una certa omologazione con il paese delle società mercantili. Forse non si accorge, il che appare molto strano, dello scatafascio dell’economia del paese, dell’occupazione che va a rotoli, delle imprese sfiduciate, della deflazione che incombe come un killer spietato e per concludere con l’industria nazionale scomparsa tra l’indifferenza della politica, piuttosto proclive e attenta a proclamare che l’iniziativa privata è libera.

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I MESSAGGI DI FINE ANNO DI GIORGIO NAPOLITANO, MATTEO RENZi, BEPPE GRILLO E MATTEO SALVINI: CRONACA DI UN’ITALIA IN DECLINO E IN CONFUSIONE

16 gennaio 2015 · Nessun commento

Dopo Re Giorgio, un presidente custode della Costituzione. Un esecutivo, con la sola camera dei deputati come contrappeso, senza velleità di fughe in avanti. Il rischio è quello di divenire cittadini di una repubblica delle banane.

 

Il presidente della Repubblica non nasconde la preoccupazione di lasciare nelle ambasce politiche il capo dell’esecutivo, di cui ha approvato ogni sua scelta politica e atteso altre due settimane prima di inviare le sue dimissioni alla presidente della Camera. Re Giorgio insiste nel ribadire che la scelta del suo successore deve essere fatta tenendo conto, soprattutto, dell’interesse del Paese. Tra l’altro sottolinea che l’aver tenuto in piedi la legislatura è stato un fatto importante per cercare di scrollarsi di dosso l’etichetta di un Paese instabile, su cui piovono, come dardi, frequenti penalizzazioni. Il Quirinale, senza mandato elettorale, riesce a mantenere, con i sacrifici degli italiani, una chimerica stabilità con Matteo Renzi, il terzo presidente, dopo i brevi mandati di Mario Monti e di Enrico Letta.

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MATTEO RENZI AGLI SFRATTATI, ARRANGIATEVI !

16 gennaio 2015 · Nessun commento

Un’Italia abitativa, amarcord di un lontano dopoguerra. Il mutuo rapace infrange il sogno di tanti italiani. Un milione di alloggi sociali  renderebbe la vita meno amara.

 

Il grido di rammarico e di protesta del celeberrimo Antonio De Curtis, lanciato nell’etere dopo l’entrata in vigore della legge Merlin, è, questa volta, rivolto alle famiglie disagiate, a cui e’ stato negato il rinnovo della sospensione degli sfratti per finita locazione. Trattasi, indubbiamente, di una decisione che danneggia i poveri ed è motivata dal ministero delle Infrastrutture per il fatto che il Decreto Lupi ha fatto crescere i fondi per gli affitti e per la morosità incolpevole per un totale di circa 446 milioni di euro, il che è stato contestato dai sindacati degli inquilini perché tale incremento non risponde al vero.

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NELL’ANNO 2015, UN’ALTRA ITALIA?

2 gennaio 2015 · Nessun commento

Serrata e intensa lotta alla corruzione, all’evasione fiscale e al malaffare. La crescita dell’Italia è subordinata al mutamento delle politiche europee e alla fine dell’austerità. Matteo Renzi ricostruisca il tessuto industriale con le sane forze imprenditrici e sociali.

 

Il punto interrogativo è obbligatorio, perché il 2014, ormai giunto alla fine, si rivela tiranno per le tasche dei cittadini italiani, rese vuote dai vari balzelli imposti dal governo, a causa dell’evasione fiscale e della corruzione, il cui denaro sottratto illegalmente alla collettività finisce nei paradisi fiscali o in istituti bancari compiacenti. Chi governa nutre il progetto di riscrivere la Costituzione, avendo come compagni di viaggio, chi ha in uggia, per motivi imperscrutabili, tutti quei diritti, ritenuti dai padri costituenti  il miglior viatico per affrontare un percorso democratico dopo un ventennio travagliato e subissato da lutti e da sofferenze, causati dal secondo conflitto mondiale.

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A BRUXELLES, L’AUSTERITÀ HA MESSO LE RADICI?

2 gennaio 2015 · Nessun commento

Budget finanziario per salvare l’Eurozona. Una politica espansiva è necessaria per non affondare nella depressione economica e nella disoccupazione di massa. L’Ue, se non vuole dissolversi, deve rielaborare la sua architettura giuridica e monetaria.

E’ paradossale che agli Stati membri dell’Ue si chieda, con insistenza, l’austerità e le riforme  strutturali in cambio di misure, che dovrebbero bilanciare gli effetti disastrosi del rigore economico, grazie a un piano di investimenti di Juncker, il presidente della commissione europea. Mario Draghi la definisce una piccola manovra e spiega che la moneta unica è parte importante di una realtà politica, a cui dovrebbero seguire i trasferimenti fiscali permanenti, utili per aiutare le aree in difficoltà. Poi aggiunge che è d’uopo riconoscere che i trattati, purtroppo, non li prevedono, per cui è affidato alla finanza il compito di redistribuire, in guisa discrezionale, le risorse all’interno dell’eurozona.

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MATTEO RENZI E LA RIVOLUZIONE COPERNICANA

2 gennaio 2015 · Nessun commento

Il Jobs Act stravolge i diritti dei lavoratori. Licenziare è un gioco da ragazzi. I posti di lavoro, opera di abili prestigiatori?

Il premier chiama in causa la teoria rivoluzionaria di Niccolo’ Copernico per esaltare il Jobs Act, promotore del fatto di permettere al datore di lavoro di togliersi dai piedi il lavoratore con l’osservare, però, l’onere di inventarsi un motivo, inesistente ed economico di natura produttiva ai fini di licenziarlo in tronco e. quindi, senza problemi. Ciò crea per il prestatore d’opera una condizione molto difficile sul piano esistenziale, per cui va a ingrossare la massa dei disoccupati, forse, senza speranza. A questo punto, è doveroso affermare che Renzi e Poletti, assieme ad altri, hanno l’obbligo morale di indicare ove dimora il “sociale” moderno e utile e la metodologia giuridica che sia stata applicata al Jobs Act. Non è un mistero che è dichiarato forfait dai tecnici politici e dai politici, che hanno il dovere morale, sociale e giuridico di garantire i diritti fondamentali dei lavoratori e porre in sicurezza l’art. 18.

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IL M5S PERDE PARLAMENTARI

2 gennaio 2015 · Nessun commento

Il leader del M5S sulla scia di Berlusconi e Bossi? L’esodo dei parlamentari grillini non influisce sulle percentuali di voto, rilevate da istituti privati di statistica. Governare l’Italia è ora difficile, fare “ammuina” è meno greve.

