IL BIANCO E IL ROSSO di Emanuele Porcelluzzi

LA GERMANIA SI RIFUGIA IN ANGOLO SOTTO IL PRESSING GRECO

6 febbraio 2015 · Nessun commento

Nella terra mitologica di Valchiria non si sopportano le contestazioni degli altri. La Germania e le sue idee affondano nella fase pragmatica. L’austerità pretesa dal Nord Europa ha ridotto i greci alla fame.

Un atteggiamento difensivo è stato assunto da parte delle classi dirigenti tedesche, degli esponenti del governo e della Banca centrale, e, contestualmente, nel paese teutonico ha cominciato a serpeggiare un risentimento contro gli attacchi, a cui ora i tedeschi sono esposti da parte delle capitali europee e persino da Bruxelles. Tanto è vero che il popolo germanico si sente costretto a rifugiarsi in calcio d’angolo, mentre i media germanici registrano, in questi giorni, sentimenti di delusione e di frustrazione tra la popolazione autoctona, merce’ una visione che vedrebbe ormai Berlino soccombente e i cittadini tedeschi costretti a pagare un prezzo alto per consentire all’Eurozona di andare avanti. Dimenticano, però, che se è vero che, nella grande Germania, i treni, orgoglio della loro identità nazionale, marciano in perfetto orario, è anche vero che i loro debiti di guerra sono finiti, per grazia ricevuta da 21 paesi, tra cui quelli dell’attuale Eurozona, sul binario morto. E’ da sottolineare che la vittoria, in Grecia, del partito antieuropeista indica che la Germania non abbia più alleati in Europa e, quindi, ne’ a Parigi, a Londra e Roma, per cui il governo tedesco appare, comunque, politicamente posto all’angolo dallo sviluppo degli eventi. In difficoltà si trovano il governo e le classi dirigenti germaniche e, in concomitanza, l’economia mostra più di qualche segno di debolezza, frutto, in parte, dei loro errori sia sul piano politico sia su quello economico. La lunga crisi dell’Eurozona sta a dimostrare che la Germania non è stata capace di affermarsi come il paese egemone dell”Europa, perché non è riuscita a organizzare, attorno a se’, il consenso anche grazie a qualche concessione o apertura a chi partecipa al sistema e ne’ tampoco si può costringere tutti a riprodurre, in maniera pedissequa, il modello economico e finanziario del paese dominante. E’ da sottolineare che i teutonici con un’economia, certamente, la più importante dell’Eurozona, si sono trovati, presumibilmente, a governare di fatto l’Europa senza che l’avessero auspicato mentre le sue classi dirigenti non erano all’altezza della situazione. L’ aver ridotto un paese, come la Grecia, in uno stato di indigenza, ne consegue che erano a corto di idee sul come procedere al governo dell’Eurozona, ridotta, ora, a un colabrodo per l’intransigente austerità. Il risultato dell’applicata politica tedesca ha prodotto la disoccupazione ellenica al 27% e quella giovanile oltre il 50% mentre il Pil risulta inferiore al  punto più alto prima della crisi. I greci rischiano, almeno per una generazione, di soffrire la fame e di non poter fruire dell’assistenza sanitaria pubblica per una decina di anni, a causa di un surplus primario di bilancio del 4,5%. Si deve anche comprendere che i cittadini di un paese, non in preda alla sindrome di Stoccolma, si astengano dal votare a favore di un loro impoverimento strutturale per salvare i beni dei loro creditori. La Germania, stante la sua incapacità di leadership, deve rimediare ai suoi errori e affrontare con lealtà e correttezza la questione greca.
Emanuele Porcelluzzi

Categorie: Attualità · Cultura · Politica

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