IL BIANCO E IL ROSSO di Emanuele Porcelluzzi

IL PRAGMATISMO DI TSIPRAS, LA ROTTA GIUSTA PER SALVASI DALLA TEMPESTA ECONOMICA?

26 marzo 2015 · Nessun commento

L’intesa, tra Grecia e Ue, nascerà dopo uno schiaffo e una carezza? Il governo greco intende onorare i propri impegni senza il cappio dell’austerità. VaroufaKis portatore di una politica equilibrata sia sul piano politico sia su quello economico-sociale.

Il governo greco è a un bivio: continuare a prendere soldi  dall’Ue, schivando le regole dell’austerità oppure ridurre il debito senza uscire dall’euro. Nel 2010, l’esecutivo greco firma un accordo con le istituzioni europee per ottenere fondi in cambio di misure finanziarie e riduzioni salariali, finalizzate a portare in attivo il bilancio pubblico greco e a ridurre i costi di produzione delle imprese elleniche. L’accordo consente alla Grecia di ricevere dall’Ue e dal Fondo Monetario Internazionale 254 miliardi di euro e di questi solo il 10% è utilizzato dal governo ellenico per le spese interne mentre il rimanente finisce nei caveau delle banche e nelle tasche dei creditori. In buona sostanza, il governo greco svolge il ruolo di passamano del denaro ricevuto con due risultati, purtroppo negativi: il massacro sociale e il cambio dei propri creditori, perché l’85% del debito pubblico ellenico annovera come creditori istituzioni pubbliche europee. L’accordo stilato, nel 2010, prevede l’esborso delle somme pattuite non in un’unica soluzione, ma in più rate sempre che siano mantenuti gli impegni da parte della Grecia. Dopo il superamento di ogni verifica, si procede al rinnovo dell’accordo, contemplante l’importo da elargire e la data di scadenza. Di tutti i soldi pattuiti, rimangono solo un paio di miliardi e, ora, la decisione che deve assumere il nuovo governo greco consiste o nel rinunciare ai soldi oppure di averli, essendo a conoscenza che l’Ue al nulla replica con il nulla. Il premier Alexis Tsipras non si scompone più di tanto e sfida l’Ue col chiedere i due miliardi rimasti, senza piegarsi alle regole di austerità, che, in un passato non molto lontano, scattavano in maniera inesorabile. Il ministro delle finanze ellenico, VaroufaKis viaggia per l’Europa e alla fine di febbraio di quest’anno illustra, per iscritto, la proposta di impegni, di cui l’esecutivo greco è disponibile ad accollarseli fino al 30 giugno 2015, ai fini di ottenere l’ultima quota. Il documento è apprezzabile per il suo senso di equilibrio, efficace per non inimicarsi i partner europei. VaroufaKis, ancora lui, adopera un linguaggio gradito ai neoliberisti, bilanciandolo con quello di migliorare il gettito fiscale secondo la progressività del  reddito, di insistere nella lotta all’evasione e di ridurre gli sprechi senza porre in difficoltà l’erogazione dei servizi essenziali per la popolazione. Fermezza di obiettivi ed elasticità di strategie sono la vera di…sfida di ogni avventura politica. Ultim’ora, i Greci entrarono nella città di Troia con un cavallo di legno, e che, ora, non si accingano a fare il bis con l’Ue?

Emanuele Porcelluzzi

Categorie: Politica

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