IL BIANCO E IL ROSSO di Emanuele Porcelluzzi

MATTEO RENZI AGLI SFRATTATI, ARRANGIATEVI !

16 gennaio 2015 · Nessun commento

Un’Italia abitativa, amarcord di un lontano dopoguerra. Il mutuo rapace infrange il sogno di tanti italiani. Un milione di alloggi sociali  renderebbe la vita meno amara.

 

Il grido di rammarico e di protesta del celeberrimo Antonio De Curtis, lanciato nell’etere dopo l’entrata in vigore della legge Merlin, è, questa volta, rivolto alle famiglie disagiate, a cui e’ stato negato il rinnovo della sospensione degli sfratti per finita locazione. Trattasi, indubbiamente, di una decisione che danneggia i poveri ed è motivata dal ministero delle Infrastrutture per il fatto che il Decreto Lupi ha fatto crescere i fondi per gli affitti e per la morosità incolpevole per un totale di circa 446 milioni di euro, il che è stato contestato dai sindacati degli inquilini perché tale incremento non risponde al vero. Gli sfratti, comunque, avanzano come una slavina e i destinatari dei provvedimenti sono famiglie con redditi lordi, inferiori a 29 mila euro, che, per di più, hanno, al proprio interno, anziani, minori, portatori di gravi disabilità e malati terminali. Si è in presenza di nuclei familiari, per i quali trovare un alloggio risulta un’impresa quasi titanica e i Comuni, stante la penuria di alloggi sociali, non riescono a far fronte alla nuova emergenza abitativa.  I sindacati, negli anni “60, si battono, tra l’altro, per il diritto alla casa a favore delle classi sociali con i redditi più bassi e, quindi, più  vulnerabili a ogni scossone di natura economica e finanziaria. E’ anche vero che è grande il desiderio degli italiani e delle italiane di divenire, a ogni costo, proprietari di una casa tutta propria. Ciò si realizza prima con la cambiale: un’invenzione diabolica; poi, col mutuo bancario, che, cinicamente, oltre a mettere all’asta il sogno italiano, ha finito per ingrossare le file degli sfrattati. Tanto è vero che, dal 2009, gli sfratti sono stati 350 mila e il 90 per cento sono stati emessi per morosità incolpevole a causa della perdita del lavoro e del salario: una vera tragedia per le famiglie monoreddito. Il nostro Belpaese destina il 4 per cento per gli alloggi sociali mentre la media europea è del 16 per cento. Il sindacato degli inquilini chiede al governo di non fare ricorso agli sgomberi forzosi e violenti nei confronti di quei nuclei, che sono in possesso dei requisiti, e rivendica il fatto di aver bloccato il decreto sulla dismissione  dell’edilizia residenziale pubblica, che aveva in mente di vendere all’asta le case popolari a prezzo di mercato senza tutele per gli assegnatari. Si chiede, inoltre, l’abrogazione di un articolo liberticida, inserito nel decreto Lupi, che prevede la sospensione dell’acqua, della luce e del gas nei confronti di chi occupa immobili vuoti e ne chiede il riuso per fini abitativi. E’ acclarato che l’art. 42 della Costituzione italiana, pur riconoscendo la proprietà privata, consente al legislatore di introdurre la funzione sociale, allo scopo di renderla accessibile a tutti. Non v’è dubbio che, in questa prospettiva sancita costituzionalmente, a tutta la legislazione in materia di locazione di immobili urbani a uso di abitazione va riconosciuta la possibilità di rendere la casa accessibile a tutti, se non in proprietà (stante l’atavica crisi dell’edilizia popolare, zerbino della speculazione immobiliare), almeno in godimento, tanto più ove si tratti di categorie meno abbienti con redditi molto modesti. Gli sfrattati non mollano e chiedono a Renzi alloggi sociali pari un milione di case, un intervento shock sul mercato degli affitti privati a costo zero e il blocco di un anno sugli sfratti, esteso ai morosi incolpevoli.

Emanuele Porcelluzzi

Categorie: Attualità · Politica · Società

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