IL BIANCO E IL ROSSO di Emanuele Porcelluzzi

ROTTURA TRA IL PAPA E IL MOVIMENTO DI COMUNIONE E LIBERAZIONE?

26 marzo 2015 · Nessun commento

Il Papa tuona che il centro della vita non è il carisma ma Gesù e la Chiesa. Il Pontefice ammonisce i ciellini perché non seguano il proprio metodo spirituale. Un movimento avviatosi verso il declino.

Papa Francesco nell’incontro con i militanti di Comunione e Liberazione, giunti a San Pietro da ogni parte del mondo, esorta i ciellini  a non essere auto-referenziali, a non fregiarsi dell’etichetta di Comunione e Liberazione e a non vantarsi dell’appartenenza a tale movimento ecclesiale: un vezzo censurabile e tipicamente italiano. Papa Bergoglio non vede di buon occhio i ciellini perché tendono a essere chiesa nella chiesa, apparendo settari e disinvolti sul piano politico e pervasi da un senso di superiorità rispetto ad ogni codice morale e, talvolta, a quello penale. Regnante Ruini a capo della CEI, il Movimento di Comunione e Liberazione vive un periodo brillante, costellato di incarichi, promozioni e sostegni di ogni sorta da parte della gerarchia, il che, purtroppo, coincide col vento che cambia non solo in Vaticano, ma anche nel pianeta politico italiano, ove Berlusconi, vicino alle gerarchie ecclesiastiche, sembra essersi incamminato sul viale del tramonto; poi, Formigoni, appare quasi un “anonimo lombardo” e fanno notizia e rumore quegli scandali, in cui sono finiti i componenti dell’organizzazione ecclesiale. Il problema principale di Comunione e Liberazione non è  il quadro politico mutato, ma, soprattutto, lo smarrimento della propria anima, l’incapacità di accattivarsi, con il proprio messaggio, le giovani generazioni, avviandosi,in tal maniera, verso un crepuscolo spirituale. Gli anni “70 datano la sua costituzione e il divenire ciellino significa remare controcorrente e porsi in direzione contraria avverso la società e la Chiesa, dominata da potenti organizzazioni, per cui si pretende anche coraggio dai militanti. Nel tempo si è smarrita la posizione originaria, compiendo qualche scivolone di troppo ovvero divenendo il sinonimo di una lobby politico-affarista di un centro di potere. Papa Francesco invita i ciellini a non porre il carisma di don Luigi Giussani al centro della loro vita, perché, in assenza del suo carisma, il movimento finisce per perdere la sua stella cometa, restando soltanto una comunità di uomini e di donne, legate dall’amicizia e dalla medesima frequentazione degli stessi luoghi. Letti, oggi, gli scritti di don Luigi Giussani cominciano ad apparire datati e, quindi, privi di quell’afflato, che consente al testo di sopravvivere all’usura del tempo, perché prodotti di un periodo temporale ed ecclesiale  ora distante dall’attuale e, in conseguenza, sempre più anacronistici col trascorrere degli anni. Papa Bergoglio, comunque, invita i ciellini a sciogliersi e a rientrare nei ranghi di Santa Madre Chiesa ed è spontanea la domanda se tale smobilitazione sia ormai prossima.
Emanuele  Porcelluzzi

Categorie: Attualità · Cultura · Società

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