IL BIANCO E IL ROSSO di Emanuele Porcelluzzi

DOPO I GUFI, IL CANGURO DELL’ILLEGALITÀ

6 febbraio 2015 · Nessun commento

In Italia è di moda l’acrobazia parlamentare. Il “fare” innanzi tutto, il “pasticciare” dietro l’angolo. Che sarà del Parlamento italiano?

L’approvazione dell’emendamento “Esposito” equivale all’aver inferto un colpo al nucleo centrale dell’italico sistema parlamentare e rappresenta il classico passaggio procedurale di una cultura machiavellica, appartenente a una classe politica, disposta ad adottare ogni mezzo pur di conseguire il fine. Se si guarda alla sostanza della vicenda appare chiaro la disinvolta strumentalizzazione delle regole parlamentari, tanto è vero che l’emendamento proposto ha avuto come unico scopo quello di impedire la discussione e la votazione sulle proposte dei parlamentari, blindando l’accordo politico, definito in sede extraparlamentare. E’, tra l’altro, l’ultimo tassello di un mosaico costruito per sottrarre autonomia al parlamento, dopo aver forzato le ordinarie procedure di formazione della legge, imponendo alla Commissione Affari Costituzionali di interrompere i propri lavori prima di averli ultimati e prima di poter votare il disegno di legge, passato all’esame dell’Aula senza che fosse stato consentito ai senatori in commissione di pronunciarsi nel merito della riforma. Ciò è accaduto, nonostante, una previsione costituzionale dell’art.72, che detta l’adozione di una procedura normale di esame e approvazione in materia. Non si può certo ignorare il dettame costituzionale che prevede per ogni disegno di legge l’approvazione articolo per articolo con votazione finale. Stupisce il fatto che è stato superato ogni ostacolo per riuscire a liberare la maggioranza di governo da ogni fastidioso limite d’ordine costituzionale. L’emendamento Esposito, purtroppo, travolge la ratio della disposizione costituzionale, imponendo una sorta di votazione finale e tutto ciò si propone lo scopo di impedire ogni ulteriore e possibile discussione, votazione e approvazione di articoli. E’ evidente che si è in presenza dello stravolgimento di ogni logica parlamentare e, purtroppo, ciò sta avvenendo senza gridare allo scandalo, in nome del cambiamento e sotto il patrocinio di una politica, concentrata sul risultato da conseguire a ogni costo. Una politica, quindi, pericolosa perché il parlamento è ridotto a ben poca cosa e ove sopravvive il più abile e il più spregiudicato e, ne consegue, che non sarà facile garantire la stabilità del governo. Tanto è vero che il presidente del consiglio dovrà cercare volta per volta una maggioranza, variabile se non occasionale, ora con la minoranza interna ora con frange delle opposizioni con poche garanzie di tenuta e coerenza dell’indirizzo politico. Inoltre, i governi a maggioranza variabile sono esposti al potere di ricatto ovvero di veto degli alleati occasionali, che, non essendo legati alla strategia complessiva dell’esecutivo, possono porre le proprie condizioni  e far valere i propri  interessi  politici e personali del momento. Non appare una strategia, lungimirante, confidare nella disponibilità di qualcuno a far passare le proprie proposte, vista anche l’attuale frammentazione delle formazioni politiche sia di maggioranza sia di minoranza. L’interpretazione, “disinvolta” dei regolamenti, delle leggi e della Costituzione, finirà, nel silenzio assordante, per infliggere gravi ferite all’attuale sistema parlamentare.

Emanuele Porcelluzzi

Categorie: Attualità · Cultura · Politica

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