IL BIANCO E IL ROSSO di Emanuele Porcelluzzi

I 5 STELLE…STANNO A GUARDARE?

6 febbraio 2015 · Nessun commento

Una nuova strategia per uscire dall’isolamento? I parlamentari perorano le quirinarie. Il M5S cambia tabloid?

Sembrerebbe di si, anche se Grillo e Casaleggio tentano in ogni modo di mettere in difficoltà l’asse Renzi-Berlusconi con l’espediente di voler conoscere prima i nomi dei candidati al Quirinale. Stando ai si dice, l’idea è partita da Casaleggio, che, tra i due, ritiene di compiere un cambiamento tattico, fondato sulla convinzione che spetti al Pd, mercé i suoi 440 voti, il compito di indicare i candidati. Il cambiamento di passo è dettato dalla necessità e anche dal rischio di vedere il M5S, confinato in un angolo e ai margini della battaglia per il Quirinale. Il che è provato dal fatto che si è giunti alla vigilia delle votazioni con la sola certezza che i nomi dei pretendenti saranno decisi da due persone e, quindi, si è provato a far uscire i nomi prima del previsto. Va precisato che, al momento, le risposte arrivate sono due: la prima dalla Serracchiani e la seconda da Giachetti ma entrambe negative. L’iniziativa dei due fondatori non ha trovato fortuna tra i propri parlamentari, perché avrebbero preferito un candidato di bandiera, mentre venti di loro sarebbero disposti a votare il pm Nino Di Matteo, titolare dell’inchiesta sulla trattativa Stato-mafia. I parlamentari pentastellati sono stizziti per aver obbedito alla regola del silenzio per giorni, per l’improvviso cambio di rotta e per non essere stati consultati, il che ha creato più di qualche malumore. L’ex ideologo del Movimento non ha condiviso la tattica e la strategia, posta in opera da Grillo e Casaleggio; poi, Stefano Rodota’, il candidato del M5S al Quirinale nel 2013, osserva che i 5 Stelle perdono per strada molte chanches. L’iniziativa di chiedere a Renzi la rosa dei nomi appare anche opportuna, ai fini di evitare che i nomi fatti dal M5S possano essere scartati come avvenne nel 2013 e, purtroppo, l’ennesima decisione, calata dall’alto, ha raccolto tantissime reazioni negative tra gli iscritti al movimento del duo Grillo-Casaleggio. Forse nessun pentastellato ha in mente la formula per fermare la corsa al Quirinale del candidato, targato Renzusconi, per cui la tattica del temporeggiare ovvero di attendere gli eventi potrebbe rivelarsi utile se, dentro Fi, le divisioni dell’ultima ora, sommate a quelle interne del Pd, rendessero il M5S indispensabile per l’elezione del futuro presidente.
A Bruxelles, tra i parlamentari di fede pentastellata, si è orientati verso un nome di alto profilo, indipendente dal governo e che, al primo posto del suo programma, abbia una legge anti corruzione.

Emanuele Porcelluzzi

Categorie: Attualità · Cultura · Società

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