IL BIANCO E IL ROSSO di Emanuele Porcelluzzi

LARGO AI TRASFORMISTI NEL NUOVO “ITALICUM”?

6 febbraio 2015 · Nessun commento

Alle coalizioni piglia tutti della legge Calderoli, subentra l’Omnibus Italicum. L’esordio del partito-ombrello sotto cui tutti cercheranno di ripararsi. E’ una favola che il potere di riscatto scompaia come d’incanto.

E’ trionfale il suo passaggio dal Senato alla Camera dei deputati, ove nella fase di approvazione non teme di essere destinatario di inopportuni “pesci di aprile”, ideati da burloni in vena di scherzi. La discussione intorno all’Italicum è caratterizzata dalla convinzione che il nuovo sistema elettorale rafforzi la logica bipolare, conduca a un assetto bipartitico e, addirittura, elimini il potere di ricatto dei piccoli  partiti: un’affermazione piuttosto fantasiosa. La coalizione, dopo essere stata accompagnata alla porta, è sostituita dalla lista, che, secondo l’Italicum-bis, se risulta la più votata, evita il ballottaggio se ottiene il 40 % dei voti; poi, la soglia di sbarramento per le liste  passa dall’8 % al 3% dei voti validi su base nazionale. Queste regole potrebbero sollecitare uno scenario, in cui un partito pivot, con un potenziale di preferenze intorno al 35%, ai fini di evitare un rischioso ballottaggio sia indotto a contrattare, preventivamente, un accordo con i partiti, ma, soprattutto, con i gruppi e i notabili locali, che possono conferire quel numero di voti, necessario per raggiungere il 40% dei voti. Il potere di ricatto, comunque, non sparisce perché, in questa fase preliminare, l’oggetto del desiderio non può che identificarsi nell’essere posti in lista o in futuri incarichi di governo. Avviene che in luogo di coalizioni piglia tutti, come nella legge Calderoli, si avrà la lista con un gran numero di candidati, espressione non solo di piccoli partiti ma di potentati che, in maniera levantina, contrattano il loro sostegno. Il risultato di tutto ciò è un mega- gruppo di maggioranza, formalmente eletto sotto l’insegna di un partito ovvero di un partito-ombrello, che raccoglie le più svariate componenti: espressione, tutto sommato, del nuovo modello politico-aziendale, a cui si aggiunge la clausola delle candidature plurime, ben dieci. Nell’eventualità di un ballottaggio, in assenza degli apparentamenti non previsti, l’oggetto della trattativa diventa oscuro o segreto, per cui è facile che si creino le condizioni per cui il cosiddetto mercato delle vacche si svolga non solo in modo sotterraneo ma anche in forme pubbliche indecorose. Lo spettacolo che si presenterebbe è quello di un corpaccione con dinamiche trasformiste, in cui si contrappongono partiti medio-piccoli, minoranze alla deriva o destinate a essere ininfluenti e, quindi, disponibili  a trattare, prima, durante e dopo le elezioni, il loro posto al sole. Se è vero che non è in discussione la non proporzionalità di un sistema elettorale che può sempre produrre, però è anche vero che alla completa distorsione del processo politico elettorale consegue, inevitabilmente, lo scadimento della campagna elettorale e del dibattito politico, e, infine, l’inarrestabile aumento dell’astensionismo. Tutto ciò sembra che nasca dal pretendere che la sera stessa delle elezioni si possa proclamare un vincitore e aprire subito la mediazione politica ma, in realtà, si dà il via, grazie al rinnovato Italicum, a non ortodosse negoziazioni. Sarebbe cosa buona e giusta scegliere un normale sistema elettorale di democrazia parlamentare, senza incartarsi nei marchingegni elettorali del nuovo Italicum.
Emanuele Porcelluzzi

Categorie: Attualità · Cultura · Politica · Società

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