IL BIANCO E IL ROSSO di Emanuele Porcelluzzi

ER CUPPOLONE ROMANO

10 dicembre 2014 · Nessun commento

In Italia, la politica sempre più affarista e losca. In tempi dì aspro conflitto sociale, gli imprenditori celebrati come eroi. Con l’abolizione del finanziamento pubblico, i poteri occulti decidono la classe politica dominante.

 

Roma, caput mundi, non sfugge all’insidia della coppola siciliana e rimane politicamente invischiata in una vicenda dai pesanti risvolti penali, in cui a essere danneggiati sono i cittadini del Belpaese da un canto e dall’altro gli ultimi della scala sociale come i poveri, i detenuti, gli immigrati e i senzatetto. La politica degenerativa viene da lontano perché, nel periodo sia preunitario sia  post unitario, la ricchezza si concentra, alla stregua di oggi, nelle mani di pochi e gli scandali, invece, balzano numerosi all’attenzione  dell’esterrefatta opinione pubblica. Nella gabbia degli imputati: la politica spregiudicata, i politici contigui al malaffare e le istituzioni in grande sofferenza, che dimostrano come l’elezione diretta di una carica monocratica, senza debiti contrappesi, consenta la gestione di copiosi flussi di denaro, tali da indurre i poteri occulti a investire per decidere l’orientamento e la composizione dei ceti politici. Ciò è motivato dal fatto che per divenire sindaco o conquistare un seggio serve denaro, sostegno mediatico e contatti strategici per vincere la rissosa e non sempre leale battaglia delle preferenze. Aggiungasi, poi, che la politica, senza partiti strutturati e ideologici di riferimento, apre le porte a movimenti, appellati con denominazioni anche fantasiose, dietro cui si celano potenze economiche private. Le primarie, ritenute un rito democratico per eccellenza, mettono in risalto la rilevanza del denaro e dei mass media nei processi di selezione delle classi politiche locali e nazionali. I gazebo sono paragonabili ai bar dello sport , ove ogni argomento viene offerto con rudezza e poca scientificità, tant’è che per guadagnare adesioni viene tirata in ballo la casta, come la causa di tutto ciò che non va bene nel Belpaese. I partiti, chiamati leggeri o liquidi, dichiarano di essere pronti a rendere gli elettori sovrani del voto, ma, in buona sostanza, si rivelano entità di malaffare, che sfruttano la subalternità della politica al denaro, presentando subito il conto. Come uscirne? Necessiterebbe restituire identità alla politica intesa come passione ideale ma avviene, purtroppo, che ogni evocazione di un elemento ideologico, nell’impegno pubblico, attira addosso l’accusa di nostalgia novecentesca. Finche’ i partiti continuano ad essere oggetto di scalate mercé operazioni opache oppure inquietanti sorge la necessità  di trovare  rimedi  efficaci  per contrapporsi alla competizione affaristica. E’ anche vero, però, che con l’abolizione del finanziamento pubblico, i rimanenti soggetti politici diventano più poveri mentre gli eletti  sguazzano  nel benessere. Per la riforma della politica è  importante percepire quanto sia esteso e radicato il male.

Emanuele Porcelluzzi

Categorie: Attualità · Cultura · Politica · Società

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