IL BIANCO E IL ROSSO di Emanuele Porcelluzzi

ALEXIS TSIPRAS E’ GRANDE

6 febbraio 2015 · Nessun commento

La Grecia, vergogna dell’Unione europea. Il leader ellenico Tsipras, deciso a rimanere nell’Eurozona con dignità. Basta con l’austerità economica, immiserimento delle masse del Sud Europa.

Tantissima gente è accorsa nella piazza, dove il leader greco ha tenuto l’ultimo comizio elettorale, tanto è vero che elettori non di sinistra, votando, hanno voluto punire un governo reo di aver abbassato pensioni e stipendi ai miseri livelli di sussidi. I voti che hanno ampiamente legittimato la straripante vittoria del giovane Alexis Tsipras sono giunti da tutti i ceti sociali, perché si calcola che un milione e mezzo di occupati si è accollato le sorti della sopravvivenza di otto milioni e mezzo di connazionali, ridotti alla precaria sussistenza. Questo paese, distrutto da una vera e propria guerra economica nonché dalla Troika, oggi, con con l’enorme successo elettorale di Tsipras, ha trovato la forza di riacciuffare la speranza, che parte dalla rinegoziazione del debito pubblico,dagli investimenti pubblici e da un ribaltamento radicale delle politiche di austerità. Col consenso dei grandi partiti europei di centro-sinistra e di centro- destra, l’Ue ha costretto la Grecia a caricarsi sulle terga un debito enorme e brutali misure di austerità solo per salvare il fondo schiena delle banche del Nord Europa, che hanno prestato parecchio denaro alla nazione ellenica. Accade che il trasferire risorse dalla Grecia e dagli altri paesi della periferia verso gli Stati ricchi del Nord risulta essere non solo insostenibile ma anche immorale, se, per di più, non si allevia il debito della Grecia e degli altri paesi, ai fini di contrastare l’immiserimento di massa, causato dalle attuali politiche economiche. Il problema non è solo economico ma, soprattutto, politico perché la Merkel incontrerebbe molte difficoltà a far accettare la ristrutturazione del debito ai propri elettori, restii ad atti di solidarietà nei confronti dei greci e a creare precedenti che potrebbero incoraggiare altri paesi a chiedere la rinegoziazione del debito pubblico, senza tenere in debito conto le conseguenze economiche e politiche delle loro inique decisioni, come creditori. E’ necessario ricordare ai tedeschi che la comunità internazionale, in seguito alla conferenza di Londra del 1953, cancellò la maggior parte del debito tedesco e con il piano Marshall offrì ai teutonici enormi somme di denaro per far ripartire l’economia e diciamocelo, con onestà intellettuale, se,oggettivamente, le meritavano ma, però, ne avevano bisogno per potersi rimettere in piedi. La Grecia, senza raccontarci favole, oggi si trova nella medesima situazione: le strade sono due o l’ euro zona e’ disponibile a ristrutturare il debito greco o l’Europa esploderà come tante altre volte, perché il problema è comune ai paesi del Sud Europa. Quanta altra sofferenza economica dovrà sopportare il Sud dell’Europa prima che torni il linguaggio della ragione e della democrazia?
Emanuele  Porcelluzzi

Categorie: Attualità · Cultura · Politica

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