IL BIANCO E IL ROSSO di Emanuele Porcelluzzi

NELL’ANNO 2015, UN’ALTRA ITALIA?

2 gennaio 2015 · Nessun commento

Serrata e intensa lotta alla corruzione, all’evasione fiscale e al malaffare. La crescita dell’Italia è subordinata al mutamento delle politiche europee e alla fine dell’austerità. Matteo Renzi ricostruisca il tessuto industriale con le sane forze imprenditrici e sociali.

 

Il punto interrogativo è obbligatorio, perché il 2014, ormai giunto alla fine, si rivela tiranno per le tasche dei cittadini italiani, rese vuote dai vari balzelli imposti dal governo, a causa dell’evasione fiscale e della corruzione, il cui denaro sottratto illegalmente alla collettività finisce nei paradisi fiscali o in istituti bancari compiacenti. Chi governa nutre il progetto di riscrivere la Costituzione, avendo come compagni di viaggio, chi ha in uggia, per motivi imperscrutabili, tutti quei diritti, ritenuti dai padri costituenti  il miglior viatico per affrontare un percorso democratico dopo un ventennio travagliato e subissato da lutti e da sofferenze, causati dal secondo conflitto mondiale. Il Presidente, Giorgio Napolitano, dopo un quasi bis del tradizionale settennato, lascia in eredità, al suo successore, un paese stressato dai governi, che si sono preoccupati e affannati di conferire la sovranità agli imprenditori, stimati come i salvatori della patria, interessati, piuttosto, ad avere libertà di agire, senza laccioli, nei confronti dei dipendenti e a ottenere la diminuzione dei salari dei lavoratori e l’abolizione dei diritti, sanciti in un Statuto spesso attaccato e mai, come oggi, oggetto di aggressioni. Non potevano passarla liscia i lavoratori del pubblico impiego, considerati, come i fratelli coltelli da quelli dell’impiego privato, e ormai precarizzati ed emarginati alla stregua dei lebbrosi: la solita guerra tra poveri. Se fosse prevista una sorta di continuità dinastica, varrebbe la pena di sperimentare l’elezione di una donna o di un uomo, ispirati dall’idea di un Paese democratico e rappresentativo di una società ove il lavoro e i diritti civili e sociali debbano primeggiare su tutto. Matteo Renzi dà l’impressione di non aver compreso che la crisi è parecchio pesante, nonostante ciò confida negli imprenditori, a cui va addebitato il processo afflittivo del “capolavoro” della deindustrializzazione. Nel frattempo, un’opposizione si è costituita, formata dalle vittime della crisi ovvero da chi è sottopagato, dal precario, da coloro che assistono allo stillicidio dell’esaurirsi degli ammortizzatori sociali, senza dimenticare tutti coloro che non hanno mai fatto l’ingresso nel mondo del lavoro e la marea dei disoccupati di lungo corso ma l’elenco non finisce qui perché non bisogna dimenticare chi chiude bottega in un silenzio quasi religioso e chi vede la povertà sempre più vicina. Per combattere la corruzione e per informare correttamente è necessario disporre di mezzi d’informazione autonomi, indipendenti e senza padroni o padrini. Un colloquio serio e serrato deve essere intrattenuto con l’Ue per rivedere i Trattati economici, ove i contraenti più deboli sono i Paesi del Sud-Europa, sennò avranno ragione da vendere i populismi reazionari e anti-europei.

 Emanuele Porcelluzzi

Categorie: Attualità · Cultura · Politica · Società

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