 

Beppe Grillo fa battute sulle correnti del vecchio e malandato Psi, ma forse sottovaluta o finge di ignorare che venti di burrasca soffiano ora sul suo movimento, che non riesce a interpretare o meglio a metabolizzare e forte del suo consenso non conferisce la debita importanza agli scricchiolii, che si odono all’interno della formazione pentastellata. Sono passati appena una decina di giorni, da quando hanno fatto le valigie i parlamentari: Tommaso Curro’, Giuseppe Vacciano, Ivana Simeoni e Cristian Iannuzzi, quest’ultimi madre e figlio, calati nell’agone della politica dalle parlamentarie mentre erano intenti: la prima nella preparazione dei manicaretti e il secondo nella ricerca di un posto di lavoro.

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IN ITALIA, I POVERI PIÙ POVERI E I RICCHI PIÙ RICCHI PER VOLONTÀ DELLO STATO

2 gennaio 2015 · Nessun commento

Negli anni ‘80, la politica sgrava da oneri fiscali il capitale privato e frena la crescita dei salari. Il capitale privato, debitore insolvente si trasforma per magia in creditore e incassa gli interessi dallo Stato. Dal ‘92, la spesa per gli interessi è la causa dell’enorme indebitamento pubblico italiano.

 

L’idea che la diseguaglianza offra ai più ricchi, addirittura, l’opportunità di investimenti tali da promuovere la crescita di tutti, fa sorridere e, subito dopo, incavolare parecchio. Poi, si chiede di rinunciare alla giustizia sociale, perché qualche briciola di un generoso epulone potrebbe arrivare anche ai più poveri, il che è opera delle teorie liberiste a cui si ispirano tali concetti, che fanno a pugni con la razionalità e il buon senso. Accade che mentre il pubblico si impoverisce e si indebita, il privato registra un aumento notevole delle proprie ricchezze, da cui sorge l’impellente necessità delle riforme strutturali par far fronte all’ingente debito pubblico, superiore ai 2,200 miliardi di euro invece la ricchezza delle famiglie italiane supera gli 8.700 miliardi di euro.

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L’ANTIPOLITICA SOSTITUIRÀ I PARTITI IDEOLOGICI?

2 gennaio 2015 · Nessun commento

I partiti di opinione non hanno futuro. Bisogna fermare il declino del Paese. La legalità, la trasparenza e la solidarietà di tutti per ripartire.

 

Il Belpaese comincia ad ammalarsi di questo male oscuro, sin dagli anni “70, perché  sia la Dc sia il Psi non si pongono la questione morale alla stregua di Berlinguer del Pci, tanto è vero che scoppiano gli scandali, a cui seguono i malumori dei cittadini  e lo sdegno dell’antipolitica. Mani pulite sanziona il decadimento della vita pubblica e il ventennio successivo conferma di essere peggio: il che è avvalorato dalla riforma delle leggi elettorali per il Parlamento e i Comuni, che non migliorano la situazione bensì l’aggravano e non è un caso che dal berlusconismo l’Italia ne esca malconcia.

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IN ITALIA, L’INQUINAMENTO KILLER E LE VITTIME SENZA COLPEVOLI

22 dicembre 2014 · Nessun commento

Leggi severe per chi fa impresa a danno della comunità. Il D.L., in materia penale ambientale, già passato alla Camera, indugia al Senato. Cittadini e comitati locali si mobilitano per impedire l’inquinamento e i danni alla salute.

 

Scoprire che, nel Belpaese, non esiste il reato di disastro ambientale perché non consente la permanenza del reato finché persistono gli effetti disastrosi sulla salute delle persone e sull’efficacia, purtroppo, distruttiva dell’ambiente. Ne discende che gridare, ora, allo scandalo e all’inadeguatezza dell’attuale legislazione ambientale significa difendere il patrimonio giuridico italiano, tra l’altro, di alto profilo. Quel che più terrorizza è che per l’ambiente “la massima dell’ignorantia legis non escusat “non sarebbe ammessa, perché gli imputati, pur se trattasi di dirigenti anche qualificati, non sanno quel che fanno e, quindi, se ciò corrisponde a verità, dovrebbero essere avviati in luoghi, deputati a correggerli.

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DOV’È FINITA LA ROMA PAPALINA DI PASQUINO?

22 dicembre 2014 · Nessun commento

Le pasquinate potrebbero ancora servire? Ignazio Marino, il sindaco coraggio. Il patto scellerato tra l’amministrazione, il mattone e il trattamento dei rifiuti.

 

Il Tevere sonnacchioso e il barcarolo che va controcorrente; la battuta romanesca pungente ma divertente; i preti e le suore che affannosamente attraversano la piazza San Pietro; i quartieri popolari che si confondono con le residenze patrizie; il prepotente ma non troppo, tra l’altro, dotato di voce melodiosa e struggente e, infine, Pasquino, una statua parlante che, con “le pasquinate”, castigava gli abusi e la corruzione dei potenti della sua epoca: tutti inghiottiti dal porto delle nebbie? Il popolo romano, comunque, è per metà cinico e per l’altra disincantato, per cui manifesta con facilità il suo stupore ed è disponibile a farsi ingannare dal nuovo ed è, in virtù di ciò, difficile che si trasformi in cittadinanza attiva.

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LA PALLA AL PIEDE DELLA POLITICA ITALIANA

17 dicembre 2014 · Nessun commento

Una svalutazione del lavoro senza precedenti e un mondo finanziario senza regole. Un governo colloquiante solo con il pianeta industriale. Un’Italia, forse, al limite di un’esplosione sociale se non si corre ai ripari?

 

Non è un mistero che la politica economica del governo Renzi si compiace del capitalismo liberista, replicando, in tal modo, all’avvenuto spostamento, negli anni 60-70, dei redditi a favore del lavoro, e, poi, per l’effetto della minore e peggiore occupazione o dei bassi salari, la quota di reddito assegnata al lavoro è progressivamente diminuita. Nella nuova fase del capitalismo, senza freni inibitori, emergono due elementi: il primo è caratterizzato dalla globalizzazione del mercato del lavoro, che pone in competizione il costo del lavoro delle economie  sviluppate con quelle delle economie emergenti.

