IL BIANCO E IL ROSSO di Emanuele Porcelluzzi

MARZIANI, IN EUROPA, NON C’È POSTO PER VOI

25 febbraio 2015 · Nessun commento

La tesi politica della popolazione superflua e gli eterei alberghi a 5 stelle. I profughi sono i senza- nazione. La terra promessa è il Paese che li accoglie.
L’abuso della parola “rigetto”, in Europa, sta condizionando la politica di accoglienza dei profughi, protesi alla ricerca di una via di salvezza nei paesi europei: meta strategica e geografica per costoro. E’ stupefacente la ricorrente frase che il salvarli con Mare Nostrum costa troppo e che l’Europa non può permetterselo, per cui, al massimo, può bastare il Triton, che persegue, tutto sommato, lo scopo del respingimento, non sottraendosi all’impegno di salvare quelle vite umane che, a stento, riescono a sottrarre all’infido mare mentre altri compagni di traversata finiscono sui profondi fondali del Mediterraneo, trovando ivi la pace eterna, negata loro nei paesi di provenienza perché bombardati, senza tregua, dai loro nemici e dai cosiddetti portatori di pace. Forse non si riesce a comprendere che questa umanità dolente, pur conoscendo la sorte atroce che li attende, provano e proveranno ad approdare sulle coste italiane. L’interrogativo che vien posto è quello che, salvandoli, ce li ritroviamo nelle nostre città, nelle fabbriche abbandonate dai lavoratori, sotto i viadotti o negli scantinati inabitabili. Non manca la vocina preoccupata dal non “possiamo consentircelo più”e, a questo punto, spunta la cosiddetta popolazione superflua, di cui se ne serve il simpaticissimo Matteo Salvini, durante il suo tour nella Terronia, ripetendo ai quattro venti e a iosa il mantra che pesano sui nostri conti senza che contribuiscano a sostenerli. Accade che quei disperati lavorino come tanti “zio Tom” nei campi, nei cantieri o nelle cucine dei ristoranti, privi di ogni tutela in materia sociale e di sicurezza sul lavoro, solo per qualche euro. Ma sconvolge, sul piano umano, il fatto che, secondo alcuni, questi disperati turbino il decoro delle città, delle strade e dei paesi e, poi, disfarsi di costoro non è facile perché i loro Paesi sono ora completamente distrutti dalle guerre ove, tra l’altro, conducevano una vita abbastanza grama, per cui una buona moltitudine di loro sono “senza nazione”, e cercheranno di entrare, a ogni costo, in Europa. In assenza di un’accoglienza più che decente non rimane altro che firmare trattati antiumanitari di respingimento, campi di internamento permanente, muri, reti e steccati alti più di 5 metri. Con la sostituzione di Mare Nostrum con Triton, abilitato alla vigilanza delle coste, il passo per nuove tragedie è breve.
Emanuele Porcelluzzi

Categorie: Attualità · Cultura · Politica · Società

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