IL BIANCO E IL ROSSO di Emanuele Porcelluzzi

DERBY IN EUROPA TRA LE DEMOCRAZIE DELL’EUROZONA?

11 luglio 2015 · Nessun commento

La Grecia, con il referendum, dice no al “Ce lo chiede l’Europa”. Nel derby europeo, la palla è giocata solo dagli stati oppressi dall’austerità. Berlino avrebbe espulso Atene per la sua idea di libertà.
Che il referendum greco possa minacciare l’ordinamento di altri stati europei resta un mistero della fede, per il fatto che queste democrazie non sono state chiamate a esprimersi sulle politiche di austerità, che avrebbero dovuto subire e che alcuni stati hanno provato e sopportato sulla propria pelle le conseguenze negative di tale iniqua e scellerata politica. E’ acclarato che, nella loro propaganda elettorale, i partiti in lizza in questi paesi si sono sempre prodigati nello sminuire i sacrifici richiesti e nell’enfatizzare le promesse, per lo più assai vacue, di una crescita non arrivata. La volontà democratica, in favore dell’austerità o dell’iscrizione del pareggio di bilancio nelle Carte costituzionali, non è mai stata registrata e men che mai nell’Italia, giunta al suo terzo esecutivo non eletto. Tanto è vero che queste scelte sono state presentate all’opinione pubblica non come possibile oggetto di libere e democratiche adesioni ma, piuttosto, come vincoli esterni del seguente tenore: “Ce lo chiede l’Europa”, intesa, in questo caso, come un’entità sovraordinata ai processi democratici e come regola astratta scaturita da meccanismi imperscrutabili. Le riforme strutturali, in Grecia, sono presentate come un bisogno impellente dei cittadini europei e un’espressione della loro volontà democratica. Ora il vero problema che il governo di Atene ha posto all’Europa è quello della democrazia, per una volta applicata non agli spettri della rappresentanza ma alle condizioni materiali di vita di un’intera popolazione. La Grecia dimostra ancora una volta di più che i referendum, manifestazione della volontà popolare non producono, in guisa automatica, i migliori risultati ed è, purtroppo, vero, che il governo di Berlino voterebbe l’immediata espulsione di Atene dall’Eurozona. La crisi greca ha portato alla luce le peggiori pulsioni, alimentate dalle politiche governative  in Europa e la prima, fra tutte: la demagogia populista. Non è da trascurare l’insolita protesta che si leva da Madrid e Lisbona, consistita nel perché i greci massacrati, dovrebbero essere esentati da ciò che gli esecutivi spagnoli e portoghesi sono stati costretti ad accettare. E’ incontestabile il fatto che la popolazione greca si sia democraticamente espressa contro le politiche di austerità, imposte dalla governance europea e che l’idea di libertà, manifestata grazie  al referendum, è  legittimata a dispiegare i suoi effetti.
Emanuele Porcelluzzi

Categorie: Attualità · Cultura · Politica

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