IL BIANCO E IL ROSSO di Emanuele Porcelluzzi

PUZZA DI BRUCIATO IN CASA PD?

10 giugno 2015 · Nessun commento

Il Pd regala la presidenza della Liguria a Toti, che con Salvini rincorre i “malcapitati” immigrati. Finito l’idillio tra Berlusconi e Renzi? La destra italiana sogna il successo di Marie Lepen?
Affermare che l’epidermide del premier, Matteo Renzi abbia subito qualche scottatura a causa delle ultime elezioni regionali e che ciò sia accaduto per aver stretto il patto del Nazareno con Berlusconi, ormai avviato sul viale del tramonto, appare cosa anche plausibile. Renzi, presumibilmente, deve averlo attratto nella sua sfera, scegliendo strategie molto gradite dall’ex Cavaliere e così Matteo Renzi si è fatto del male con il Jobs Act, con la feroce lotta ingaggiata con la Cgil e, per finire, con la Buona Scuola, facendo incavolare la classe docente, i genitori e gli studenti. Il Renzi nazionale non si è accorto e non ha pensato che il consenso ora viene dato a chi ha una certa forza contrattuale ma, soprattutto, a chi esalta l’antisistema. Ciò che ha sorpreso Renzi è la circostanza di non aver calamitato gli elettori del centrodestra, che stimava di avere già dalla sua parte. In sintesi è avvenuto che le scelte di destra sono sono state castigate dagli elettori di sinistra e non premiate dagli elettori di destra e, per di più, le forze di centrodestra, per il fatto essere divise tra loro, sono andate, quasi a braccetto, con il movimento 5 Stelle conducendo una politica ostile nei confronti dell’Ue, ormai ritenuta, a ragione, responsabile delle difficilissime condizioni economiche del Belpaese, non risparmiando quei poveri e disgraziati migranti, che sono, pure, indicati come concause dei seri malanni italici, dimenticando,come sempre, che l’Occidente li ha schiavizzati, spogliati di ogni bene e indotti a digiunare per sempre. Matteo Renzi è finito per terra con il suo progetto del partito-nazione non perché difetti di bravura, ma a  causa delle  tante difficoltà che ostacolano l’arduo compito di governare il Belpaese. assillato, purtroppo, da problemi non facilmente risolvibili. La destra italiana e le destre di altri Paesi fremono perché avvertono che si stanno maturando, in loro favore, le condizioni  propizie per tornare a vincere, approfittando dell’enorme disagio, sorto tra i cittadini a motivo della riduzione del welfare e dell’aumento della disoccupazione: pass-partout per consentire alle destre di andare al governo.  Il presidente dell’esecutivo italiano si è comportato, come gli altri suoi precedenti colleghi, aderendo ai desiderata di Bruxelles, comportandosi come uno studente diligente e a casa facendo i compiti, assegnatigli dalla Troika e dall’Eurogruppo. Il suo ministro dell’Economia assume un atteggiamento ossequioso nei confronti di quelli che contano nell’Ue, non avvedendosi entrambi che le stalle vanno a fuoco, prestando, forse, eccessiva fiducia a un servo poco attento o infedele. Toti, forse, sussurra all’ex Cavaliere che è meglio opporsi a Matteo Renzi anzi che collaborare con lo stesso, e in Liguria, l’ultimo delfino di Berlusconi, in ordine cronologico, è risultato ” il terzo che gode tra i due litiganti “. Tanto è vero che Toti diviene presidente della regione ligure mentre Paida e Pastorino, entrambi del Pd ma, con liste diverse per divergenze interne, costretti, alla fine, a rinunciare alle velleità presidenziali.
Emanuele Porcelluzzi

Categorie: Politica

% commenti sino ad ora ↓

  • Non vi sono commenti sino a questo momento...Dai il via compilando il modulo sottostante.

Devi essere autenticato per inviare un commento.

Bad Behavior has blocked 167 access attempts in the last 7 days.

Usiamo i cookie per assicurarti la migliore esperienza di navigazione nel nostro sito web.
Ok