IL BIANCO E IL ROSSO di Emanuele Porcelluzzi

IL RENZISMO, DOVE VA?

15 aprile 2015 · Nessun commento

Una nuova destra, dalla messa in liquidazione della sinistra? Renzi, forse il Cavaliere errante della destra. La rappresentanza politica del lavoro passa al sindacato o alla superstite sinistra?

E’ l’interrogativo che si pone ora l’elettorato italiano e fa il paio col dilemma culturale del ” Carneade, chi era costui?”, un filosofo greco antico, su cui “ruminava” tra se’ don Abbondio, uno dei personaggi manzoniani di primo piano del romanzo “I Promessi sposi”. Tornando al renzismo si può azzardare l’ipotesi che esso sia un nascente fenomeno di destra con la maschera carnascialesca di centro-sinistra. Se tale ipotesi fosse rispondente al vero, dovremmo argomentarla prima e provarla poi, ai fini dell’imputazione della responsabilità di tutto ciò a coloro, che hanno guidato il cambiamento genetico del Pci, trasformato in Pds, poi in Ds e, alla fine del percorso,in Pd. Il che non è stato compreso dall’elettorato  cosiddetto progressista, che rimane nella convinzione di essere sempre di sinistra e che la sua espressione di voto ha anche una valenza di sinistra. Matteo Renzi, dopo un esordio quasi in sordina, passa, in maniera fulminea, a occupare Palazzo Chigi; poi, su una riforma costituzionale, prende forma il suo progetto di accentrare nel governo anche il potere legislativo e di trasformare, senza rendersene conto, il Parlamento della Repubblica in uno avente analogie, appartenute a un periodo storico, caduto in disgrazia. Il governo, guidato da Matteo Renzi, subito si segnala per il trattamento giuridico, parecchio discutibile, riservato ai diritti e alle condizioni di vita e di lavoro di milioni di prestatori d’opera italiani, per i tagli lineari al welfare, per lo scontro frontale con i sindacati, per il patto del Nazareno, per l’eccessiva contiguità con la Confindustria e per la cancellazione del Senato elettivo. E’ strano che Renzi trovi sul suo cammino solo fragili impedimenti, mentre, nel popolo di sinistra, e’ fioco l’intento di dargli battaglia per difendere la Costituzione e per tutelare quel minimo di giustizia sociale, che è divenuta, nel Belpaese, una drammatica emergenza. Stupisce più di tanto che il divieto di apparentamento e il super premio assegnato al partito di maggioranza relativa non siano messi in discussione. Gli oppositori, dal canto loro, pensano che lo scontro non riguardi il loro partito bensì la loro fazione. La verità, purtroppo, è quella della messa in liquidazione della sinistra italiana iniziata un ventennio fa. In questi tempi è urgente che il mondo del lavoro non rimanga senza una rappresentanza politica, perché se si avrà l’onesta’ di riconoscerlo, sarà molto meglio per tutti. Renzi, comunque, potrebbe essere il presunto erede di una multiforme destra, clone di una democrazia incanutita.
Emanuele Porcelluzzi

Categorie: Attualità · Politica

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