Certamente sì, perchè Pirandello, se fosse vissuto sino ai nostri giorni, l’avrebbe scritta, rimpinguando il numero delle sue commedie che già superavano il numero di quaranta e riprendendo, presumibimente, in essa le sue predilette tematiche della frammentazione della personalità, della verità molteplice e ambivalente, della moderna crisi dei valori morali e della vacuità delle convenzioni sociali. Tornando alla quotidianità, si registra che un’altra tegola si è abbattuta sulla BT: la collocazione della sede della Direzione provinciale del lavoro in quel di Bisceglie, perchè così individuata dall’Assemblea dei Sindaci, tenutasi il 1°/8/2008. Immediata la replica del Comitato di lotta Barletta Provincia, che ha ricordato che la localizzazione degli Uffici statali periferici, a livello provinciale, non può che avvenire in una delle tre città capoluogo, ai sensi della legge 142/2004, rammentando, altresì, che il termine di cui all’art. 2, comma 2° della legge 148/04 (non prima dei tre e non oltre i quattro anni dalla data di entrata in vigore della legge istitutiva) è scaduto, per cui gli altri Uffici periferici dello Stato, tra questi, la Direzione Provinciale del Lavoro, debbono avere la sede necessariamente nel capoluogo in cui è sita la Prefettura. Tanto è vero che il Consiglio di Stato afferma, in un suo parere, che:”Qualora, invece, vi fossero amministrazioni il cui ordinamento particolare consentisse di scegliere, per i rispettivi uffici di livello provinciale, una sede diversa dal capoluogo di provincia, rientrerà nella discrezionalità degli organi amministrativi competenti a decidere se avvalersi o meno, in questo caso, di tale facoltà”, e, a tal proposito, devesi sottolineare che la legge istitutiva affidava all’Assemblea dei Sindaci un incarico meramente consultivo e di supporto al Commissario di governo negli adempimenti che la stessa legge gli assegnava. Sotto il profilo organizzativo e della razionalizzazione dei servizi ai cittadini, non è auspicabile che la Direzione Provinciale del Lavoro sia ubicata a Bisceglie mentre l’Ispettorato Provinciale del Lavoro sia posto a Barletta, come dispone l’art. 3 della legge 22 luglio 1961 n.628. Il policentrismo della sesta provincia pugliese sta significare che, tra i tre capoluoghi di provincia, devono essere ripartiti gli organi dell’Amministrazione provinciale nel seguente ordine: al primo, la sede legale con la Presidenza; al secondo, la giunta provinciale; al terzo, il consiglio provinciale. Il momento della tregua è sempre propedeutico alla pace, per cui, per un attimo e non solo, si depongano codici, codicilli, leggi, pareri e sentenze e si cerchi di smussare gli angoli e di lavorare per il benessere del territorio, perchè la provincia BT è ormai una realtà e deve,quindi, essere accettata, senza farla transitare per le forche caudine di sannita memoria.
Emanuele Porcelluzzi

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