IL BIANCO E IL ROSSO di Emanuele Porcelluzzi

LA GRECIA SFIDA LA TROIKA

6 febbraio 2015 · Nessun commento

Nel ‘53, il debito tedesco da 38.8 miliardi passa a 14,5 miliardi di marchi. Il rimborso e’ affidato alla discrezionalità teutonica. Nell’Europa del Sud, milioni di europei soffrono a causa dell’austerità, imposta dai coalizzati del Nord Europa, che “stanno tutti bene”.

La vittoria di Tsipras deve infondere coraggio alla sinistra moderata e socialdemocratica, subalterna all’ideologia neoliberista nonché alla sinistra anti liberista, che deve discutere la politica monetaria dell’euro, prona alle compatibilità di bilancio e alla forsennata riduzione della spesa pubblica. Il premier Tsipras deve evidenziare che la Grecia è stata la prima cavia delle politiche di austerità, decise dalla Commissione Europea, per cui è aumentata la disoccupazione, cresciuta la povertà e caduta l’economia europea in una fase di stagnazione e di depressione. La Grecia simboleggia, purtroppo, il paradigma del fallimento delle politiche europee, gestite dalla Troika, in nome e per conto degli interessi dei mercati finanziari e delle banche, pronte a creare terremoti nelle borse per sconvolgere il vivere sociale degli Stati. Tsipras, con la sua formazione politica, denominata Syriza, rappresenta la visione di una diversa Europa, fondata sui diritti e il lavoro. La sinistra italiana dovrebbe abbandonare l’autolesionismo e l’autoreferenzialita’, evitando, anche, la manovra politica e l’identità settaria, badando, soprattutto, in concorso di Tsipras a rilanciare la prospettiva di un’Europa sociale e del lavoro. I falchetti, che volteggiano  tra Berlino e Bruxelles, non hanno le carte europeiste in regola e quando la rendita finanziaria e i poteri delle elites sentono allentarsi la presa sulle politiche europeiste, la loro fede nell’Ue vacilla. La vittoria di Syriza in Grecia è destinata a inquinare il braccio di ferro tra il governo di Tsipras e l’attuale governance europea. Bruxelles tiene a precisare che, nei confronti delle richieste greche, utilizzerà l’argomento che nessuna Europa è possibile in assenza della Troika. E’ pur vero che, nella campagna elettorale, Tsipras ha insistito sullo spirito europeista del suo progetto, ma ora, a causa dell’alleanza con la destra di Anel, molti a sinistra torcono il naso, per cui è importante compiere un forte gesto europeista. Oggi più di ieri, dopo aver vinto le elezioni, è necessario rilanciare la vertenza con Bruxelles. E’ strategico che Barcellona e Madrid sostengano il processo avviato da Atene ai fini di impedire che il popolo ellenico sia isolato e accerchiato. L’Italia, poi, si svegli e non si comporti da fellone alla vista di una massaia tedesca  ”armata” del solo matterello. Syriza, coalizione della Sinistra radicale, di cui Alexis Tsipras è il leader, propone una conferenza europea sul debito sul modello di quella, che si tenne a Londra il 27 febbraio del ‘53 e che consenti’ la ristrutturazione del debito tedesco di 21 creditori, tra cui l’Italia, che accettarono, senza batter ciglio,  la diminuzione del debito tedesco del 62,6 %,per cui il debito teutonico da 38,8 miliardi di marchi scese a 14,5 miliardi sempre di marchi. E’strano ma vero che la Repubblica Federale ottenne, tra l’altro, che la restituzione del debito avvenisse in coincidenza della capacità di poter rimborsare da parte della Germania. Per il momento, la proposta di Syriza sembra caduta nel vuoto ma solo il ministro delle finanze francese ha sussurrato il possibile alleggerimento del debito  greco. E” fuori da ogni buonsenso l’applicazione dell’adagio dei ponti d’oro al nemico che fugge, che ha messo, durante il secondo conflitto mondiale, a soqquadro mezzo pianeta e collaudato l’austerità nei confronti di chiunque capitava, per sua disgrazia, tra le loro grinfie.
Emanuele. Porcelluzzi

Categorie: Attualità · Cultura · Politica

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