IL BIANCO E IL ROSSO di Emanuele Porcelluzzi

EUROPA FATTI PIÙ IN LA’

16 gennaio 2015 · Nessun commento

Syriza, il leader greco di sinistra, chiederà la rinegoziazione del debito. Le borse europee vanno in tilt e i titoli azionari crollano. Il premier Hollande afferma che il popolo è sovrano.

 

La crisi, da un decennio, impera nel mondo occidentale, precipitato in una recessione di vasta portata, di cui ne stanno pagando le conseguenze i paesi dell’Eurozona e, in particolare modo, la Grecia martirizzata dalla Troika e dai falchi, provenienti dall’Europa del Nord e postisi al servizio della Germania. E’ d’uopo sottolineare che la crisi dell’intero sistema finanziario del capitalismo globalizzato è stata accollata ai paesi europei più deboli. In Italia c’è stato un fervore anti europeista della serie ” che bisogna battere i pugni sul tavolo” mentre qualcuno si nascondeva dietro le colonne per intonare il cucù, molto da avanspettacolo, e, successivamente, altri, assumendo atteggiamenti anglosassoni, sono ritornati in patria con le pive nel sacco. La Grecia, ridotta al ruolo di Cenerentola dell’Ue, con Syriza cerca di risollevare le sorti di Atene, imputando all’Ue il fatto di aver tutelato le banche anzi che gli investimenti per il lavoro, l’occupazione e le spese sociali, per cui ora i mercati temono la rinegoziazione  del debito. L’UE teme che l’arrivo di un nuovo esecutivo greco mandi all’aria tutto ciò che ha provocato la crisi in Grecia e nell’area europea. L’Italia che non è messa bene, purtroppo, indugia, sebbene Matteo Renzi e il suo governo, atipico per essere collegato con la destra, compie scelte neoliberiste e attacca a testa bassa i diritti dei lavoratori e del welfare. Un po’ di maretta in giro c’è e proviene da Junker, dal governo tedesco ma non dal francese Hollande, che ammonisce sia la Merkel che i governi dell’Ue a riconoscere che il popolo è sovrano e che l’attacco contro il popolo greco è inaccettabile. Non è una sorpresa scoprire che i poteri europei temono la democrazia e non la difendono, perché si propongono di impedire, a chi ha sopportato i pesanti costi della .crisi del capitalismo finanziario, l’esercizio del voto ai fini di sconfiggere la violenza istituzionale, i cui tagli sono stati il fomite delle peggiori condizioni di vita di milioni di cittadini europei, costretti a vivere miseramente e sottoposti alle mortificanti diseguaglianze. Non sfugge ai più che il capitalismo globalizzato detesta la democrazia, alimenta il qualunquismo e l’antipolitica, mentre si assottigliano le percentuali di voto e, quindi, prevale l’astensionismo di massa e cresce lo scontro di tutti contro tutti. Ciò dà una mano alla nuova destra estrema, che non nasconde di essere xenofoba e ipernazionalista e che schiera i deboli contro i più deboli.

Emanuele Porcelluzzi

Categorie: Attualità · Politica

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