IL BIANCO E IL ROSSO di Emanuele Porcelluzzi

VAROUFAKIS, UN POLITICO DA IMITARE

7 luglio 2015 · Nessun commento

Per mettere in difficoltà la Troika,  si fa da parte. Il vittorioso referendum è stato voluto dall’orgogliosa e democratica gioventù greca. La strategica rinuncia dell’ex ministro delle finanze ellenico è un atto d’amore verso il suo Paese.
Tanto è’ vero che ha svolto il suo ruolo con coraggio ed estrema dignità, mentre gli altri suoi comprimari europei si sono celati dietro la speranza della vittoria del si, tramutatasi per loro in una sonora e pesante sconfitta, subita con un punteggio quasi tennistico. Il dimessosi ministro greco, a dispetto dei suoi interlocutori, ha mantenuto, durante il difficile negoziato, un atteggiamento non servile, per cui la chiusura e’ arrivata dalla Germania, dalla Francia e dall’Italia, anche se in sordina e con modalità tanto care alla Balena bianca. Diciamocelo la Grecia è rimasta sola in Europa, perché i paesi del Pigs come l’Italia, la Spagna e il Portogallo, pur versando in un stato di salute economica per niente brillante e non per colpa loro, restano a declamare la Grecia come la culla della civiltà e, nel frattempo, attendono gli avvenimenti certamente non affatto entusiasmanti, sospirando, però, che quelli peggiori vadano agli altri. Cristine Lagarde del Fmi insiste che serve “un dialogo tra adulti”, perché la Grecia ha fatto default il 30 giugno 2015 e l’istituzione prevede che non può concedere la proroga sui tempi del rimborso, chiesti da Atene perché i bisogni finanziari della Grecia sono oggetto di pregiudiziali a causa degli importanti cambiamenti politici, avvenuti negli ultimi mesi. A ciò aggiungasi, secondo il Fmi, la circostanza che la crescita è crollata a zero con il governo Syriza, mentre le previsioni si aggiravano intorno al +2,5%, per cui ne consegue che la Grecia avrà bisogno di circa 50 miliardi di qui al 2018, erogati dagli europei, che dovranno concedere una ristrutturazione del debito, il raddoppio della durata delle obbligazioni e un periodo per prendere fiato circa il pagamento degli interessi. VaroufaKis, in un’intervista rilasciata a una TV, dichiara che, se dovesse vincere il si, lascerebbe la carica di ministro e, aggiunge, che il governo potrebbe anche dimettersi ma cooperando con gli eventuali successori per evitare un vuoto nell’attività del governo del paese. Comunque, la Grecia, viene presa d’assedio dalle agenzie di rating; poi, da Moody, ed e’ ritenuta essere a un passo da un imminente default. La Bce rimane a guardare in maniera ieratica, senza, però, stringere, al momento, i rubinetti della liquidità di emergenza, non esimendosi dal ricordare che la scadenza del rimborso  di 3,5 miliardi scade improrogabilmente il 20 luglio 2015. La Banca centrale precisa che, se per quella data e in difetto di previ accordi, non fosse onorato l’impegno, si sentirebbe autorizzata a staccare la spina ovvero a negare la dazione di denaro alle banche greche, spingendole verso il fallimento. Dopo la notte dei festeggiamenti, Yanis VaroufaKis, alle prime ore dell’alba, ha annunciato le sue dimissioni, seguite, poco dopo, dal suo vice. Alexis Tsipras e’ già operativo con il nuovo ministro dell’economia, Euclid Tsakalatos e chissà se il calunniato paese ellenico non si fregi del titolo di salvatore del sistema Europa.
Emanuele Porcelluzzi

Categorie: Attualità · Politica

% commenti sino ad ora ↓

  • Non vi sono commenti sino a questo momento...Dai il via compilando il modulo sottostante.

Devi essere autenticato per inviare un commento.

Bad Behavior has blocked 167 access attempts in the last 7 days.

Usiamo i cookie per assicurarti la migliore esperienza di navigazione nel nostro sito web.
Ok