IL BIANCO E IL ROSSO di Emanuele Porcelluzzi

IN ITALIA, L’INQUINAMENTO KILLER E LE VITTIME SENZA COLPEVOLI

22 dicembre 2014 · Nessun commento

Leggi severe per chi fa impresa a danno della comunità. Il D.L., in materia penale ambientale, già passato alla Camera, indugia al Senato. Cittadini e comitati locali si mobilitano per impedire l’inquinamento e i danni alla salute.

 

Scoprire che, nel Belpaese, non esiste il reato di disastro ambientale perché non consente la permanenza del reato finché persistono gli effetti disastrosi sulla salute delle persone e sull’efficacia, purtroppo, distruttiva dell’ambiente. Ne discende che gridare, ora, allo scandalo e all’inadeguatezza dell’attuale legislazione ambientale significa difendere il patrimonio giuridico italiano, tra l’altro, di alto profilo. Quel che più terrorizza è che per l’ambiente “la massima dell’ignorantia legis non escusat “non sarebbe ammessa, perché gli imputati, pur se trattasi di dirigenti anche qualificati, non sanno quel che fanno e, quindi, se ciò corrisponde a verità, dovrebbero essere avviati in luoghi, deputati a correggerli. E’ tempo, dunque, di porre una seria e incisiva attenzione per i delitti ambientali e, per di più, inserirli nel codice penale, perché  c’è una parte del Paese che  non sopporta l’impunita’ dei delitti consumati ai danni non solo dell’ambiente ma anche delle persone che muoiono a causa dell’insensibilità delle Istituzioni, tanto è vero che sono sorte numerose associazioni ambientaliste. Va rivisitata la legislazione ambientale, creata per un’economia agricola e non per quella manifatturiera, salita tra le prime posizioni del mondo industriale, per cui sono state previste solo contravvenzioni. Comunque è stata approvata dalla Camera dei deputati, nei primi mesi di quest’anno, un disegno di legge a larghissima maggioranza, e, purtroppo, al Senato si è insabbiato. Non vi è dubbio che da quella parte industriale, adusa ad accollare alla collettività i costi dei processi produttivi e degli inquinamenti, è stata attivata un’azione ostruzionistica, perché si è cominciato a temere le norme penali, riguardanti il disastro e l’inquinamento ambientale, l’adeguamento alle nuove tecnologie ed è stato dichiarato che a coloro che violano la normativa, configurata nel citato disegno di legge, si apriranno, questa volta, i cancelli del carcere.E’ superfluo aggiungere che ai senatori si chiede l’arduo impegno di legiferare, in tempi rapidi, per il precipuo motivo che occorre lanciare al Belpaese messaggi rassicuranti e, soprattutto, concreti, senza alcuna soggezione nei riguardi delle potenti lobby. Per una ripresa della crescita è giusto, civile e solidale che finiscano i tempi, in cui l’economia cattiva scaccia quasi sempre quella sana.

Emanuele Porcelluzzi

Categorie: Attualità · Cultura · Politica · Società

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