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IN PERICOLO, IL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE

17 dicembre 2014 · Nessun commento

Nel settantesimo congresso nazionale, a Ippocrate sarebbero rizzati i capelli, nell’udire la proposta di cancellare i principi deontologici del medico. In questa circostanza si è affermato che il diritto alla salute si compra, violando l’art.32 della Costituzione. I privilegi dei medici però sono intoccabili.

 

E’ inquietante che nell’assemblea  dei medici della mutua si affermi che è impossibile erogare, in forma gratuita, le prestazioni sanitarie a tutti i cittadini e che non si possa porre a carico esclusivo della fiscalità generale l’assistenza sanitaria,  per cui sì deve ricorrere a quella mutualistica, dei fondi integrativi, delle assicurazioni private mentre la gratuità e’ a beneficio degli indigenti, di cui, purtroppo, fanno parte fitte schiere di evasori, che pongono il Belpaese in vetta alle classifiche di questo odioso reato fiscale, divenuto  anche motivo di vanteria per chi lo perpetra, conscio di danneggiare la collettività e il proprio Paese.

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CHI È CAUSA DEL SUO INGANNO PIANGA SE STESSO

12 dicembre 2014 · Nessun commento

Il pareggio di bilancio entra nella Costituzione tra un parlamento plaudente e un popolo noncurante. Appelli di giuristi democratici rimasti inascoltati. Il raggiungimento del pareggio di bilancio ostacola la corretta politica economica.

 

Un adagio popolare, appena rivisitato, che ben si attaglia all’italica gente, distratta, impetuosa e in compagnia di una classe politica non sempre all’altezza della situazione ma, piuttosto, protesa a rincorrere gli umori della gente non sempre sorretta e guidata da professionalità di alto profilo, bensì da pseudo capi popolo o affascinanti dicitori molto contigui ai venditori di fumo o aria fritta, che finiscono per avere, in conseguenza del senno di poi, fittizia ragione da vendere al mercato del tutto va per il meglio, adescando con destrezza i creduloni. L’inganno dell’art. 81 arriva puntuale, rappresentato dal principio del pareggio di bilancio che, nel 2012, viene inserito, nella Costituzione italiana, modificando così l’art. 81. Ora quella maggioranza spavalda, per la sua partecipazione bulgara alla votazione, accusa, sotto i colpi della crisi e di qualche ripensamento dell’ultima ora, un vacillare di non poco conto.

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MARIO DRAGHI, IL FUTURO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA?

10 dicembre 2014 · Nessun commento

Virata di Mario Draghi sull’austerità per evitarla. E’ scontro tra Draghi e i falchi tedeschi sulla centralità dei trasferimenti fiscali. Il presidente della Bce, successore di Giorgio Napolitano?

 

Il presidente della Bce, sino a qualche giorno addietro, è stato fautore di una forma economica pestilenziale: l’austerità, posta in disparte, da Mario Draghi con una dichiarazione, in cui egli ritiene che il successo dell’unione monetaria dipende dalla condivisione di una moneta unica e da un’equivalente unione politica. Continua, asserendo che, all’interno dell’euro zona, bisogna soffermarsi sull’integrazione finanziaria per migliorare la condivisione del rischio privato e “propone di conferire alla finanza l’onere di riequilibrare e di redistribuire le risorse nell’ambito dell’Ue”.

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ER CUPPOLONE ROMANO

10 dicembre 2014 · Nessun commento

In Italia, la politica sempre più affarista e losca. In tempi dì aspro conflitto sociale, gli imprenditori celebrati come eroi. Con l’abolizione del finanziamento pubblico, i poteri occulti decidono la classe politica dominante.

 

Roma, caput mundi, non sfugge all’insidia della coppola siciliana e rimane politicamente invischiata in una vicenda dai pesanti risvolti penali, in cui a essere danneggiati sono i cittadini del Belpaese da un canto e dall’altro gli ultimi della scala sociale come i poveri, i detenuti, gli immigrati e i senzatetto. La politica degenerativa viene da lontano perché, nel periodo sia preunitario sia  post unitario, la ricchezza si concentra, alla stregua di oggi, nelle mani di pochi e gli scandali, invece, balzano numerosi all’attenzione  dell’esterrefatta opinione pubblica.

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NON C’È NORD SENZA SUD

10 dicembre 2014 · Nessun commento

La crisi spinge il Nord verso il Sud per brame elettorali? Il Nord non è  più il primo della classe. La ripartenza del Belpaese dipende da una politica che risollevi sia il Nord sia il Sud.

 

Un luogo comune che comincia a perdere colpi per la faziosità palesata, con troppa saccenteria, dal Nord che ritiene il Mezzogiorno, a causa della sua diversità, non suscettibile di essere integrato ovvero accomunato al Nord. Che sia stato preso un grosso granchio, lo dimostra il fatto che, ora, a seguito della crisi economica, che ha falcidiato, purtroppo e ovunque, persone e cose, il Nord continua, in forza del conclamato ed esistente divario con il Sud, a fruire di risorse pubbliche, assottigliatesi, però, a cagione di insistenti calamita’ naturali, che colpiscono, duramente, la penisola. In passato,  è doveroso  ammettere che ingenti risorse, per gli investimenti nel Sud, sono state, purtroppo, affidate a mani sbagliate, tanto è vero che la spesa pubblica è stata funzionale alle esigenze elettorali nazionali o è stata concessa ampia disponibilità di spesa alle autorità elettive,  spinte dalla necessità di ottenere più consensi degli altri candidati in lizza.

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GUERRA STELLARE IN CASA GRILLO

10 dicembre 2014 · Nessun commento

La secessione dietro l’angolo del M5S? Il sindaco di Parma corre ai ripari con la chiamata a trovare una soluzione. Il treno M5S giunto al suo fine corsa?

La stanchezza sembra aver sopraffatto la dinamicità di Beppe Grillo, e lo testimoniano le piazze gremite di gente, che oltre ad ascoltare gli anatemi di Beppe, si è divertita da matti, assistendo alle performance del comico, fondate sulla satira che metteva a nudo i vizi di una classe politica, a dir poco, distratta. Non è un caso fortuito che il M5S, alle ultime elezioni politiche, si piazza, dopo il primo arrivato ossia il Pd. Poi Bersani prima, Letta dopo e, infine, l’ultimo arrivato Renzi sono respinti, alla stregua  dell’innamorato troppo insistente, quando chiedono di allearsi con il movimento.

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SALVINI, IL “FIGARO” DELLA POLITICA

1 dicembre 2014 · Nessun commento

Grillo accusa un calo di vaffa. Purghe staliniste aprono varchi tra i pentastellati. Salvini, la ciambella di salvataggio per Fi e M5S?

