IL BIANCO E IL ROSSO di Emanuele Porcelluzzi

IL CONTROCAMPO DEI MONDIALI: QUELLO VISTO DAI SUDAFRICANI POVERI

26 Giugno 2010 · Nessun commento

Con il fischio d’inizio dei mondiali di calcio hanno sempre meno ascolto le voci di quelli che non solo sono rimasti esclusi dall’arricchimento sudafricano ma anche di coloro che si sono opposti, fin da subito, alle grandi opere  per la realizzazione della Coppa del Mondo. Fra loro: i venditori ambulanti e gli autisti di mezzi di trasporto abusivi, ma, soprattutto, i movimenti degli abitanti delle baraccopoli, spazzati via per fare posto a qualche infrastruttura sportiva o turistica, e per tenere lontano dalle telecamere la povertà che ancora riguarda i tre quarti della popolazione. Quelli che vivono nelle baraccopoli formano il più grande movimento di poveri del Sudafrica, con sedi in più di quaranta città e, in particolare, a Durban e Città del Capo. Tale movimento ha scosso il panorama politico del Sudafrica, e chi conosce da vicino la loro prassi politica, li paragona agli zapatisti messicani. La loro parola d’ordine è “La politica della vita” mentre la loro lotta  non mira a che venga riconosciuto l’uno o l’altro diritto fondamentale come l’acqua, l’elettricità, l’assistenza sanitaria e la casa, bensì, ancora più radicalmente dal punto di vista simbolico, che li si riconosca come esseri umani. Il movimento è gestito da poveri e per i poveri. Questa scelta di non delegare a nessuno la lotta ha fatto andare su tutte le furie gli amministratori locali, ma anche molte Ong e persino qualche istituzione ecumenica. E’ stato quasi inevitabile che, con l’avvicinarsi dei mondiali di calcio, aumentasse la pressione del partito di governo e che fosse emanato un decreto per facilitare gli sgomberi di baraccopoli in zone che dovevano essere “pulite” entro il fatidico 11 giugno. Non è un caso che, nel settembre del 2009, il movimento è stato attaccato con una violenza e un accanimento, che non hanno precedenti nella recente storia sudafricana, tanto è vero che la loro sede, ubicata nella storica baraccopoli di Kennedy Road, è stata distrutta e vari portavoce sono finiti in carcere. All’epoca di questi fatti, un gruppo di persone, in particolare i missionari comboniani di Castelvolturno, vicini al movimento, lanciano l’idea dei “mondiali al contrario”, perchè la Coppa del Mondo esclude la maggioranza dei cittadini sudafricani; non ammette i poveri nelle città; espianta le baraccopoli, soprattutto a Città del Capo, per far posto alle strutture. I Mondiali, secondo il movimento degli impoveriti, sono sì un grande evento ma, purtroppo, il momento è sbagliato perchè il paese non è ancora pronto. Costoro, nel frattempo,  incontreranno associazioni e movimenti per raccontare che cosa significa la Coppa del Mondo per i sudafricani più poveri e sarà, per tutti, una buona occasione per incontrare, finalmente, un movimento di base africano.

Emanuele Porcelluzzi

Categorie: Cultura

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