IL BIANCO E IL ROSSO di Emanuele Porcelluzzi

I PARLAMENTI NAZIONALI E IL PARLAMENTO EUROPEO AI PIÈ DELLA BCE

25 febbraio 2015 · Nessun commento

Mario Draghi e Angela Merkel, figure  ”reali” nell’ambito dell’Ue. I parlamentari europei formano la loro corte e sono carenti del potere monetario e finanziario. Nelle mani della Bce, il potere politico sovranazionale europeo.
I poteri dell’Europa reale ovvero quelli finanziari e liberisti sono egemonizzati dalla Merkel, mentre la Bce di questi poteri ne è il solido architrave. E’, comunque, abbastanza insolito che il parlamento europeo non abbia alcuna influenza sulla Bce, che, tutto sommato, è un organo tecnico, a cui i Trattati dell’Unione hanno conferito la responsabilità della politica monetaria. Tutto ciò avviene perché è stato deciso che la politica monetaria e finanziaria non sono una funzione sovrana dei poteri pubblici nazionali ed europei ma che rientra nei compiti di soggetti privati, addirittura, indipendenti dalle istituzioni pubbliche. La Bce è la padrona di casa del sistema europeo di banche centrali, di cui fanno parte, oltre la Bce, le banche centrali nazionali degli Stati che hanno aderito all’euro, e il suo onere principale è quello di provvedere alla politica monetaria  e al mantenimento della stabilità dei prezzi, divenuto l’ossessivo imperativo dei paesi occidentali. Tale problema è originato dal fatto che l’ art. 130 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione europea stabilisce il principio della totale indipendenza politica della Bce, creando, però, una situazione giuridica, istituzionale e politica, parecchio anomala. Accade, purtroppo, che la Bce è l’unica banca centrale nel globo terraqueo a essere politicamente indipendente da ogni altra autorità, per cui l’utilizzo dell’euro avviene contravvenendo alle tesi costituzionali politiche, che ritengono la moneta un’esplicazione del potere sovrano di uno Stato. La Bce non si propone il compito di dare fiducia ai parlamenti nazionali, al parlamento europeo e di salvaguardare i diritti umani e sociali dei cittadini stessi ma di seguire i mercati finanziari, le banche e gli agenti finanziari speculatori e tutto ciò avviene perché la Bce e’ detentrice, in solitudine, del potere politico sovranazionale europeo. E’ strano ma vero che il potere della Bce interviene anche sul tasso di sconto della moneta, tanto è vero che, da anni, questa funzione non appartiene più alle banche centrali ma alle banche, in fondo, soggetti privati nella grande maggioranza. Urge abolire l’esistente dissociazione tra politica ed economia, cancellando il primato dell’economia sulla politica mercé un processo costituente europeo, promosso dal parlamento europeo: l’istituzione più che legittima per portarlo a compimento, ai fini di demolire il potere speculativo e “irrituale” dei mercati finanziari, perché la finanza e la moneta, in Europa, si pongano al servizio della giustizia e della solidarietà sociale. E’ auspicabile, allora, che il greco Tsipras non rimanga solo a perorare la giustizia sociale, incarnando l’immaginifico personaggio del cavaliere solitario.
Emanuele Porcelluzzi

Categorie: Attualità · Cultura · Politica · Società

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