IL BIANCO E IL ROSSO di Emanuele Porcelluzzi

ESSERE O NON ESSERE CONSERVATORI?

1 dicembre 2014 · Nessun commento

I diritti conquistati con le lotte non si smantellano. Conservare per innovare. Il capitalismo avanzato distrugge le risorse umane e naturali.

 

E’ un dilemma angoscioso che si è posto anche un noto politico britannico, Winston Churchill,  protagonista del secondo conflitto mondiale, convinto che tale profilo non è legato all’avanzare dell’età ma al mutamento del modo capitalistico di produrre, a cui aggiunge, però, che “un conservatore a vent’anni è un “pirla”. Avviene che si e’ tacciati di essere conservatori, allorquando si avversano coloro che impediscono al Belpaese di crescere e di modernizzarsi e allora subentra la consapevolezza di essere conservatori per il legittimo motivo di voler “conservare” i diritti del lavoro, il diritto alla sanità pubblica e all’istruzione  pubblica con l’applicazione costante della Costituzione. Poi, si riveste il ruolo di conservatori  per proteggere l’ambiente e gli ecosistemi dalla violenza delle grandi opere, per tutelare la salute in presenza di tecnologie inquinanti e pericolose, per difendere i paesaggi dagli assalti della cementificazione selvaggia, che ha sottratto vasti territori all’agricoltura, mentre le trivellazioni petrolifere riducono alcune regioni italiane a pezze di formaggio svizzero. Non è un caso che, negli ultimi decenni,  nei paesi a capitalismo avanzato è prevalso l’aspetto distruttivo di risorse umane e naturali, rispetto a quello creativo: la crescita per la crescita; il Pil come entità religiosa, l’indebitamento, sia pubblico sia privato, senza freni come lo strumento di un meccanismo, atto a mantenere in essere questo sistema capitalistico. Tutto ciò è utile ai fini di tenere in vita un modello sociale ormai agonizzante. Ne consegue, quindi, che i salari reali si assottigliano, da vent’anni a questa parte, in tutto l’Occidente; la mobilitazione sociale passa da ascendente a quella discendente; il lavoro precario cresce a dismisura; la qualità dell’istruzione raggiunge infimi livelli e l’inquinamento tocca alti picchi  di mortalità tra i lavoratori e i cittadini: basta volgere il pensiero alla città di Casale Monferrato, colpita da lutti per il killer eternit. Il capo di un governo, durato in carica poco tempo, ebbe a dire che si era in guerra, e ora è chiaro il riferimento a quella scatenata dal capitale finanziario, da lui rappresentato e condotto contro le forze sociali e culturali. Si è, con orgoglio, conservatori, guardando con sospetto chi si ritiene progressista senza sapere che cosa significhi oggi il progresso. Essere conservatori vuol dire innovare per conservare e per crescere tramite processi creativi, giudicati per i loro fini sociali, perché siano validi strumenti per migliorare la qualità della vita e per  restare umani.

Emanuele Porcelluzzi

Categorie: Attualità · Cultura · Politica · Società

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