IL BIANCO E IL ROSSO di Emanuele Porcelluzzi

GOVERNANCE, ADDIO?

6 giugno 2015 · Nessun commento

La grande trasformazione del capitalismo sfocia in una crisi permanente. La globalizzazione liberista e’ accentuata dalla crisi. Crescono il populismo e il nazionalismo.
La parola governance perde terreno durante la crisi, a cominciare dall’articolazione dei poteri e delle sedi negoziali, del folto numero degli interlocutori, coinvolti nei processi decisionali, in posizione conflittuale al verticalismo e al centralismo del governo del Belpaese. Accade che tale processo è ora completamente invertito, perché si aboliscono le province, si diminuisce la capacità di azione delle regioni e si accorpano i municipi e tutto questo viene sottoposto a un  asfissiante controllo non più dal basso ma dall’alto. Dove è possibile, si abolisce, si accorpa e si concentra e dove non si può si istituiscono agenzie centralistiche di valutazione e di controllo mercé le quali una burocrazia tecnocratica detta regole e pronuncia sentenze, che costano posti di lavoro, diritti e servizi per servire la causa dei dominanti mercati. La governance è anche l’intreccio tra pubblico e privato non più antagonista, competitivo e separato, tanto è vero che gli imprenditori sono invitati a mettere piede nell’Università e a farla a loro immagine e somiglianza, a impiegare il  pragmatismo del “privato” nella gestione dei servizi pubblici come i trasporti, lo smaltimento dei rifiuti e la gestione delle reti idriche. I risultati, purtroppo, non sono per niente esaltanti, perché basta volgere lo sguardo verso la scuola, l’Università, il sistema sanitario, i redditi e i diritti per accorgersi delle stato precario, in cui tutto ciò versa.  A segnare il destino della governance subnazionale, è stata quella sovranazionale ovvero l’Europa, dotatasi di una governance di natura, eminentemente, finanziaria, il cui interlocutore è la rendita e la cui missione consiste nel conservare e nel riprodurre gli attuali rapporti di forza tra gli Stati dell’Ue. Emerge, in questo contesto, la richiesta tedesca di istituire un super commissario con il potere di promuovere o di bocciare i bilanci nazionali, che si muova nella direzione di una governance piuttosto simile a un governo tecnico, che funga, però, da governo politico delle oligarchie. Gli elevatissimi costi sociali, piombati sulle terga dei cittadini dell’Europa meridionale, danno vigore e spazio ai populismi e ai nazionalismi, che tentano, in tutti i modi, di occuparlo. Solo, le forze politiche europeiste, potrebbero, forse, riuscire a ostacolare l’aristocrazia del denaro, di cui si scorge appena qualche debole tentativo.
Emanuele Porcelluzzi

Categorie: Cultura

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