L’assemblea di Bologna dei “Comitati Dossetti per la Costituzione” ha espresso allarme per lo stato di calamità costituzionale e il trauma cui sono sottoposti l’ordinamento democratico e lo stesso Stato di diritto, dopo la lunga riforma cominciata con l’abbandono della proporzionale e l’entrata in scena di chi propone l’affermazione di un modello di democrazia immediata, decisionale e autoritaria. Il tentativo di soffocare la sovranità popolare esercitata nelle forme e nei limiti della Costituzione, trasformandola in una mera investitura al “sovrano del popolo”, già denunciato nel “1995, ha avuto una brusca accelerazione. La lotta dell’esecutivo contro la Magistratura si configura ormai come diretta a impedire il controllo di legittimità a tutti i livelli, e a trasformare il servizio della giustizia e lo stesso ordine giudiziario in un’opera del regime. L’avvilimento del Parlamento, ormai formato da clientele cooptate e nominate dai partiti, precluso alle minoranze tradizionali e dominato da maggioranze schiaccianti, attribuite per legge, ha consentito il precipitare della governabilità verso una sistematica decretazione d’urgenza, un esercizio del potere in deroga a vincoli e controlli, una moltiplicazione di stati d’eccezione lasciati alla decisione di un preteso sovrano e la proliferazione di autorità che governano per mezzo di ordinanze, sottratte alle regole vigenti. Un sistema, così arbitrario, finisce per costituire un naturale terreno di coltura di corruzione, facendo cadere le difese contro la criminalità organizzata. La degenerazione populistica del sistema politico, con la pretesa incarnazione della volontà popolare nella volontà di un suo unico rappresentante e leader, nega la complessità sociale; violenta la comunità civile; priva i cittadini dell’agibilità politica ed esalta il primato dell’interesse privato, lasciando i giovani carenti di orientamento, di memoria storica e della capacità di pensare il futuro. L’abbandono dei valori costituzionali di giustizia, di eguaglianza e di pace, ha prodotto l’adozione di politiche crudeli contro i profughi, i naufraghi e i migranti nonchè l’emanazione di leggi e ordinanze di sapore razzista che colpiscono la condizione personale dello straniero in quanto tale, nuocendo all’immagine dell’Italia all’estero. L’assemblea dei Comitati Dossetti ha deciso di promuovere un programma di pedagogia costituzionale nelle scuole, proponendo una ripresa, in senso forte, del costituzionalismo come misura e verifica della democrazia, come arricchimento normativo e avanzamento verso nuove frontiere di garanzie e di diritti, di libertà e di regole, ai fini di evitare ulteriori cadute del sistema politico ed elettorale, viaggiante in direzione di un bipolarismo selvaggio, probabile causa di una evitabile spaccatura del Paese.
Emanuele Porcelluzzi

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