IL BIANCO E IL ROSSO di Emanuele Porcelluzzi

A PARIGI, LO SCONTRO TRA CIVILTÀ SEMINA PAURA, MORTE E SDEGNO

16 gennaio 2015 · Nessun commento

L’eguaglianza e la fratellanza, valori irrinunciabili per l’umanità. L’idea di civiltà esclude lo scontro tra civiltà. Dire basta all’integralismo islamista e all’intolleranza dei paladini dell’Occidente.

 

In questo conflitto, l’idea di eguaglianza è, piuttosto, una sorta di conversione accettata con poca convinzione, tanto e’ vero che i regimi islamici si reggono su principi gerarchici, ma,  dopo la caduta del nazionalismo arabo, il potere passa nelle mani dell’autorità religiosa. Non è un caso che gli occidentali tacciono su questo punto, perché condividono, anche se con qualche sfaccettatura, il modus agendi degli antagonisti. I guardiani dell’Occidente tengono, con irritante modestia, a precisare che la propria appartenenza a una civiltà superiore li autorizza a discriminare non solo chi proviene da una cultura diversa ma  anche chi manifesta il dissenso al proprio interno, per cui ne consegue la difesa ad oltranza dei principi perché non si contamino e non siano soggetti a processi evolutivi. L’idea di fratellanza trova per la sua messa a dimora un terreno difficile per l’esistente taglio netto tra fedeli e infedeli, superabile solo se l’intero pianeta professerà il vero credo dell’Islam, che non ha nulla da spartire con la violenza. Dal canto loro i cristiani, difensori della civiltà occidentale, si astengono da ogni commento perché vogliono avere le mani libere per considerare i migranti come una forma di minaccia, non rinunciando però ad abbozzate forme solidaristiche nei confronti di coloro che fuggono dalla fame e dalla guerra. Nel principio di fratellanza c’è la richiesta di distinguere tra i singoli e le loro comunità nonché tra gli individui e i loro ambiti culturali, ma accade, purtroppo, che la fratellanza dei popoli corrisponde agli interessi dei loro governanti e alle loro tregue armate. Ne consegue che la distinzione tra individui e comunità e’ rifiutata perché si propende per i gruppi etnici e le tradizioni culturali. Ne discende che gli islamici si schierano da una parte e i civilizzati dall’altra e, in questo modo, lo scontro tra civiltà è così raggiunto, a cui segue l’integralismo e l’intolleranza. Avviene che dalla fratellanza, fondata su basi universalistiche, venga fuori l’unità nazionale, i valori condivisi, lo stringersi tutti a corte contro il nemico esterno, ritenuto, a torto, capace di ridurre l’Europa a una sorta di Califfato. Sarebbe intrigante e inquietante marciare per la difesa di un’idea comune di civiltà, perché finiremmo per utilizzare il “Noi civilizzati” ai fini di emulare la condotta, parecchio censurabile, tenuta dai miliziani della guerra santa. E’ impossibile  che il Califfato possa spingersi sino a noi, ma qualche trepidazione ce la regalerà. Charlie Hebdo è stato ucciso, assieme ai suoi colleghi giornalisti, da mani assassine, e ora sarà sepolto anche da chi lo eleva a scudo dei propri pregiudizi ideologici.

Emanuele Porcelluzzi

Categorie: Attualità · Politica · Società

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