 

Che ora sia cercato è un dato di fatto, dettato, soprattutto, dalle precarie performance di Forza Italia e del M5S: il primo, guidato dal calciofilo Berlusconi, che lo ha individuato come leader del centrodestra e attaccante della sua formazione politica, ritenendolo in grado di mettere a segno tanti grappoli…di voti, utili per risollevare le sorti di Fi; il secondo, creatura di Grillo ma ora molto preoccupato dal fatto che il M5S, dopo i trionfi elettorali del 2013, ha cominciato a vacillare, per cui Beppe Grillo, forse, ha meditato l’avvicinamento a Salvini.

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IL SUD EUROPA IN COCCI?

1 dicembre 2014 · Nessun commento

La crisi promette bassi salari e disoccupazione da record. L’ottimismo degli economisti rinviato alla prossima volta. Aumenta l’indebitamento delle famiglie.

 

Per la crisi del pianeta Terra, gli economisti, di anno in anno a partire dal 2009, annunciano l’uscita dal tunnel, puntualmente, rinviata all’anno successivo. Accade che gli economisti pensano, che, tra poco, i conti pubblici saranno messi a posto, abbandonandosi a un ingiustificato ottimismo, perché non tengono, in debito conto, che, dal 1987 ad oggi, sono esplose crisi economico-finanziarie di portata globale. Chi, poi, è stato in grado di mettere in campo nuovi prodotti  ha avuto la possibilità di sottrarsi, per qualche tempo, alla caduta del profitto. Ora i settori, tradizionali e non, operano nel  medesimo modo: riducendo la forza lavoro, erogando bassi salari, immettendo i profitti nella speculazione finanziaria, facendo pressioni sul governo perché si riduca la spesa pubblica ai fini di ricevere i relativi vantaggi fiscali.

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ESSERE O NON ESSERE CONSERVATORI?

1 dicembre 2014 · Nessun commento

I diritti conquistati con le lotte non si smantellano. Conservare per innovare. Il capitalismo avanzato distrugge le risorse umane e naturali.

 

E’ un dilemma angoscioso che si è posto anche un noto politico britannico, Winston Churchill,  protagonista del secondo conflitto mondiale, convinto che tale profilo non è legato all’avanzare dell’età ma al mutamento del modo capitalistico di produrre, a cui aggiunge, però, che “un conservatore a vent’anni è un “pirla”. Avviene che si e’ tacciati di essere conservatori, allorquando si avversano coloro che impediscono al Belpaese di crescere e di modernizzarsi e allora subentra la consapevolezza di essere conservatori per il legittimo motivo di voler “conservare” i diritti del lavoro, il diritto alla sanità pubblica e all’istruzione  pubblica con l’applicazione costante della Costituzione.

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MATTEO SALVINI IN CAMPO

25 novembre 2014 · Nessun commento

I talk show danno una mano al segretario leghista. Le grandi periferie, pronte a esplodere per le grandi disuguaglianze. Liberarsi dalle paure infondate.

 

In politica, lo scontro bipolarista abbisogna di nuovi personaggi, che devono venire dal nulla perché la platea dei suoi spettatori è reduce, in gran parte, da spettacoli televisivi, per così dire, leggeri che riescono a far sognare un mondo migliore, che sparisce appena si varca l’uscio di casa. Ora è il momento di Matteo Salvini, una carriera politica, maturata all’interno della Lega di Bossi e compagni, culminata nella sua nomina a segretario del partito. Attualmente è impegnato a risollevare le sorti della Lega, giunta, dopo alcune vicende di mala politica, al 3 per cento, per cui trascorre la sua giornata, saltando, come un ranocchio, da un’emittente televisiva ad un’altra, con quel viso da cucciolone, che prima prende le botte e, subito dopo, si “rifugia ” tra gli immigrati e l’euro, entrambi, per motivi non meglio chiariti, causa degli attuali mali italiani (sarà tutto vero?).

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IL CONFLITTO SENZA FINE TRA ISRAELE E LA PALESTINA

25 novembre 2014 · Nessun commento

L’occupazione israeliana alimenta l’antisemitismo. L’assassinio dei rabbini esaspera lo scontro con i palestinesi. Accordo difficile se il conflitto tra Israele e la Palestina da nazionale e politico diviene religioso-islamico.

 

Il governo israeliano versa in una profonda crisi e, in terra palestinese, Hamas, assai indebolito, non se la passa tanto bene. E’ necessario compiere una riflessione, che mette a fuoco la circostanza che i crimini quotidiani dell’occupazione israeliana alla stregua della politica sciovinista e fondamentalista del governo israeliano e dei suoi alleati, finiscono per raccogliere solo sentimenti di antisemitismo. I rabbini uccisi, alcuni giorni addietro, nella sinagoga, potrebbero concorrere a fomentare il conflitto israeliano-palestinese prettamente nazionale e politico in un conflitto religioso-islamico, che sarà sordo a qualunque accordo. E’ anche doveroso affermare che le incursioni criminali israeliane non possono essere giustificate.

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IL PATTO DEL NAZARENO A UNA SVOLTA POLITICA?

25 novembre 2014 · Nessun commento

Renzi lancia anatemi contro i sindacati. Salvini insegue Berlusconi. L’ex Cavaliere finirà tra le braccia del suo pupillo Matteo?

 

Sembrerebbe di si, perché il bersaglio preferito da Renzi è quello dei sindacati. Tanto è vero che non risparmia nei loro confronti toni tracotanti e tutto ciò se lo concede perché è conscio di non aver più ostacoli per organizzare un partito, all’italiana, in cui vivrebbero, forse, felici e contenti la destra, il centro e la sinistra. Il premier ha la pretesa di essere il nuovo politico, per cui dichiara che i sindacati inventano giustificazioni infondate per scioperare e se ciò è risibile non suscita risate perché ricorda, con tristezza, un vecchio linguaggio politico, utilizzato in periodi di crisi, tempo addietro non lunghi, di cui  il Belpaese ha sempre cercato di non farli mancare ai cittadini.

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L’ITALIA E IL DISSESTO IDROGEOLOGICO

19 novembre 2014 · Nessun commento

L’Italia dichiara guerra al dissesto idrogeologico. Sul banco degli imputati gli amministratori e la cementificazione selvaggia. Quartieri cittadini nell’acqua per piogge troppo monsoniche.

