IL BIANCO E IL ROSSO di Emanuele Porcelluzzi

“LE BARUFFE PUGLIESI” DI SCENA NEL TEATRO DI FORZA ITALIA

25 febbraio 2015 · Nessun commento

Fitto non molla. Tra Romani e Brunetta non corre buon sangue. Un partito frastornato e litigioso.
La rivolta, in Puglia, condotta da Raffaele Fitto, allevato in contesti democristiani-doc, ha posto in difficoltà Berlusconi, che pensava di disfarsene, tramite il commissariamento degli organi partitici regionali e provinciali, dimostratisi fedeli centurioni, tanto è vero che si sono dimessi in massa. E’ andato a vuoto il progetto, cullato da Re Silvio, di accompagnare Raffaele Fitto alla porta, e il leader pugliese ha ribadito, ancora una volta, di voler rimanere in Forza Italia con i suoi ribelli e di non aver alcuna intenzione di dare vita a una nuova formazione. L’ex Cavaliere, in verità, pur avendo preso cognizione delle faide esistenti all’interno del suo schieramento, non sa che pesci prendere e coloro che gli stanno attorno, abituati a prendere ordini da lui, sono a corto di idee, per cui potrebbe, anche, realizzarsi il ricongiungimento di Berlusconi  con l’ex socio Renzi, che avrebbe, forse, rinviato l’approvazione della legge elettorale, convinto di poter riportare in auge il patto del Nazareno dopo le regionali. Si sussurra, negli ambienti politici, che il Silvio nazionale sia, presumibilmente, arrivato all’ultimo giro di boa e che si è, tutto sommato, indotti a pensare che Berlusconi ora cerchi di tenere aperte tutte le possibili vie di fuga. Vista la tenacia dei ribelli fittiniani, non è peregrina l’idea di Berlusconi di abbandonare Forza Italia e di creare un’altra aggregazione politica, ove i disobbedienti non troverebbero asilo. Per le regionali, le previsioni non sono rosee perché è saltato l’accordo con Matteo Salvini, promosso dall’ex Cavaliere a punta centrale del suo quintetto offensivo elettorale, perché giudicato capace di gonfiare di consensi le porte degli avversari politici: progetto naufragato nell’oblio.  I problemi veri, che annuncerebbero la presumibile catastrofe dell’ex onnipotente, giungono dall’inchiesta Ruby- ter, avente ad oggetto la corruzione del testimoni nel processo Ruby, i cui inquirenti, durante le indagini, sarebbero riusciti a raccogliere elementi probatori sui compensi incassati dalle olgettine ai fini di osservare comportamenti improntati alla massima riservatezza. Un suo eventuale rinvio a giudizio potrebbe, presumibilmente, influire sulla decisione della Cassazione in relazione alla convalida dell’assoluzione di Berlusconi nel processo Ruby. Con un partito in rotta per le lotte intestine, per la difficoltà di risuscitare alleanze propiziatrici delle sue fortune, per la défaillance del Nazareno e per il timore di una nuova condanna, forse, ora, comincia a delinearsi l’avvio del suo tramonto anche se l’ex Cavaliere, dato per finito è sempre risorto. Accadrà anche questa volta?
Emanuele Porcelluzzi

Categorie: Attualità · Cultura · Politica · Società

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