IL BIANCO E IL ROSSO di Emanuele Porcelluzzi

LA MANINA DI BERLUSCONI (QUESTA VOLTA) IN AIUTO DI RENZI

6 febbraio 2015 · Nessun commento

Il SOS di Renzi raccolto da Berlusconi. Renzi concederebbe  l’agibilità politica per sdebitarsi. All’ex Cavaliere spetta il nullaosta per il candidato al Colle.

In occasione del primo anniversario del patto del Nazareno, Matteo Renzi abbandona la sua diplomazia e la sua verbosità e passa, subito, a chiedere una mano a Silvio, che, forse, da tempo aspettava questo momento ovvero quello di vedere Matteo sedersi sulle sue ginocchia. Il “galeotto libro” di memoria dantesca è per Renzi la legge elettorale, che se cade anche una sola sua parte, rischia di andare in frantumi per la sua interezza. Il premier non indugia più di tanto e chiama subito il soccorso azzurro perché voti l’emendamento   Esposito: un atto che bastona la democrazia e scema il ruolo centrale del Parlamento. E’ d’uopo ricordare che l’aiuto chiesto da Renzi finisce per sbattere contro gli emendamenti di Fi, che rinuncia a proporre modifiche ai fini di rendere meno difficoltoso il cammino del premier Renzi. Ciò è contro ogni logica ma nella “piccola Italia” viene accettata da Berlusconi, per cui è facile supporre che la generosità dell’ex Cavaliere sarà premiata in cambio di “qualcosa”, rimasta, al momento, avvolta dal mistero. Quanto è avvenuto ha provocato fermento tra i senatori azzurri e alla successiva riunione non partecipa Berlusconi, che affida l’incarico di presiederla a Romani. I 18 ribelli azzurri votano contro l’emendamento Esposito e quello del democratico Gotor sulle preferenze. I due principali azionisti del patto del Nazareno, pur con i rispettivi partiti divisi, sono disposti a praticare azioni di forza, ad affrontare ogni frammentazione interna per tutelare la comune “creatura”. Si peccherebbe di ingenuità se non si pensasse a un Renzi non debitore nei confronti del sodale Silvio, tanto e’ vero che la vox populi parla di un’estinzione del debito, consistente nella concessione dell’agibilità politica, che per Berlusconi vale tantissimo. La questione del Colle, poi, sarà discussa nel prossimo incontro, in cui l’ex Cavaliere non può dettare legge, ma il suo assenso sarà necessario per chiunque vuole divenire inquilino del Quirinale. La candidatura di Casini, sponsorizzata da Alfano e Berlusconi, sembra che abbia pochissime chances  e tutt’altro discorso è quello relativo ad Amato, forse votato dalla minoranza del Pd e non da tutti perché potrebbero intervenire i fucilieri del voto segreto, che abbasserebbero il numero dei consensi. Amato, per di più, non è troppo gradito da Renzi per la sua accentuata autonomia. Della terna chi sta meglio è Mattarella, che incasserebbe voti dalla minoranza del Pd e forse dall’opposizione e se Silvio riesce ad inserirlo nella rosa, ci sarebbero per lui buone possibilità per spuntarla. Non è peregrina l’idea  che la partita del Colle sia disputata ad Arcore e non nella sede del Pd.
Emanuele Porcelluzzi

Categorie: Attualità

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