IL BIANCO E IL ROSSO di Emanuele Porcelluzzi

MARIO DRAGHI, IL FUTURO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA?

10 dicembre 2014 · Nessun commento

Virata di Mario Draghi sull’austerità per evitarla. E’ scontro tra Draghi e i falchi tedeschi sulla centralità dei trasferimenti fiscali. Il presidente della Bce, successore di Giorgio Napolitano?

 

Il presidente della Bce, sino a qualche giorno addietro, è stato fautore di una forma economica pestilenziale: l’austerità, posta in disparte, da Mario Draghi con una dichiarazione, in cui egli ritiene che il successo dell’unione monetaria dipende dalla condivisione di una moneta unica e da un’equivalente unione politica. Continua, asserendo che, all’interno dell’euro zona, bisogna soffermarsi sull’integrazione finanziaria per migliorare la condivisione del rischio privato e “propone di conferire alla finanza l’onere di riequilibrare e di redistribuire le risorse nell’ambito dell’Ue”. Accade che Mario Draghi chiede il ritorno di quel sistema che ha sostenuto la moneta unica nel suo primo decennio di vita. Infatti, tra il 1999 e il 2009, l’integrazione finanziaria ha consentito che flussi di capitali cospicui, provenienti dalle banche dei paesi, solidi sul piano  commerciale, finissero alle banche della periferia di quei paesi, che accumulando deficit commerciali, causavano, purtroppo, nelle prime la crescita dell’esposizione del debito verso l’estero e nelle seconde l’esposizione nei confronti del debito privato. C’è da evidenziare, tra l’altro, la possibilità che un prestito privato alimenti bolle nell’economia reale ovvero nel settore immobiliare o in quello finanziario, creando inflazione all’interno dell’area euro, che è quasi impossibile riassorbire in seguito allo scoppio della bolla medesima. Le cosiddette riforme strutturali dovrebbero meglio impiegare il capitale e il lavoro, che rischiano, però, di rimanere nello stato di problemi insoluti. La questione di fondo, secondo Mario Draghi, è che i trasferimenti fiscali, purché non siano eccessivi, sono importanti per la sopravvivenza dell’euro zona, per la coesione sociale e per non essere tentati dall’idea della secessione: un’avventura, forse per alcuni romantica, per i più un salto nel buio assoluto. Sulla centralità dei trasferimenti fiscali si è accesa una di..sfida politica e intellettuale tra i falchi tedeschi e il presidente della Bce, Mario Draghi, che, ormai vicino alla conclusione del suo quadriennale mandato, prende, da qualche tempo, le distanze dall’austerità, che sta mettendo in ginocchio il SudEuropa per la dilagante povertà, disoccupazione e disuguaglianza, su cui aleggia con sogghigni la corruzione e l’evasione fiscale. Chissà se Re Giorgio è disponibile a lasciare il suo simbolico, in senso metaforico, scettro e il Quirinale a Mario Draghi, che potrebbe, con l’ ausilio di normative costituzionali oppure ordinarie, traghettare il Belpaese verso l’uscita dalla crisi e dalle folli tentazioni autoritarie.

Emanuele Porcelluzzi

Categorie: Attualità · Cultura · Politica · Società

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