Supermario, ad Udine, salvò Mou e impressionò più che favorevolmente Lippi per il fatto che i neroazzurri scesero in campo rabberciati per le molte assenze a causa di squalifiche, con il fiato corto per la partita col Chelsea e, per di più, avvertendo il pericolo della coppia Milan e Roma, all’epoca della gara sul terreno del “Friuli”, sempre più vicini. Accadde che,dopo due minuti di gara, erano già sotto di un goal. Si stavano creando i presupposti per una resa clamorosa, per cui Mou fece pervenire i suoi “pizzini” che meticolosamente aveva scarabocchiato in tribuna e che ebbero la funzione di uno squillo di carica. La rimonta fu immediata come il sorpasso e il punteggio finale di 3 a 2 per l’Inter, ottenuto con una rabbiosa reazione prima e con un’epica resistenza man mano che le riserve di energia si affievolivano. Il fatto di rilievo fu che il principale eroe dell’impresa venne individuato in Balotelli, autore di un goal, di assist e di tanto lavoro di piedi e di gomiti, il che fece inorgoglire enormemente Mou in temporaneo esilio e spiato dalle telecamere come un gorilla selvatico in un documentario del National Geographic. Poi se lui è riuscito a convincere uno come Mario Balotelli che in campo bisogna battersi anche per gli altri, potrebbe farcela pure con Cassano, se ne avesse l’opportunità. Pur se Lippi, nei confronti dell’egocentrico e corrucciato Mou, non nutre simpatia, dovrebbe tuttavia essergli, in qualche modo, grato perchè un Balotelli così sarebbe un bendiddio per la nazionale italiana. Per ora il CT azzurro lo ha lasciato nella rosa dell’Under 21, ma dopo quella gara Lippi ha mostrato segnali di apertura, tant’è che ha dichiarato:” Il ragazzo ha mezzi e talento, sta maturando bene, e in futuro sarà utile alla nazionale nonchè all’Inter”. Già in Sudafrica? Chissà. L’importante è che, negli ultimi tempi, Balotelli ha fatto parlare solo il campo, mettendo a tacere, con i piedi, le polemiche e i cori razzisti. E’ opportuno procedere al ringiovanimento del parco giocatori della nazionale, c0nvocando anche atleti di colore, se cittadini italiani, come avviene, da tempo, nelle rappresentative europee, dal momento che i cervelli e i piedi non hanno colore e il Supermario è cittadino italiano.
Emanuele Porcelluzzi

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