“Fidati dell”Affido” è stato il tema del convegno, sulla campagna di sensibilizzazione sull’affido familiare, tenutosi, il 20 maggio “2010, a Barletta, nella sala Rossa del Castello, organizzato dal Settore Servizi Sociali del Comune di Barletta. Hanno partecipato ai lavori: Nicola Maffei, Sindaco di Barletta; Carmelinda Lombardi, assessore alle politiche sociali della BT; Maria Rosaria Donno, dirigente del settore servizi sociali del Comune di Barletta, relatrice della “Campagna comunale Fidati dell’affido” ; Angelina Marsicovetere, responsabile del Centro Affidi della provincia di Potenza e del Coordinamento Nazionale Servizi Affidi, che ha esposto “Le attività e gli obiettivi del CNSA”; Marilisa Moretti, Giudice del Tribunale per i Minorenni di Bari, che ha trattato gli “Aspetti giuridici dell’affidamento familiare”. Poi sono seguiti gli interventi di Elisa Manta, psicologa responsabile del Consultorio n.2 ASL BT; di Rosa Corsini, consulente della Caritas di Barletta; di Luciana Iannuzzi, presidente Associazione “Famiglia dovuta” onlus di Bari; di Vincenzo Di Lauro, presidente Associazione “Cuore” onlus di Barletta. L’affido familiare è un intervento di grande civiltà e solidarietà, finalizzato alla prevenzione e alla riduzione del disagio minorile nonchè alla tutela del diritto del minore a crescere in un ambiente familiare sereno ed equilibrato, allorquando i genitori naturali non possono, temporaneamente, prendersi cura dei bisogni dei figli. L’affido familiare costituisce una valida alternativa all’istituzionalizzazione del minore ossia alla sua, anche se temporanea, permanenza in istituti, spesso causa di effetti traumatici nel minore e nella famglia d’origine. Nel “2009, il Coordinamento istituzionale dell’Ambito di Barletta, oltre ad adottare il disciplinare del Servizio Affido n. 2010, ha rafforzato il processo di integrazione sottoscrivendo un protocollo d’intesa con la ASL e la Provincia BT, mercè il quale è stato costituito il Sevizio Territoriale Integrato su Affido e Adozione. Tale servizio si avvale di due gruppi, composti da psicologi, assistenti sociali, educatori e/o pedagogisti, ai fini di garantire l’apporto delle competenze professionali in campo sociale e sanitario, necessarie per il corretto svolgimento dell’affido. E’ stato creato un apposito Ufficio Affido, presso il Settore Servizi Sociali di Barletta, con mansioni tecnico-organizzative, di informazione e di orientamento agli interventi connessi a tale istituto. I protagonisti dell’affido familiare sono: la famiglia d’origine ossia i genitori che, per problemi di varia natura e per un periodo di tempo limitato, non sono in grado di occuparsi da soli dei figli; il minore, bambini e ragazzi fino a 18 anni, italiani e stranieri, a tutela dei quali viene disposto un momentaneo allontanamento dalla famiglia d’origine; la famiglia affidataria, coppie sposate con o senza figli, coppie conviventi con o senza figli, persone singole con o senza figli, che si rendono disponibili ad accogliere, educare e aiutare un minore in difficoltà nel rispetto della sua identità e appartenenza familiare. Non sono previsti particolari vincoli di età tra gli affidatari e l’affidato. Per diventare affidatari si potrà intraprendere, presso l’Ufficio Affido, un percorso informativo e formativo, finalizzato ad acquisire consapevolezza della scelta dell’affido, a conclusione del quale sarà possibile essere inseriti all’interno delle famiglie affidatarie, da cui si attingerà ai fini di realizzare il miglior abbinamento tra il minore e la famigli affidataria, in base alla disponibilità di questa e alle problematiche del minore. L’affido familiare è disposto, in applicazione della normativa contenuta nella L.184/83, modificata dalla L. 149/01 e può essere consensuale, nel caso in cui la famiglia di origine ha manifestato il proprio consenso, per cui l’affido viene disposto dall’Ufficio Affido di residenza del bambino ed è reso esecutivo dal Giudice Tutelare territorialmente