IL BIANCO E IL ROSSO di Emanuele Porcelluzzi

MENO MALE CHE LAMPEDUSA C’E’: PER I MIGRANTI UNA NUOVA AFRICA A NORD ?

31 marzo 2011 · Nessun commento

Trasformare una bellissima isola in un girone infernale dantesco è opera di grande ingegno, però sarebbe tanto di guadagnato se lo si adoperasse per gestire una politica di accoglienza, degna dell’italica gente. L’isola somiglia a un puzzle, ove i tasselli sono esseri umani, per lo più giovani, in cerca di uno stato, che conferisca loro quella libertà e dignità, negata dai propri governi con la complicità di paesi e comunità, che, durante gli anni passati, hanno preferito voltare la testa altrove perché impegnati a combinare affari con tiranni, che si sono arricchiti oltre ogni misura. Il che è avvenuto a discapito dei sudditi perchè chiamarli cittadini equivale a proferire una bestemmia, e le nazioni che si affacciano sul Mediterraneo, dal canto loro, avrebbero dovuto scorgere in quei comportamenti statuali, lontani anni luce da ogni idea di democrazia, segnali di quel che sta accadendo, ora, a Lampedusa. Lasciarsi sopraffare dall’emergenza, sta a significare che la governance attuale non guarda oltre l’uscio di casa, per il fatto che il benessere economico privilegia una piccola parte del nostro pianeta, lasciandone fuori l’altra ben consistente, per cui fermarla o cercare di respingerla si rivela un’impresa titanica o quasi impossibile. Lampedusa è stata “invasa” dai migranti per mostrarla, presumibilmente, in tal guisa o per dimostrare che l’Italia, in un futuro immaginario, potrebbe trovarsi in tale situazione, molto remota, allorquando non si fosse all’altezza di gestirla poiché trattasi di accadimenti niente affatto epocali oppure una sorta di spot elettorale, in cui non è visibile la parte in cui è posto il manico o la lama. Dopo frequenti conciliaboli e riunioni, si è deciso di sgomberare l’isola dai migranti, perchè la medesima dovrà, in virtù di una situazione conflittuale esistente nei dirimpettai stati africani, accogliere persone che, su malfermi barconi, affrontano i cosiddetti viaggi della speranza. E’ stato assicurato ai lampedusani che i migranti lasceranno l’isola nel più breve tempo possibile, perché saranno imbarcati su navi traghetto o militari, sperando che non siano rinverditi i viaggi, compiuti dagli ebrei che trovarono difficoltà ad essere ospitati nei porti prima di giungere alla terra promessa. Che i migranti siano registrati con i nomi e la nazionalità per acquisire le loro eventuali richieste d’asilo perché poi raggiungano paesi, firmatari della Convenzione di Ginevra.

Emanuele Porcelluzzi

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