IL BIANCO E IL ROSSO di Emanuele Porcelluzzi

L’IN…DISCIPLINA PARLAMENTARE E’ UNO STRUMENTO DEL DIBATTITO

15 aprile 2015 · Nessun commento

L’esuberante M5S finito sotto i fulmini, questa volta non del giudice sportivo. Il Parlamento è il tempio della democrazia. Nei luoghi costituzionali, nessuna voce deve essere messa a tacere.

Il M5S è, particolarmente, attivo nelle aule parlamentari per il suo accanito ostruzionismo, divenuto il viatico quotidiano della loro politica. I deputati e i senatori si cimentano in un’attività, basata su grida e attacchi verbali e, quando si scaldano più di tanto, rischiano di “prenderle” anche se in maniere non molto eleganti e non consone a dei luoghi istituzionali. Tanto è vero che dai mass-media è registrata, con dovizia di particolari, la teatralità del gesto ostruzionistico piuttosto che il provvedimento, oggetto di impetuose operazioni tese a contrastarlo. L’oppositore d’aula, ormai un personaggio di primo piano, attende l’occasione per poter mostrare ai fotografi i cartelli, su cui, in maniera concisa, cerca di comunicare l’oggetto della protesta, ed è, in buona sostanza, lo spazio lasciato alle opposizioni dal governo e dalla maggioranza. Da qualche tempo, è, però, rimasto loro solo la facoltà di urlare e di agitarsi, perché i regolamenti parlamentari hanno cominciato a ostacolare ogni tipo di comportamenti ostruzionistici. I limiti rigidi, imposti ai tempi concessi per parlare, creano risse e fanno ricordare con tanta nostalgia un passato non lontano, in cui si bloccava la maggioranza con maratone oratorie senza leggere fogli vergati e senza interrompersi. Le riforme del regolamento e della Costituzione, che vengono proposte sono tese a realizzare la subordinazione del Parlamento all’Esecutivo e a ottenere la facoltà di imporre alla probabile e superstite aula parlamentare di votare le leggi entro una data certa. Poi, il ricorso, quasi quotidiano alla questione di fiducia, incentiva lo strumento per rendere caduchi gli ordini del giorno. Adesso le tagliole, i canguri e le sedute fiume sono utilizzati per smontare le regole del dibattito parlamentare senza che suscitino l’indignazione pubblica, riservata al popolo degli ostruzionisti. Nel momento in cui, i pentastellati sono stati denunciati per atti di ostruzionismo parlamentare alla Procura della Repubblica di Roma da alcuni senatori, appartenenti a uno spazio politico tra Fi e Pd, tranne Sel, hanno cominciato a riflettere sull’eccessiva fiducia, riposta nei giudici, che, presumibilmente, hanno condiviso l’opinione di presunti senatori garantisti, affrettatisi a rimettere in attività di servizio reati, come l’attentato agli organi costituzionali, proponendosi, purtroppo, il fine, non squisitamente democratico, di mettere sotto pressione e scacco l’attività parlamentare: il pilastro fondamentale di una società civile, giusta ed egualitaria.
Emanuele Porcelluzzi

Categorie: Attualità · Politica

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