IL BIANCO E IL ROSSO di Emanuele Porcelluzzi

ALEXIS TSIPRAS, POLITICO CORRETTO E CORAGGIOSO

6 febbraio 2015 · Nessun commento

Patti chiari tra Tsipras e l’alleato Anel di destra. Braccio di ferro tra Bruxelles e Tsipras? Mirate politiche Kenesiane per l’intervento pubblico.

L’equazione Tsipras - Renzi non appare stare in piedi per il seguente duplice ordine di motivi: il primo risiede nel fatto che Siryza ha promosso una campagna elettorale, in cui la sua idea  di sinistra è stata, ripetutamente, proclamata con grande entusiasmo, coniugata, coerentemente, con il programma teso a dare voce agli interessi dei più poveri. Si sottolinea che il compromesso con la destra di Anel  brilla per la sua limpidezza perché prevede la partecipazione alla difficile contrattazione con la Troika. Appare una scelta  parecchio impegnativa, ardimentosa e anche rischiosa come tutto ciò che si compie per passione. Non sfugge ai più che sarebbe stato semplice tessere una  cauta alleanza con i centristi, che avrebbero, però, condizionato il governo, impegnandolo, prima, in una stressante mediazione e, dopo, inducendolo a un parziale cedimento: è quello, in fondo, che auspicava Bruxelles, ma Tsipras, invece, decide di andare al braccio di ferro. Il che è dettato dal fatto che Siryza chiede non un aggiustamento ma un mutamento sostanziale della linea politica ed economica dell’Unione europea. Resta il fatto che si è soffermati a chiedere una dilazione nel pagamento del proprio debito e una conferenza straordinaria, che affronti il problema della crisi in tutta la sua complessità e non solo di quella greca. Ciò offrirebbe l’occasione per affrontare le magagne elleniche ma anche quelle degli altri paesi per emettere regole  nuove e diverse da quelle stabilite, nel 2012, a cominciare dal trattato sui bilanci e fino all’unificazione politica fiscale per porre un freno alla pratica del dumping. Non meraviglia più di tanto che la Troika, insieme ai moderati e ai benpensanti, accusi la Grecia di aver sperperato denaro e, perfino, falsificato i propri bilanci, auspicando, nel contempo, che restino al comando i colpevoli della bancarotta fraudolenta. E’ d’uopo affermare che l’interesse di Bruxelles non coincide con quello della sorte dell’Europa bensì con quello dei governi dell’Ue,che, oggi, sono responsabili di gran parte del debito accumulato da Atene. Inquieta la circostanza che i governi occidentali abbiano aperto le loro borse al credito nei riguardi di paesi, che, pur avendo altre priorità, hanno acquistato servizi non necessari, impegnando, tra l’altro, il patrimonio pubblico. La scelta forte e audace del nuovo esecutivo greco è quella di voler affrontare Bruxelles senza alcun timore reverenziale,  perché c’è da attendersi una riposta durissima dalla controparte. Necessita respingere il diktat della Troika, avendo un modello di produzione, di consumo e di realizzazione della società, diverso da quello attuale. Ne consegue che se continuerà la realizzazione dei supermarket, la crescita della speculazione edilizia e dello spreco, anche la maggiore liquidità non servira’ a nulla. Non basta invocare le politiche Kenesiane di intervento pubblico, perché occorre indicare il tipo di utilizzo migliore. La massacrante crisi economica, che incombe sul Sud Europa e’ un tema che deve coinvolgere tutta l’Europa, perché, in buona sostanza, non riguarda solo la Grecia.
Emanuele  Porcelluzzi

Categorie: Attualità · Cultura · Politica

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