IL BIANCO E IL ROSSO di Emanuele Porcelluzzi

IL GIUDAISMO MUSCOLARE

25 febbraio 2015 · Nessun commento

Dal giudaismo muscolare alle leggi razziali, l’inferno e’ prenotato. Max Nordau progetta il movimento sportivo ebraico. La prima associazione sportiva ebraica è costituita a Istambul nel 1895.

Nel ‘1898, Max Nordau, nel congresso sionista svoltosi, a Basilea, evidenzia la necessità di creare società sportive, collegate al sionismo, per liberarsi dal gap che esiste tra gli ebrei e le popolazioni europee. Tra le società sportive ebree sorte in Germania, si distingue tra le altre, la “Barossa”, dedicata all’eroe di origine ebraica che si è opposto alle invasioni di Adriano al tempo dell’impero romano. L’Italia, rispetto agli altri paesi europei, accusa un certo ritardo nella costituzione delle società sportive ebraiche, perché, tra l’altro, non mancano, tra gli ebrei di casa nostra, dibattiti e riflessioni. Nel 1903, la rivista Sionista, che si stampa a Modena, reca un articolo di Max Nordau, con il titolo “Educazione fisica degli ebrei “, dove sono riassunti i punti, che giustificano l’importanza dello sport per gli ebrei. In Europa, il fiore all’occhiello del movimento sportivo ebraico è in Austria, esattamente a Vienna, la cui società di calcio, denominata Hakoah (Forza), vince, nel 1924, il campionato di calcio, e annovera, tra i suoi tifosi, lo scrittore Franz Kafka mentre l’Austria primeggia in Europa sul piano calcistico. Espressione di quel movimento sportivo sono i numerosi atleti ebrei che ottengono prestigiose vittorie alle olimpiadi di Stoccolma o durante i primi meeting internazionali. Ad azzerare il vasto movimento, nato all’insegna del giudaismo muscolare sono le leggi razziali e la feroce campagna di annientamento degli ebrei, avviata da Hitler, che non risparmia neppure gli atleti di fama internazionale. Poi decide che tutti gli sportivi ebrei siano espulsi dalle federazioni sportive tedesche e dispone, addirittura, il divieto di ingresso agli ebrei in ogni impianto sportivo, presente in Germania. 221 Campioni  ebrei di alto livello agonistico finiscono nei campi di concentramento e muoiono a seguito della shoah, mentre circa 60 mila atleti ebrei anche se di livello sportivo inferiore sono uccisi durante l’olocausto. Non sono risparmiati quegli atleti come Alfred Flatow, che vince, nel 1896, alla prima olimpiade moderna di Atene, 3 medaglie d’oro e una d’argento e la squadra femminile di ginnastica artistica olandese, le cui atlete di origine ebraica conquistano, alle olimpiadi di Stoccolma, nel 1928, l’oro. Purtroppo nel decennio, che intercorre tra il 1933 e il 1944, le leggi razziali e i campi di concentramento sterminano il movimento di sportivi ebrei tanto voluto in Europa da Max Nordau, composto di campioni famosi e atleti di livello medio, che,nelle condizioni subumane in cui sono costretti a vivere, riescono a conservare, con grande coraggio, la loro dignità di uomini.
Emanuele Porcelluzzi

Categorie: Attualità · Cultura · Politica · Società

% commenti sino ad ora ↓

  • Non vi sono commenti sino a questo momento...Dai il via compilando il modulo sottostante.

Devi essere autenticato per inviare un commento.

Bad Behavior has blocked 167 access attempts in the last 7 days.

Usiamo i cookie per assicurarti la migliore esperienza di navigazione nel nostro sito web.
Ok