IL BIANCO E IL ROSSO di Emanuele Porcelluzzi

LE BANCHE TEDESCHE, UN MODELLO DI TRASPARENZA ?

9 luglio 2015 · Nessun commento

Una vita difficile per le banche tedesche. La crisi, in Europa, non risparmia nessuno. Il governo tedesco interviene per i prestiti imprudenti dei suoi istituti bancari.
Una grande banca tedesca, additata come la protagonista del miracolo tedesco, dal 2012 versa in uno stato non del tutto brillante, per cui è costretta a effettuare aumenti di capitale ed è anche assillata da questioni giudiziarie. Tra il 2012 e il 2015, sborsa una cifra abbastanza onerosa a fronte di controversie nei confronti degli USA e dei paesi europei. La crisi di questa banca teutonica  è provata dalla proibizione impostale di distribuire i dividendi  a causa delle carenze, esistenti nella struttura del capitale, nelle modalità di valutazione dei rischi, nei controlli interni e, infine, nella circostanza di aver ceduto la Post-bank, acquisita, a suo tempo, dal governo. Non è da trascurare il fatto che il tempo delle vacche magre dipende dalla fragilità del sistema bancario tedesco, che, oggi, si palesa attraverso i risultati economici e finanziari molto negativi e con situazioni, che, in più di qualche caso, rasentano la bancarotta. In Europa, le banche tedesche sono colpite dalla crisi, accusando un 40% delle perdite nella zona euro nel periodo 2007-2009. Il sistema bancario riesce a recuperare una parte dei prestiti grazie all’intervento del governo, che immette parecchio denaro nel sistema per favorire il salvataggio di alcuni istituti e, nel contempo, a Bruxelles, si gioca la carta, risultata vincente, delle ristrutturazioni finanziarie dei paesi in difficoltà, come la Grecia, riuscendo, in tal modo, a proteggere i suoi istituti nazionali. Dai verbali del Fmi, risulterebbe, il condizionale è d’obbligo, la circostanza che la ristrutturazione del debito del paese ellenico sia stata congegnata in maniera tale che una parte molto consistente delle risorse, destinate a salvare il paese mediterraneo, sarebbero finite nelle casse delle banche germaniche e francesi. Le piccole e medie banche, in Germania, hanno una grande rilevanza, tant’è che assolvono un ruolo di grande importanza nel finanziamento dell’economia locale ma accade anche che si trovino in contesti e momenti difficoltosi, per cui abbisognano di profonde ristrutturazioni. Non se la passano molto bene gli istituti bancari regionali, che sono prossimi a invischiarsi in vicende fallimentari. Tutto il mondo è paese, come recita un vecchio adagio, e sembrerebbe di si perché i piccoli e i medi istituti bancari sono molto contigui ai poteri politici locali e l’esecutivo tedesco non consente che la Bce vada a guardare in casa sua, riservandosi la gestione della ristrutturazione tra le mura amiche. I tedeschi premono all’interno dell’Unione bancaria perché l’attività di controllo della Bce si limiti alla banche più grandi. Il sistema teutonico bancario è fondato  sul legame  tra imprese e banche, mentre si è  ridimensionato l’intervento delle banche nel capitale delle imprese, ma quel che preoccupa è il collegamento tra gli istituti di piccole e medie dimensioni e il sistema politico. il mito delle banche teutoniche, forse, ha i giorni contati?
Emanuele Porcelluzzi

Categorie: Politica

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