competente oppure giudiziale quando i genitori esercenti la patria potestà o il tutore rifiutano il consenso all’inserimento del minore in un altro contesto familiare, per cui l’affido è disposto con provvedimento del Tribunale per i minorenni. L’affido familiare è residenziale quando il minore vive stabilmente presso la famiglia affidataria, mantenendo sempre i rapporti con la famiglia d’origine, ed è semiresidenziale solo se il minore trascorre parte della giornata presso la famiglia affidataria (ad esempio le ore antimeridiane o quelle notturne o le vacanze). La durata dell’affido, come stabilisce la L.149/2001, non può essere superiore a due anni; tuttavia, il Tribunale per i minorenni può concedere una proroga qualora la sua sospensione rechi pregiudizio al minore oppure disporne la cessazione, prima del tempo, nel caso che non persistano più le condizioni per cui era stato disposto l’affido. Durante il periodo di affido, la famiglia affidataria si impegna, ai sensi dell’art.5, comma 1 L.149/01, ad accogliere presso di sè il minore; a provvedere alla sua cura, al suo mantenimento, alla sua educazione e istruzione, assumendo le necessarie attenzioni psicologiche, affettive e materiali; a garantire il rispetto della storia del minore, delle sue relazioni significative, dei suoi affetti e della sua identità culturale, sociale, religiosa ed etnica; ad assicurare la massima riservatezza circa la situazione del minore e della sua famiglia d’origine; a curare i rapporti con la famiglia d’origine, secondo le indicazioni dei servizi che hanno disposto l’affidamento. Le famiglie affidatarie potranno contare sul supporto dei servizi sociali territoriali, che, attraverso un continuo monitoraggio, garantiranno l’efficacia dell’affido. La famiglia affidataria percepisce, indipendentemente dal reddito, un contributo mensile il cui ammontare viene determinato dall’Amministrazione Comunale in relazione alle risorse economiche disponibili. I minori in affidamento sono assicurati dall’ente locale per incidenti e danni provocati e/o subiti nel corso dell’affidamento. Sono applicabili all’affidatario le detrazioni d’imposta per carichi di famiglia purchè l’affidato risulti a carico giusta l’art.12 del D.P.R. n.917/86 e ciò sia documentato con provvedimento dell’Autorità Giudiziaria. Il giudice, anche in relazione alla durata dell’affidamento, può disporre che gli assegni familiari e le prestazioni previdenziali, relative al minore siano erogate, temporaneamente, in favore dell’affidatario. Negli affidi di breve durata non viene effettuata nessuna variazione anagrafica nei confronti del minore; mentre potrebbe avvenire per gli affidamenti a lungo termine previo accordo con i Servizi Sociali e L’Autorità Giudiziaria nonchè con i genitori del minore, non decaduti dalla potestà genitoriale. L’affidatario, in relazione ai rapporti con le istituzioni scolastiche e sanitarie, esercita i poteri connessi con la potestà parentale per ciò che concerne le decisioni ordinarie. L’affidatario deve essere sentito in materia di potestà, di affidamento e di adottabilità, relativi al minore affidato. La legge 53/2000 per il sostegno alla maternità e paternità, il D.L.gs. n.151/2001 e la legge 149/2001 stabiliscono che i genitori affidatari hanno gli stessi diritti e tutele dei genitori naturali in materia di congedo di maternità e paternità, di congedi parentali, di congedi per la malattia del figlio o della figlia, di congedi per rimborsi giornalieri ed altro. L’istituto dell’affido familiare è un intervento di grande civiltà e solidarietà perchè rivela la maturità di una comunità e delle sue istituzioni, attente a prendersi cura dei problemi e delle sofferenze che si generano al proprio interno. Per maggiori informazioni:Ufficio Affido di Barletta - Settore Servizi Sociali - piazza Aldo Moro 16 - Tel. 0883 - 516745/516727 . Consultori Familiari ASL BT Tel. 0883 - 577340 / 577254.
(Emanuele Porcelluzzi)
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