IL BIANCO E IL ROSSO di Emanuele Porcelluzzi

L’ARGENTINO BERGOGLIO, IL PAPA DELLA MISERICORDIA

26 marzo 2015 · Nessun commento

Una vecchia Chiesa e una vecchia Europa destinate a un declino? Bergoglio, italiano dentro e argentino per nascita pone la misericordia al centro della cattolicità. L’omosessualità e’ un serio problema per i cattolici, già risolto dai protestanti.

Papa Francesco, di origine italiana, annuncia un anno dedicato alla misericordia, che, in fondo, costituisce l’elemento basilare della sua immediata e straordinaria popolarità. Bergoglio capisce, con immediatezza, che il percorso intrapreso dai suoi predecessori rischia di condurre la Chiesa Cattolica con i suoi dinieghi a divenire la più invisa delle istituzioni religiose. Perché in un mondo dominato dall’incertezza e dall’angoscia, la Chiesa, pur offrendosi, come l’unico luogo certo, resta, però, aggiornata solo nelle tecniche dei processi comunicativi, assumendo, alla fin fine, la funzione di pilastro culturale, autoritario e severo. Tanto è vero che il Papa pone al centro del cattolicesimo l’empito misericordioso, il raggiungimento delle periferie, l’abbandono delle retrovie e il dialogo con coloro che sono lontani. Francesco comprende che il mondo è cambiato, divenendo, purtroppo, autoritario e inflessibile, fondato sul dolore della colpa, su cui la Chiesa ha insistito per secoli e che ora ha concluso il suo ciclo storico. L’umanità, d’oggi, rigetta il giudizio morale, che si trasforma in una sorta di boomerang, nel momento in cui la Chiesa viene colta in fallo. Bergoglio, senza indugi, muta la rotta e decide di andare incontro alle sofferenze degli uomini, di aprire sterminati ospedali da campo, dove curare gli afflitti e i bisognosi: chiunque essi siano con l’umiltà della Chiesa povera e per i poveri. La Chiesa, in questa nuova fase, teme di aggiornarsi in maniera superficiale e, quindi, di tornare indietro, appena Papa Francesco scompaia, per un qualsivoglia motivo, dalla scena. Per impedire che ciò accada non è sufficiente la misericordia, bensì occorrono riforme teologiche e istituzionali, che stabiliscano un mutamento profondo della struttura della Chiesa e della sua dottrina: quella dottrina, a cui i conservatori ossia gli oppositori di Francesco fanno appello, perché il Papa, non intenzionato a fare radicali trasformazioni, non si limiti, poi, a intervenire solo sugli aspetti pastorali.  Un esempio è la questione dell’omosessualità, poiché un conto è l’approccio misericordioso che preme, senza cambiare alcunché delle norme, per una soluzione pastorale  con qualche percorso, costruito, appositamente, per gli omosessuali  cattolici; però è altra cosa rimuovere i pregiudizi e il giudizio dottrinale sull’omosessualità per avvicinarsi alle posizioni molto progressiste dei protestanti. E’indubbio che la seconda soluzione, quella progressista, genererebbe risultati storici ed epocali, difficilmente ribaltabili nell’era dopo Bergoglio.
Emanuele Porcelluzzi

Categorie: Cultura · Politica

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