IL BIANCO E IL ROSSO di Emanuele Porcelluzzi

LA CORRUZIONE, UN “VIZIETTO” ITALICO DA PRIMATO

15 aprile 2015 · Nessun commento

Nella corruzione esiste la complicità tra corruttore e corrotto. La politica e frange del paese convivono con l’odioso reato. Pene alte, ma l’antidoto è l’onesta’ dei cittadini e della politica.

L’Italia, di oggi, è in grosse difficoltà nella lotta contro la corruzione, anche perché, secondo il costume del Belpaese, la corruzione viene additata come un piccolo peccato da smacchiare nel confessionale piuttosto che in un reclusorio. Combatterla, tra l’altro, non è cosa semplicissima, per il fatto che è un reato, in cui il carnefice e la vittima ovvero il corruttore e il corrotto sono interessati a stendere una cortina di silenzio sull’attività delittuosa. Viene suggerito da più parti di intervenire con la prevenzione e di acquisire, nel contempo, la consapevolezza che la corruzione è un costo, anche se è difficile quantificarlo,  ma trattasi, comunque, di vari miliardi di euro, sottratti al bene comune.  La prevenzione, stranamente, viene messa da parte, preferendo dare spazio alle sanzioni penali, ritenute cure efficaci per la cagionevole salute “morale” dei parlamentari, per fortuna non tutti sono ammorbati da questo male oscuro. Nel calderone della corruzione, i protagonisti sono i partiti, che imbarcano, sulla propria nave, chiunque vanti o abbia a disposizione il solito pacchetto di voti; i funzionari che preparano e firmano le documentazioni necessarie in cambio di un favore o di denaro; il rapporto, non troppo trasparente, tra politica, amministrazione e cittadini; l’impresa è sempre quasi presente in tali circostanze, su cui vigila il politico potente e l’omertà di tanti che sanno o nutrono fondati sospetti ma che preferiscono porre la testa sotto la sabbia come lo struzzo. E’ però anche vero che della corruzione è difficile fornire la prova, perché spesso richiede di mettere a nudo situazioni ben celate e in tali circostanze si ravvisa la ritrosia della politica a motivo del fatto che vi sono corpose frange del paese che convivono, senza problemi, con la corruzione. Bisogna ricorrere a strumenti validi sul piano della responsabilità politica, cercando di rianimare le assemblee elettive regionali e locali, ora presidiate da una classe politica, attenta solo a tutelare il proprio consenso. Accade che le proposte, portate avanti dall’Esecutivo di Matteo Renzi, riducono la rappresentatività e concentrano il potere nelle mani di pochi, per cui non è un caso che il Belpaese sia ora in fondo alle classifiche internazionali sulla corruzione. E’ molto importante che, dalle Alpi a Trapani, non si diffonda l’opinione che, tutto sommato, la corruzione è fisiologica, perché se è vero che il deus ex machina può solo intervenire in pochi casi, è anche vero che la corruzione deve essere sconfitta con l’antidoto, contenente l’onesta’ e la buona politica.

Emanuele Porcelluzzi

Categorie: Attualità · Politica · Società

% commenti sino ad ora ↓

  • Non vi sono commenti sino a questo momento...Dai il via compilando il modulo sottostante.

Devi essere autenticato per inviare un commento.

Bad Behavior has blocked 167 access attempts in the last 7 days.

Usiamo i cookie per assicurarti la migliore esperienza di navigazione nel nostro sito web.
Ok