IL BIANCO E IL ROSSO di Emanuele Porcelluzzi

I 101 FRANCHI TIRATORI TORNERANNO PER IL BIS DEL 2013?

6 febbraio 2015 · Nessun commento

L’era Renzi dopo la bocciatura di Prodi. I 101, storia recente del Pd. Quelli della minoranza si proclamano franchi interlocutori.

E’ opportuno, se si vuole essere “franchi”, affermare che i 101, forse, divennero 121 se si conteggiano i voti che a Prodi arrivano dal M5S. Le elezioni del Capo dello Stato del 2013 possono essere paragonate alla soppressione di Cesare, pugnalato a morte dal fido Bruto e da altri congiurati. Sui franchi tiratori di allora  è calato un silenzio quasi tombale, per cui non sono stati individuati e, quindi, non resi noti. Un esponente di spicco della minoranza Pd ha respinto l’insinuazione di chi li vedrebbe all’opera, in sostituzione di quelli del 2013, ribadendo che nessuno deve temerla perché quelli che oggi chiedono disciplina e, due anni fa, hanno guidato i 101 e partecipato all’operazione della bocciatura di Prodi, ora fanno parte dell’esecutivo. Bisogna precisare, per dovere di cronaca, che i renziani dell’epoca non superavano le 50 unità, per cui, sul piano aritmetico, non possono essere additati come i soli responsabili di quell’episodio. Devesi aggiungere che anche i popolari infuriati, per il precedente affossamento di Marini, non sembrano estranei al siluramento del professore, e tengono loro compagnia il segretario del Pd e i seguaci di D’Alema. Chi ha scoperchiato il vaso di Pandora è un dirigente appassionato e impulsivo e si stenta a credere, da parte della maggioranza, che una battuta di tal fatta gli sia sfuggita, non rimembrando che la pattuglia renziana era numericamente modesta. E’, comunque, vero che, nel pomeriggio del 19 aprile del 2013, appena la votazione si conclude, la camera è percorsa dal panico e Renzi, a Firenze, dichiara che la candidatura di Prodi non è più in lizza e la perentoria conclusione induce a pensare che Renzi avrebbe, forse, dato il suo contributo acche’ il professore bolognese fosse messo fuori dall’agone dell’elezione a Capo dello Stato. E’ probabile che non ci sia stata una regia unica, ma certo il perseguimento di un obiettivo comune e, per questo motivo, il Pd non ha mai affrontato la discussione “coram populo”. La minoranza del Pd e’ convinta che i suoi componenti siano franchi interlocutori e non tiratori, auspicando che il premier non attenda la quarta votazione e acceleri, in conseguenza, i tempi della distribuzione della proposta perché sia valutata da tutte le altre forze politiche da subito: dalla prima votazione. La storia recente del Pd rappresenta, presumibilmente, il buco nero delle origini dell’era Renzi.
Emanuele  Porcelluzzi

Categorie: Attualità

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