IL BIANCO E IL ROSSO di Emanuele Porcelluzzi

RENZI TIENE IN SCACCO BERLUSCONI PER IL QUIRINALE

20 gennaio 2015 · Nessun commento

Renzi rischia grosso per condividere le politiche di governo con il Nuovo Centrodestra. L’Italia stremata si rifugia nell’astensionismo. Con l’Europa si deve trattare e non soggiacere.

 

Nel Patto del Nazareno è, presumibilmente stabilito, pur se non in forma scritta, ciò che potrebbe essere il percorso, che conduce  allo scioglimento del rebus del Colle, per cui la chiave per indovinarlo potrebbe individuarsi nell’art.19 bis del decreto fiscale, che depenalizza l’evasione fiscale per importi inferiori al 3 per cento dell’imponibile o dell’Iva dichiarata. La scoperta dell’inserimento dell’art.19 bis prima e il rinvio, dopo l’approvazione del decreto fiscale, potrebbe far parte di una sceneggiatura di uno di quei racconti, collocati nella via di mezzo tra la letteratura del giallo o quella politica avventurosa, perché, forse, si voleva mandare un messaggio al più importante dei destinatari, poiché trattasi, secondo i più informati, di un altro dei tanti condoni fiscali. Ciò, secondo gli esperti,  costerebbe alla finanza pubblica ovvero ai soliti noti contribuenti un bel mucchio di miliardi, che confermerebbe l’irritante adagio del “chi è più ricco ha il diritto di violare la legge”. I dietrologi  scendono in campo e paventano, con il condizionale d’obbligo, che a colui che frequenta l’Istituto per anziani di Cesano  Boscone preme ottenere la revoca della sua ineleggibilità politica, ai fini di riprendere in mano le redini di Forza Italia, percorsa da inquietudini di figure partitiche, che vorrebbero contare un po’ di più. Il rinvio potrebbe servire a mettere nel carniere l’elezione del Presidente della Repubblica, gradito al premier Renzi, il che gli consentirebbe, tramite i grandi elettori e la stampa, di esercitare il potere, appena scalfito da un ripetitivo Salvini e da un titubante Grillo messo in discussione dai pentastellati ora in fermento. Il discorso politico ricorrente è quello relativo alla elezione, nelle prossime settimane, del nuovo Capo dello Stato, della legge elettorale, delle riforme costituzionali e della pubblica amministrazione. L’identikit del successore di Giorgio Napolitano: un convinto sostenitore della sacralità e della vigenza della Costituzione, dei principi della giustizia sociale, che, negli ultimi venti anni, hanno vissuto tempi bui. E’ giunto il momento di non votare fiducie a cascate e di non promettere strenua opposizione però sempre per la prossima volta; poi, non è più rinviabile il vigilare sulla normativa inserita nella legge elettorale  ai fini di tutelare l’indipendenza del parlamento. Matteo Renzi, infine, se continua a fare solo promesse a getto continuo rischia di perdere consensi nel Belpaese, nel parlamento e nel suo partito.

Emanuele Porcelluzzi

Categorie: Attualità · Politica

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