IL BIANCO E IL ROSSO di Emanuele Porcelluzzi

IL M5S PERDE PARLAMENTARI

2 gennaio 2015 · Nessun commento

Il leader del M5S sulla scia di Berlusconi e Bossi? L’esodo dei parlamentari grillini non influisce sulle percentuali di voto, rilevate da istituti privati di statistica. Governare l’Italia è ora difficile, fare “ammuina” è meno greve.

 

Beppe Grillo fa battute sulle correnti del vecchio e malandato Psi, ma forse sottovaluta o finge di ignorare che venti di burrasca soffiano ora sul suo movimento, che non riesce a interpretare o meglio a metabolizzare e forte del suo consenso non conferisce la debita importanza agli scricchiolii, che si odono all’interno della formazione pentastellata. Sono passati appena una decina di giorni, da quando hanno fatto le valigie i parlamentari: Tommaso Curro’, Giuseppe Vacciano, Ivana Simeoni e Cristian Iannuzzi, quest’ultimi madre e figlio, calati nell’agone della politica dalle parlamentarie mentre erano intenti: la prima nella preparazione dei manicaretti e il secondo nella ricerca di un posto di lavoro. I vertici del M5S rimangono indifferenti alla stregua di quei soldati “boemi o croati, messi qui nella vigna a far da pali” come recitano i versi del poeta dialettale milanese, Giuseppe Giusti, raccolti nella poesia “Sant’Ambrogio”. A conti fatti, risultano che sono rimasti, a Palazzo Madama, 37 senatori dei 54 iniziali perché espulsi o insofferenti per il fatto di dover sottostare a decisioni, impartite dall’alto oppure per l’impossibilità di essere critici nei riguardi delle varie problematiche e, soprattutto, per il fatto di ricevere insulti quando si è’ in disaccordo con il duo Grillo-Casaleggio. La lamentela ricorrente è quella fondata sul precipuo motivo di ritenere che il M5S non corrisponde più a quello, pubblicizzato da Beppe Grillo nelle numerose piazze della penisola, tanto è vero che in Parlamento regna la cieca fiducia nei leader, la cui violazione e’ sanzionata con l’immediata espulsione. Le ultime dimissioni potrebbero essere foriere di altre, creando vuoti tra le truppe grilline, e, presumibilmente, producendone altri per l’ulteriore effetto dirompente, causato dalla decisione di Grillo e Casaleggio di nominare un direttorio, che guidi i gruppi parlamentari, gettando, così, alle ortiche il motto dell’uno vale uno, risultato suggestivo per coloro che hanno abbracciato la fede grillina. L’esodo dal M5S sembra non accusare battute di arresto, il che è suffragato dalla notizia, secondo la quale, è prevista, nei primi giorni del prossimo anno, l’uscita dal Parlamento di un folto gruppo di deputati dissidenti, che, stando ai si dice, sarebbero più che intenzionati a chiudere l’esperienza con i pentastellati. Costoro, circa una ventina, formerebbero un gruppo autonomo. C’è qualcuno che parla, addirittura, di una scissione dal M5S, che avverrebbe il 25 aprile del 2015, coincidente con l’anniversario della Liberazione dell’Italia dal feroce giogo nazifascista.

Emanuele Porcelluzzi

Categorie: Attualità · Cultura · Politica · Società

% commenti sino ad ora ↓

  • Non vi sono commenti sino a questo momento...Dai il via compilando il modulo sottostante.

Devi essere autenticato per inviare un commento.

Bad Behavior has blocked 167 access attempts in the last 7 days.

Usiamo i cookie per assicurarti la migliore esperienza di navigazione nel nostro sito web.
Ok