IL BIANCO E IL ROSSO di Emanuele Porcelluzzi

LA QUESTIONE E’ GRECA O TEDESCA?

25 febbraio 2015 · Nessun commento

Buona, la “prima” di Tsipras. La Merkel apre la strada per un possibile accordo. Il fardello greco dei conti segreti in Svizzera.
Appare chiaro che la questione greca richiama l’attenzione sulle relazioni, intercorrenti tra l’economia e la politica, il che non è dovuto all’egemonia assunta dal neoliberismo ma è ascrivibile alla minore capacità della politica di fare la sua parte. Tra le cause della crisi, in Europa, c’è il disegno politico della Germania di estendere, a livello continentale, il suo tradizionale modello di crescita, guidato dall’austerità interna e dalle esportazioni che, nei due passati decenni, ha accentuato il perseguimento della competitività di prezzo, del contenimento dei salari, dei bassi consumi interni e dell’avanzo commerciale. Quel modello è miope perché peggiora l’iniquità e le divisioni sociali, tanto è vero che Atene ha opportunamente denunciato agli altri Paesi dell’Ue gli aspetti perversi e controproducenti delle condizioni imposte alla Grecia per il suo salvataggio nella prima crisi, evidenziando l’intrusione della Troika, che,certamente, non risulta essere un organismo dell’Ue. Il debutto di Tsipras, sulla scena dell’Unione Europea, è stato accolto con un saluto, meno freddo del previsto da parte della Merkel. Durante il breve incontro, le parti hanno dichiarato l’intenzione di lavorare bene assieme e di poter trovare la soluzione pur in presenza di difficoltà. Sotto gli auspici del francese Hollande, si è convenuto di trovare una forma linguistica, che consenta alle parti di non sfigurare, dopo aver individuato dei punti di convergenza tra il programma attuale e le nuove proposte greche. L’Eurogruppo trova l’espressione, abbastanza fuori dell’ordinario, di “arrangiamenti contrattuali” per la Grecia, approvata dalla Germania mentre Veroufakis non ottiene il via libera da Tsipras. La solidarietà, nella vecchia Europa, e’ merce, purtroppo, rara perché lo spagnolo Rajoy, che teme la concorrenza di Podemos, assieme ai premier del Portogallo e dell’Irlanda, è tra i più decisi a opporsi ai “cosiddetti regali” da destinare alla tartassata e malconcia Grecia. I negoziati, comunque, procedono per uscire dalla difficile situazione ed evitare qualche defezione tra le file dell’Ue, tant’è che il presidente dell’Eurogruppo incontra Tsipras e gli chiede un po’ di tempo per trovare la formula giusta che stia tra l’estensione del memorandum, voluto dall’Ue e il programma-ponte di sei mesi per arrivare a un nuovo contratto, proposto dalla Grecia. La Bce, nel frattempo, diviene meno arcigna e aumenta a favore di Atene la liquidità di emergenza di 5 miliardi e, quindi, per Veroufakis, il ministro delle finanze ellenico, si profila un soddisfacente accordo. Pare che la parola Troika sarà cancellata per tornare come reliquia nel passato dell’Ue e la questione greca o tedesca rimane un lascito per l’ingegneria finanziaria.
Emanuele Porcelluzzi

Categorie: Attualità · Cultura · Politica · Società

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