 

In Italia, il dissesto idrogeologico ha mietuto, dal 1985 al 2011, quasi mille vittime, e compiendo, poi, qualche passo nei trascorsi anni sessanta, tocca registrare il disastro del Vajont e le apocalittiche alluvioni di Venezia e Firenze, ove sono stati contati più di 4 mila morti. Tutto ciò è l’aberrante sintesi di anni di incuria e di scriteriati attacchi alle caratteristiche eco- paesaggistiche. Negli ultimi decenni, la trasformazione del Belpaese si è identificata nella scellerata politica della cementificazione.

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L’ITALICUM, UNA COMMEDIA ALL’ ITALIANA?

19 novembre 2014 · Nessun commento

Le preferenze strumentalizzate assecondano il progetto del Nazareno. Un presidenzialismo di fatto bussa alle porte del Belpaese. Prossimo un galoppante autoritarismo?

 

In Italia, per certuni conoscere, in serata, colui che ha vinto le elezioni, equivale all’aver trovato l’elisir di lunga vita e la formula per venir fuori dalla morsa, sempre più stringente della crisi economica, che preoccupa e rende insonni le notti di moltissimi italiani e per nulla quelle del ricchissimo 10 percento. L’Italicum, così denominato, potrebbe essere il nome di un gustoso piatto gastronomico, che, secondo alcuni, potrebbe far sognare i buongustai delle leggi elettorali. E’ opportuno precisare che nessun sistema elettorale, sul pianeta Terra, è in grado di attribuire la vittoria certa perché è soltanto, grazie allo strumento della rappresentanza, che si possono ottenere le forme di governo. Resta da considerare che, per conseguire la maggioranza assoluta dei seggi, è d’obbligo far ricorso alla coalizione.

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LA CONCERTAZIONE SINDACALE SUL VIALE DEL TRAMONTO

18 novembre 2014 · Nessun commento

I sindacati scoprono lo sciopero sociale. Il Mga, acronimo di Mobilitazione generale degli avvocati, aderisce allo sciopero. Sul pianeta lavoro soffiano gli impetuosi venti della restaurazione.

 

Il sindacato comincia a prendere cognizione, che è tramontata, con l’arrivo di Renzi, l’epoca della concertazione, immolata sull’altare della governabilità, scambiando, purtroppo, la conservazione del posto con il suo costante e progressivo degrado. Ne discende che con l’implicita autorizzazione al lavoro gratuito si dà il la alla repressione di quello retribuito. La coalizione entra nel lessico sindacale e rivendica la necessità di demolire il meccanismo dello sfruttamento, la persecuzione fiscale del lavoro autonomo e l’economia politica, sostenitrice del lavoro gratuito, sotto forma di stage, di tirocini, di prove e di volontariato.

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LA MEGLIO GENERAZIONE?

18 novembre 2014 · Nessun commento

Costa studiare in Italia. In Germania, Norvegia e Danimarca, la laurea è gratuita. Le borse di studio, nel Belpaese, dimagriscono del 7,5 percento e i posti di dottorato subiscono un taglio del 19 percento.

 

Definizione che configge con la condizione di esclusione della gioventù di  oggi: sintesi di un combinato politico disastroso, che dura da decenni, generando una persistente disoccupazione e precarizzazione del lavoro. Non è un caso che ai giovani, sul piano lavorativo, si sono palesati una penuria di sbocchi e un percorso legislativo svantaggioso ed emarginante, tanto è vero che non stupisce più di tanto che la disoccupazione giovanile, ora, raggiunga il picco del 44 percento, mentre i giovani tra i 15 e i 24 anni non lavorino, non studino e non seguano  i corsi di formazione, raggiungendo il primato europeo del 22,15 %.

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A RISCHIO L’EDITORIA

18 novembre 2014 · Nessun commento

Nel fondo per l’editoria, non c’è una lira per la stampa. I libri portati in Tribunale per non rischiare falsi in bilancio. Nel precariato finiscono tanti giornalisti.

 

E’ prossima una stagione di lotta perché il silenzio non paga anzi, forse, non retribuirà gli ottocento e oltre giornalisti, che hanno perso il posto di lavoro, durante quest’anno, a cui, inevitabilmente, si aggiungono i fogli locali e le emittenti private, scomparsi come in un vorticoso gorgo. Il primo pensiero della governance è quello di avere cittadini poco informati, per cui è meglio favorire il decesso dell’editoria non profit, di quella cooperativistica e locale, e le circa 100 testate in tutto, di cui cui un terzo è  trapassato a peggior vita e ciò  che è rimasto si è posizionato nella zona intermedia della spossante agonia.

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Salvate…..L’Articolo 18

12 novembre 2014 · Nessun commento

Un’imboscata, il disciplinare, nei decreti delegati, materia non trattata nella legge delega. Una corsa a ostacoli,  il mantenimento dell’art. 18. Stop alle mediazioni.

 

In Italia, per lui c’è una significativa mobilitazione da parte dei lavoratori, ma in sede politica,  l’ha fatta da padrone la mediazione, purtroppo, al ribasso e al grido che “Dio salvi le teste coronate” non preoccupandosi di salvarlo alla stregua dello statunitense “soldato Ryan” . Al contrario, il prestatore d’opera di casa nostra è negletto forse per convincerlo a disconoscere, con la propria volontà, la stagione dei diritti di chi lavora, consacrati nello Statuto dei lavoratori e nell’art. 18, escogitando anche tranelli nei palazzi istituzionali, ove la produzione legislativa deve essere il manifesto, in senso assoluto, della trasparenza e della legalità senza se e senza ma.

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I MURI DELL’INSOFFERENZA

12 novembre 2014 · Nessun commento

I pezzi del Muro di Berlino, istanze di libertà. La riunificazione delle due Germanie procede con difficoltà. La nostalgia degli abitanti dell’ex Germania dell’Est alberga nei loro cuori.

 

Il 9 novembre del 1989 cade il muro di Berlino e coincide con l’avvento, a livello mondiale, della globalizzazione che conduce alla supremazia del mercato. Se è vero che si conquista la liberazione dai regimi oppressivi è anche vero che l’Occidente subisce l’aggressione di un capitalismo sfrenato, che sradica dalla società i valori, sostituendoli con gli egoismi, la corruzione e la violenza. A tutto ciò dà una mano il comunismo sovietico non più riformabile, per cui una rottura diviene necessaria, a motivo del fatto che i partiti comunisti si limitano a parlare solo di errori. In quegli anni, infatti, maturano rapporti di forza, che mettono in campo l’idea di un socialismo che, però,viene abiurato, tant’è che viene rifiutato dall’Occidente.

