IL BIANCO E IL ROSSO di Emanuele Porcelluzzi

L’ITALICUM, UNA COMMEDIA ALL’ ITALIANA?

19 novembre 2014 · Nessun commento

Le preferenze strumentalizzate assecondano il progetto del Nazareno. Un presidenzialismo di fatto bussa alle porte del Belpaese. Prossimo un galoppante autoritarismo?

 

In Italia, per certuni conoscere, in serata, colui che ha vinto le elezioni, equivale all’aver trovato l’elisir di lunga vita e la formula per venir fuori dalla morsa, sempre più stringente della crisi economica, che preoccupa e rende insonni le notti di moltissimi italiani e per nulla quelle del ricchissimo 10 percento. L’Italicum, così denominato, potrebbe essere il nome di un gustoso piatto gastronomico, che, secondo alcuni, potrebbe far sognare i buongustai delle leggi elettorali. E’ opportuno precisare che nessun sistema elettorale, sul pianeta Terra, è in grado di attribuire la vittoria certa perché è soltanto, grazie allo strumento della rappresentanza, che si possono ottenere le forme di governo. Resta da considerare che, per conseguire la maggioranza assoluta dei seggi, è d’obbligo far ricorso alla coalizione. E’ indubbio che, per ottenere un vincitore certo devesi utilizzare l’elezione diretta della carica monocratica e non è un caso che, per imporre il presidenzialismo mascherato, vengono in soccorso la sparizione delle circoscrizioni uninominali e il pasticciaccio delle preferenze. I nominativi, poi, sono equiparati ai numeri, che si accompagnano  a un capo che, in Italia, ha la presunzione di avere un rapporto carismatico con il popolo. Al Nazareno si lavora, a tutto spiano, per varare la legge elettorale, per cui si decide per 100 circoscrizioni e altrettanti capilista, il che costituisce il marchingegno per consentire al capo di avvalersi di persone di provata fedeltà e senso di obbedienza. Questo nuovo congegno elettorale fa a pugni con le obiezioni, con cui la Consulta ha bocciato la legge elettorale Calderoli. Infatti, con l’espediente delle 100 circoscrizioni e sulla base degli attuali rapporti di forza, si nominano, senza alcuna scelta da parte degli elettori circa 450 deputati, di cui 300 per i tre partiti più numerosi e il resto è spartito tra la Lega e i partitini. Le preferenze, introdotte di malavoglia, riguarderebbero non più di 200 deputati e le micro circoscrizioni non realizzano il rapporto diretto tra il territorio e il singolo parlamentare,per cui non è la vittoria nei territori ad aggiudicare il parlamentare e a determinare la governabilità dal basso. Dalla  quota nazionale attribuita a ciascuna lista, si giunge alla ripartizione, nei vari collegi plurinominali, dei seggi spettanti. Si fa notare che l’attribuzione dei seggi evidenzia la mancanza di collegamento tra la volontà dell’elettore e l’esito della competizione nella sua circoscrizione. Tanto è vero che un candidato potrebbe persino  raggiungere la maggioranza assoluta dei voti nel proprio collegio, senza accaparrarsi il seggio se la sua lista non riesce a superare lo sbarramento nazionale, per cui potrebbero esserci circoscrizioni con un esercito di eletti e altre potrebbero rischiare di essere meno rappresentate. Un pasticcio all’italiana, sostenuto da un crogiolo di filosofie elettorali in libera uscita, permeate di un dilettantismo allo sbaraglio: un salto nel buio il passaggio da un Senato a costo zero all’Italicum.

Emanuele Porcelluzzi

Categorie: Attualità · Cultura · Politica · Società

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