IL BIANCO E IL ROSSO di Emanuele Porcelluzzi

RENZI, POLITICO DEI TEMPI D’OGGI?

16 gennaio 2015 · Nessun commento

Matteo Renzi sulla scia di Berlusconi e di Blair. Tutto va bene, madame la marchesa. L’elezione del Capo dello Stato non una riffa.

 

Un’affermazione che trova fondamento perché, in fondo, assomma in se’ il Berlusconi, comunicatore per eccellenza  piuttosto felliniano e il Blair da cui attinge la tradizione anglosassone, tentando anche di realizzare una certa omologazione con il paese delle società mercantili. Forse non si accorge, il che appare molto strano, dello scatafascio dell’economia del paese, dell’occupazione che va a rotoli, delle imprese sfiduciate, della deflazione che incombe come un killer spietato e per concludere con l’industria nazionale scomparsa tra l’indifferenza della politica, piuttosto proclive e attenta a proclamare che l’iniziativa privata è libera. Tutto ciò per giustificare l’idea che a rimettere in sesto l’industria che sì è sciolta come la neve al sole, e’ un onere che incombe sullo Stato ovvero a carico di pantalone, facente parte di quella schiera che, puntualmente, paga le tasse, perché i redditi sono tassati alla fonte mentre gli evasori e gli autori di frode fiscale godono di indulgenze fiscali a piè sospinto. Renzi, dal canto suo, resta a guardare, mostrando, però, indifferenza o un malcelato disprezzo nei confronti di coloro che non la pensano come lui, assumendo un atteggiamento più cauto nei riguardi dei poteri che contano, come l’Europa e i mercati, stante la circostanza, di avere a suo favore una certa stampa e un Presidente della Repubblica, a dir poco, benevolo. Matteo Renzi non è stato tenero con il Sindacato, nei cui confronti è stato protagonista di un’inusitata violenza  e, per di più, irridendo personalità del suo partito non allineati con lui. E’ strano ma vero che l’esecutivo italiano procede con l’ausilio di una parte dell’opposizione, ponendo quasi da parte la maggioranza, che, tutto sommato, gli ha consentito di accedere alla carica di capo del governo. Renzi si staglia all’orizzonte politico come un personaggio solo  al comando, tanto è vero che ha sparso lungo il suo percorso una moltitudine di scontenti, che non sarebbero amareggiati da un passo falso del suo governo. L’elezione del nuovo Capo dello Stato è strategica per la prossima legislatura e fase politica, per cui il Pd deve racimolare circa quaranta voti  per eleggere alla massima carica un candidato che sia il garante della costituzione, ma bisogna aver contezza che la situazione non è per nulla favorevole. E’ notorio che Renzi ha bisogno di un presidente della Repubblica a lui contiguo, per cui sono necessari i voti dei suoi uomini fedeli, di Berlusconi e dei suoi irriducibili ascari. C’è un fatto che non è passato inosservato ed è quello che le minoranze del Pd hanno attaccato il governo contrapponendo le proprie posizioni contrarie  a quelle della destra, pur essendo alleati. Fare previsioni è prematuro e azzardato, stante il cattivo costume dei patti siglati in grande segreto. E’ importante che il prossimo presidente della Repubblica italiana sia il tutore delle politiche sociali, del lavoro e del welfare  nonché difensore della forma di governo parlamentare, della Costituzione e della sua applicazione .

Emanuele Porcelluzzi

Categorie: Attualità · Politica

% commenti sino ad ora ↓

  • Non vi sono commenti sino a questo momento...Dai il via compilando il modulo sottostante.

Devi essere autenticato per inviare un commento.

Bad Behavior has blocked 64 access attempts in the last 7 days.

Usiamo i cookie per assicurarti la migliore esperienza di navigazione nel nostro sito web.
Ok