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L ‘EUROPA COLERA’ A PICCO?

12 novembre 2014 · Nessun commento

L’austerity, un fallimento per l’euro zona. Una crisi economica inarrestabile da fermare. In difficoltà, le leadership europee.

 

Rischia grosso perché è giunta vicino all’inquietante e metaforico “Triangolo delle Bermude” sul piano economico, non inabissandosi ma incappando, questa volta, in una situazione che indica il fallimento della politica europea fino ad oggi perseguita. In merito è cauto, addirittura, Katainen che sostiene con piglio diplomatico: “Lo stato dell’economia e dell’occupazione non sta migliorando con sofficiente rapidità”. Accade che le imprese contraggono gli investimenti, l’occupazione accusa grosse battute a vuoto e le capacità produttive languono; in buona sostanza, la crisi ha ostacolato la crescita dell’Europa. Tanto è vero che la disoccupazione strutturale cresce mentre quella del Pil diventa negativa e ciò è la conseguenza di un modello sbagliato e utilizzato da Bruxelles, in maniera cocciuta e perdente, nell’applicazione  delle politiche economiche pro-cicliche, quelle recessive quando il Pil cala ed espansive quando il Pil cresce, applicando, purtroppo, il contrario di quello che andrebbe utilizzato.

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NON TUTTO È PERDUTO PER OBAMA

12 novembre 2014 · Nessun commento

La vittoria premia il populismo repubblicano. Per non paralizzare l’attività amministrativa, i vincitori dovranno tirare in ballo il compromesso. In soccorso di Obama il potere di veto e gli ordini esecutivi.

 

Il presidente,Barack Obama, perde perché rimane isolato nel suo partito, e, in verità, i repubblicani, suoi avversari, glielo hanno detto in tutte le salse e, in conseguenza, e’andato a farsi benedire il progetto di innalzare il salario minimo e di riformare la legge sull’immigrazione. In fondo, i repubblicani hanno sfoderato le spade per boicottare la riforma sanitaria, che, per essere abbozzata, ha dovuto attendere l’arrivo di un presidente afroamericano in un Paese, noto per la democrazia alla portata, ma non troppo, dei suoi cittadini e, infine, per boicottare la legge sul controllo delle attività del mondo finanziario.

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Il SUD, PARENTE POVERO DEL NORD

12 novembre 2014 · Nessun commento

Nel Sud, un’economia fondiaria che accumula una grande quantità di denaro senza impiegarlo in innovazione. Il processo di industrializzazione è una prerogativa dell’area Nordovest. Le poche aree industriali, nel Mezzogiorno, penalizzate dalla mancanza di infrastrutture: un retaggio duro a morire.

 

E’ uno dei tanti luoghi comuni di cui si serve la politica del Belpaese, patrocinando una dura e sleale campagna di denigrazione nei confronti di un Mezzogiorno, percepito come una terra di conquista e dai volti scuri, non per la pelle, ma per una legittima e diuturna arrabbiatura. L’assenza, quasi atavica, di una politica industriale, che, nel momento in cui ne è stato visto il barlume, provoca danni ambientali e, in talune circostanze, miete vittime come dazio per un posto di lavoro che significa “per i più fortunati” sottrarsi a un’agricoltura, rimasta allo stato bracciantile e senza prospettive di futuro per i giovani. Ora le nubi nere della disoccupazione continuano a persistere, con tenacia, su quelli del Sud e si identificano nelle politiche di bilancio contro la crescita e i previsti otto miliardi di tagli, ma qualcosa, però  ,non va per il giusto verso perché il governo dovrebbe investire prima i suoi fondi e, semmai, dopo chiederli alla Bei.

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C’È UN GIUDICE A BERLINO PER STEFANO CUCCHI?

3 novembre 2014 · Nessun commento

Una metà colpevoli prima e tutti innocenti dopo. La pietà umana abbandona Stefano. Cucchi muore in luoghi ove il cittadino deve essere tutelato secondo la Costituzione.

 

L’auspicio è quello di trovarlo in Italia, che lo faccia sentire, seppure da morto, di essere uguale, come gli altri, di fronte alla legge. E’ un fatto inaccettabile, grave e disumano stilare le graduatorie dell”umanità dolente secondo categorie criminologiche, i loro modi di vivere e la loro fedina penale. Tanto è  vero che diviene increscioso soffermarsi a riflettere sulle conseguenze di tale modo di pensare in colui che esercita potere sui reclusi e sui loro corpi prostrati dalla sofferenza e in chi dispone della libertà o della carcerazione di persone e dei danni enormi e anche irreparabili che possono causare in presenza di fatti anomali.

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E’ TEMPO DI SCISSIONE NEL PD?

3 novembre 2014 · Nessun commento

Renzi tenta di dividere il sindacato? Il Pd e la minoranza separati in casa. Vicini al divorzio breve?

 

Forse si, perché Renzi non sembra interessato a un partito, sorretto da uno spirito unitario, da una leadership che tenga conto delle diversità interne. Tanto è vero che la sinistra del Pd è distante da Renzi, determinato a creare un suo potere personale a traino populista. Si scopre che la vittoria del premier non coincide con il successo della sinistra ma se dovesse perdere finirebbe per travolgerla. Matteo Renzi, alla fin fine, potrebbe divenire il leader di una qualsiasi formazione politica, in virtù del suo profilo carismatico, difficile da mettere in discussione nel momento in cui il suo potere si consolida.

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IL DIFFICILE CAMMINO PER IL RIFORMISMO

31 ottobre 2014 · Nessun commento

Il capitalismo a misura della società? La socialdemocrazia assertiva difende il libero mercato e i poveri. Nel neoliberismo, le imprese grazie allo Stato si guadagnano il consenso per l’egemonia economica.

 

In campo politico scende una nuova figura: il socialdemocratico assertivo, che confida nell’economia di mercato, ritenendola una forma eccelsa dell’attività economica, a cui i diritti civili non sono di ostacolo per l’esercizio del potere da parte di un’oligarchia, assisa nelle aule parlamentari e nei consigli di amministrazione delle imprese, che mal sopportano i limiti alle loro attività. Avviene che, a guidare i centrosinistra europei, vi siano i fautori del neoliberismo, che, secondo la socialdemocrazia assertiva, devono conciliare l’economia di mercato con la tutela degli interessi di coloro che sono la base di una piramide sociale e della presenza dei partiti operai, non mettendo la sordina al Sessantotto, distintosi come l’anno degli studenti, e concomitante con il conflitto tra capitale e lavoro, che ha promosso  l’istituzionalizzazione dei diritti sociali in tutta l’Europa.

