IL BIANCO E IL ROSSO di Emanuele Porcelluzzi

L’ITALIA E IL DISSESTO IDROGEOLOGICO

19 novembre 2014 · Nessun commento

L’Italia dichiara guerra al dissesto idrogeologico. Sul banco degli imputati gli amministratori e la cementificazione selvaggia. Quartieri cittadini nell’acqua per piogge troppo monsoniche.

 

In Italia, il dissesto idrogeologico ha mietuto, dal 1985 al 2011, quasi mille vittime, e compiendo, poi, qualche passo nei trascorsi anni sessanta, tocca registrare il disastro del Vajont e le apocalittiche alluvioni di Venezia e Firenze, ove sono stati contati più di 4 mila morti. Tutto ciò è l’aberrante sintesi di anni di incuria e di scriteriati attacchi alle caratteristiche eco- paesaggistiche. Negli ultimi decenni, la trasformazione del Belpaese si è identificata nella scellerata politica della cementificazione. Tanto è vero che le componenti eco-paesaggistiche del territorio italiano sono finite nella logica dell’urbanizzazione ad ogni costo e, in tal modo, sono cresciute, nel tempo, le città estese dell’Emilia, della Toscana, della campagna romana inurbanizzatasi e della Campania inquinata in ogni dove e campione dell’illegalità. Se si scende al Sud, subito sono visibili gli abusi edilizi che tengono, inopinatamente, compagnia alle bellezze naturali. E’ pur vero che la modernizzazione del Paese ha suscitato, all’inizio, entusiasmi, trasformatisi, dopo, in legittime preoccupazioni a motivo di insediamenti umani, rivelatisi dannosi e paradossali, il che è provato da volumi industriali, commerciali e da infrastrutture incompiute e spesso inutili. In Italia, è incontestabile lo stupefacente primato degli oltre 2 milioni di stanze non utilizzate, che scatenano un duro conflitto tra i senza casa e gli occupanti senza titolo: uno scontro sociale giustificato da tale situazione. Ora accade che, nella penisola ed è cronaca di questi giorni, cadano piogge, copiose e anche di lunga durata, causando dissesti, per cui i rilievi montuosi franano sugli insediamenti sottostanti; poi, le acque meteoriche aumentano la portata dei corsi d’ acqua, che svolgono.per cause di forza maggiore, il compito di condotte mentre le costruzioni si oppongono alle vie di fuga dell’acqua, creando, di conseguenza, estesi allagamenti in alcuni quartieri di città italiane. Il governo, a ragione, chiama in causa gli  esecutivi e, in particolare, quelli di marca berlusconiana, che annunciavano e mettevano in esecuzione i condoni edilizi, che legittimavano le colate di cemento armato, versato ovunque senza risparmio. Non è un caso che Lupi, uomo fidato di punta dell’ex Cavaliere ora in forza al Ncd di Alfano, pretende,con lo sblocco Italia, promuovere attività ad alto impatto ambientale. Prima degli eventi tragici degli ultimi giorni, la lotta al dissesto idrogeologico consisteva in una sorta di dichiarazione di opportunità. Infine, sotto l’insistente pressione delle piogge, l’Esecutivo ha deciso lo sblocco di 2,2 miliardi di euro per l’antidissesto, e, infine, 9 miliardi di euro in sette anni.

 

Emanuele Porcelluzzi

Categorie: Attualità · Cultura · Politica · Società

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