IL BIANCO E IL ROSSO di Emanuele Porcelluzzi

NEL PROFONDO NORD, LA LEGA S’AMMOSCIA…

8 marzo 2012 · Nessun commento

Restano, così, di duro gli slogan e il dito medio rivolto verso l’alto e, al di là, degli annunci di secessione, in concreto, non fa nulla. La sua incapacità d’azione è visibile anche nei territori, a cui dice di essere fortemente legata. La crisi, là dove la Lega spopola e amministra, continua a picchiare (pardon) duro e, in conseguenza, le aziende cadono una dopo l’altra, ma i padani, quelli del potere, sembra che non se ne accorgano, e, per di più, non muovono un dito per bloccare la delocalizzazione selvaggia, piaga anche dei loro territori. Gli annunci, come al solito, non mancano e i padani con questi ci sanno parecchio fare, ma, alla fine, il loro propugnato sindacato del territorio va a farsi tranquillamente benedire. Cosa fa la Lega per la disoccupazione, la precarietà e i bassi salari? E’ la domanda che si pongono i loro elettori che, pur attratti dagli slogan leghisti, rinnovano la fiducia alla Fiom, che accresce i consensi, coinvolgendo i lavoratori precari, attori di una nuova fase di cambiamento nel mondo del lavoro. Nonostante la situazione difficilissima del Paese, i leghisti trattano temi che non hanno legami con la crisi, che attanaglia una consistente maggioranza della popolazione italiana, disinteressandosi dei giovani che non trovano lavoro e, che, dopo aver concluso gli studi, sono costretti a emigrare all’estero per sottrarsi al precariato. La Lega è passata sopra il decreto dei lavori usuranti, mollando un vero e proprio schiaffo ai lavoratori del nord, la cui gran parte, inoltre, ha fatto il suo ingresso in fabbrica a soli 15 anni e che, ora per andare in pensione, dovrà accumulare un congruo numero di anni e che le lavoratrici sono costrette ad attendere il compimento dei 65 anni per godere il rateo pensionistico. Lo slogan che tuonava “padroni a casa nostra” è rimasto solo un mero amarcord, perché nella Padania (si fa per dire) gli unici padroni sono le imprese che sfruttano il territorio e quando non rimane più nulla, lo abbandonano per andarsene in Cina o India. Buonanotte Padania!

Emanuele Porcelluzzi

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