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RENZI, DAL CENTROSINISTRA A UN NUOVO PARTITO?

29 ottobre 2014 · Nessun commento

Libertà assoluta di agire per gli imprenditori. Cancellati alcuni diritti essenziali dei lavoratori. Il popolo della sinistra mostra insofferenza per le false narrazioni.

 

Qualcosa sta cambiando nel Paese, che si ritrova una destra aggressiva con radicamenti popolari, un’élite di governo piuttosto neo totalitaria, che di democrazia vuol sentirne parlare poco e un popolo di sinistra che non predilige le divisioni ma, soprattutto, la false narrazioni. In tali fasi, la gestione del potere e la prassi di governo sono affidate a personaggi   improvvisatisi politici, la cui particolarità è quella di curare la contrapposizione del privato nei riguardi del pubblico. Non è un caso che il sistema politico che si sta delineando è quello imperniato su due partiti, con la vocazione di rimanere soli, come e’ stato detto, in questi giorni, dal presidente del consiglio Renzi. Tra i due partiti il Pd e Fi, pilotati il primo da Renzi e il secondo da Berlusconi, non esistono dissidi e, semmai ne sorgessero, sono disponibili a ricomporli in presenza di fatti contingenti.

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IL LAVORO, IN ITALIA, UN INFERNO DANTESCO

27 ottobre 2014 · Nessun commento

Renzi, noi siamo un’altra Italia rispetto alla CGIL. Alla Leopolda si riunisce un altro Pd? Renzi sfonda col suo 40% grazie a una parte dell’elettorato di centrodestra.

 

Una divisione, all’interno del Pd, costruita con lo spostamento verso i progetti confindustriali e con l’avversione nei confronti delle lotte sindacali. La CGIL, in principio, tentenna nel comprendere le devastanti scorrerie, portate all’interno del mercato del lavoro e nel rappresentare il precariato, le cui file si ingrossano, come i fiumi in piena, a causa della deindustrializzazione senza fine. A rivestire  il ruolo di primo attore è l’art. 18, che investe e tutela i diritti dei lavoratori, tanto è vero che la permanenza, l’abolizione o l’estensione del medesimo a tutti i lavoratori, funziona come atto di prevenzione nei riguardi dei licenziamenti arbitrari e ricattatori.

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IL SINDACATO E I PARTITI POLITICI, FUNZIONALI PER IL PAESE?

27 ottobre 2014 · Nessun commento

Le politiche del lavoro precario, complici della disgregazione del pianeta delle braccia e delle menti. I sindacati messi all’angolo da una politica distratta e autoreferenziale. Col Jobs Act, piazze senza lavoratori?

 

La ripartizione dei compiti tra partiti e sindacati è oggetto di dibattito teorico-politico da almeno cent’anni e, concretamente, in ogni paese ed epoca, assume una fisionomia determinata. Non è un caso che la Magistratura si è impegnata per distinguere, volta a volta, nella materia degli scioperi indetti dalle centrali sindacali, quale fosse “politica” e quale “economica”. Il che è stato necessario per le rivendicazioni sociali, avanzate a partire dalla fine del “69 e vertenti sulla riforma della casa, della salute, del fisco e della scuola, per cui si è dovuto produrre un’argomentazione, atta a ricoprire i contenuti con l’etichetta di “economico” e, quindi, a legittimare  l’azione sindacale, inquadrandola nel salario indiretto.

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BERLUSCONI OSSERVANTE DEL PATTO?

27 ottobre 2014 · Nessun commento

Per Renzi, l’Italicum va riscritto. Il presidente scalda i motori ai box per andare al voto. Berlusconi temporeggia.

L’ex Cav. spende parole dure sulla politica economica di Renzi ma, nel contempo, assicura la sua fedeltà al patto del Nazareno. E’ un momento delicato per il Silvio nazionale, costretto a subire condizionamenti dal suo partito, che non vuole sacrificarsi sull’altare della conservazione delle aziende del  suo carismatico padrone. Non è un mistero che l’attuale inquilino di Palazzo Chigi intende vincere da solo le elezioni, fruendo del premio di maggioranza, per poi governare in solitudine. Le elezioni anticipate restano nella faretra del Pd, come frecce da utilizzare, nel caso che la situazione economica prendesse una brutta piega oppure i sondaggi indicassero un calo di popolarità.

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IL MONDO SCIENTIFICO FERMERÀ L’EBOLA?

23 ottobre 2014 · Nessun commento

I centri di accoglienza, organizzati come lager. Difficile il rapporto tra i malati di Ebola e il medico “impaurito”. I bambini perché terrorizzati minano le proprie difese immunitarie.

La pandemia di Ebola sta mutando l’avvicinamento clinico al morbo, dettando procedure di rapporto, tra medico e malato e tra paziente e ambiente, radicalmente differenti da quelle tradizionali. A differenza di altri morbi del passato come la peste, ricorrente nel Medioevo, accade che, nel caso di Ebola, la contagiosità vera o presunta del virus finisce per colpire la dignità del malato, ridotto da essere umano da curare a oggetto altamente infetto e propagatore dell’infezione, da cui è necessario prendere le distanze e osservarle.

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A BRUXELLES, ATTENTI A QUEI DUE

22 ottobre 2014 · Nessun commento

La Ue non cambia spartito politico. Il finlandese Katainen e il lettone Dombrovskis, gli angeli custodi delle misure di austerità. Non c’è più niente da fare?

Nella formazione del nuovo esecutivo europeo, il premier Renzi è riuscito ad accaparrarsi il Ministero degli esteri che serve a ben poco. Nei luoghi ove si determinano gli equilibri di potere, i paesi più importanti si sono messi di buzzo buono e, dopo un lungo e faticoso lavoro, sono riusciti a porre i propri uomini a capo dei gabinetti di Commissari di altri paesi. La Merkel ha chiesto sei capi di gabinetto, pur avendo già ottenuto quello della Presidenza, e l’Italia si è accontentata soltanto di uno: quello della Mogherini.

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IL SINDACO DI ROMA E LE NOZZE GAY

21 ottobre 2014 · Nessun commento

Roma stupita per le unioni omosessuali. Marino stimola Renzi e l’esecutivo a promuovere iniziative per i diritti civili. La Chiesa non rimanga ancorata ai pregiudizi.

Ignazio Marino, un sindaco fuori ordinanza capitolina, combatte la corruzione dilagante, le furbizie dei costruttori, inaugura gli asili nido ed è tutto proteso a far decollare Roma come metropoli contemporanea, confidando sui talenti, la tecnologia e la tolleranza. Si prodiga, inoltre, a stimolare il Pd e il suo segretario a superare una strana timidezza nell’affrontare i diritti civili, rammentando che le famiglie omosessuali, come quasi tutte le altre coppie, non si possono permettere un matrimonio all’estero, perché hanno problemi di precarietà, di lavoro, di casa e, per di più, subiscono odiose discriminazioni. Ignazio Marino, nel ruolo di primo cittadino, ha rotto gli indugi, trascrivendo sedici matrimoni omosessuali, celebrati all’estero.

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LA CRISI ECONOMICA ITALIANA SULLE SPALLE DEI MENO ABBIENTI

21 ottobre 2014 · Nessun commento

I disoccupati, oggetto del desiderio elettorale di Grillo e Renzi. Le politiche monetarie ostacolano l’abbattimento delle diseguaglianze e impediscono la redistribuzione del reddito. Renzi prova a colpire in alto, ma forti resistenze si oppongono al suo tentativo.

Otto milioni di persone sono prive di lavoro e, quindi, formano un interessante bacino elettorale e accanto a esso funge da ammortizzatore sociale la rete familiare, formata dai pensionati titolari di basse pensioni o dai lavoratori percettori di modesti salari. Il citato bacino elettorale può contare su un mercato di voti potenziali, che si aggira intorno a circa 15 milioni di votanti, che, un tempo, sostenevano la sinistra, ma che, negli ultimi decenni, hanno trovato asilo presso Forza Italia e poi, col declino di Berlusconi, la fascia elettorale di coloro che non lavorano è diventata oggetto di attenzioni da parte degli altri partiti. L’idea renziana di rappresentare i sindacati , la sinistra e i lavoratori a tempo indeterminato, come i responsabili della diffusa precarietà del lavoro, e’ stato un gioco da ragazzi, e affermare  che i giovani non trovano lavoro per colpa dell’art. 18, risuona come un’offesa all’intelligenza degli italiani.

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GIÙ LE MANI DALLE CITTÀ

21 ottobre 2014 · Nessun commento

Le speculazioni devastano il territorio urbano del BelPaese. Lo sviluppo edilizio selvaggio mette in ginocchio il territorio extraurbano. Non bisogna smarrire l’idea della città.

Il regista, Francesco Rosi, nel 1963, realizza l’opera cinematografica “Le mani sulla città”: una grande testimonianza di impegno civile, di denuncia della corruzione e dello scempio edilizio, che si inizia a consumare nell’Italia degli anni  “60 fino ai giorni nostri senza concedersi pause. A rompere il perverso equilibrio, instauratosi, nel tempo, tra  la corruttela e le dilaganti colate di cemento armato ci pensa il clima. Tanto è’ vero che gli episodi climatici estremi dimostrano che le città non si sottraggono al sistema climatico generale e al suo crescente ma apparente disordine.

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HO VISTO UN RE CHE SCENDEVA DAL QUIRINALE

21 ottobre 2014 · Nessun commento

Re Giorgio è stanco ma non molla. Ha fermato la TROIKA, intenzionata a mettere ai ferri del rigore il BelPaese. Il lungo applauso tributato a Giorgio Napolitano, in Parlamento, per riconoscergli la sua grande tempra di politico.

Un Savoia sarebbe una vestigia ingombrante, appartenente a un passato tutto da dimenticare, per cui è giunta l’ora per il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, di farsi da parte non solo per la sua veneranda età ma perché è il tempo di passare il testimone a un successore di pari dignità. Secondo voci diffusesi, re Giorgio mediterebbe di traslocare, dal Quirinale, al termine del discorso di fine anno, anche se si parla di un rinvio di qualche settimana, datando la sua uscita nel mese di gennaio 2015. E’, comunque, vero che
Napolitano è stato  un abile tessitore perché ha saputo con maestria politica trarre, dagli impacci  e dalle insidie della Troika, un’Italia squinternata con il M5S, goliardico, protestatario e con caratteristiche molto vicine alle curve, popolate di tifosi dal “vinceremo” a ogni costo; poi, con la minoranza del Pd in balia del duo del Nazareno, e, infine, con una sinistra sociale che non impensierisce più di tanto una coppia, che, in spregiudicatezza, non teme rivali.

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GENOVA SOMMERSA DALLA “MAREA” DI CEMENTO: UN MALE ITALIANO

14 ottobre 2014 · Nessun commento

La lobby dei proprietari immobiliari, pronta per la cementificazione. Le opere pubbliche affidate alla finanza, responsabile della crisi. Affari e politica. non del tutto estranei al dissesto idrogeologico, con ricadute economiche sulla collettività.

E’ notorio che l’Italia sprofondi, da tempo, nell’acqua interessando più di qualche regione, che, in un baleno, viene letteralmente e paurosamente inondata dalle piogge, che precipitano con violenza da sistemi montuosi di altezza  non rilevante, aumentando, in maniera sostenuta, la velocità di scorrimento a causa di una canalizzazione, costituita da insediamenti urbani, edificati  in prossimità di corsi d’acqua oppure sul letto asciutto di torrenti, trasformati in strade a beneficio di costruzioni, quasi sempre in odore di abusivismo, condonato, negli ultimi vent’anni, da un signore che pensa di poter fare a meno delle industrie, ritenendo il mattone, un salvavita per un’economia che inizia a scricchiolare.

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IN ITALIA, LA DI….SFIDA DEL PRESIDENZIALISMO

14 ottobre 2014 · Nessun commento

Tendenze presidenziali si fanno largo tra l’incerta politica. Democratizzare il ruolo presidenziale per evitare eccessi autoritari. Diffidare del “che pensi mi”, battuta da avanspettacolo.

Ogni sette anni, è salito al Quirinale un Presidente della Repubblica, che ha lasciato la sua impronta politica e non poteva essere diversamente, configurando la rappresentazione di un’articolata sintesi politica. E’ accaduto che tali  personalità hanno precorso o condiviso la conflittualità politica esistente nel Paese, tanto è vero che un sornione neo-presidenzialismo di fatto si intromette nel corpo costituzionale, ove è presente un dualismo di poteri, anche se ancorato alla centralità del Parlamento, come strumento della ricomposizione del dualismo stesso.

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