IL BIANCO E IL ROSSO di Emanuele Porcelluzzi

COME SCONFIGGERE LA CORRUZIONE ?

4 Marzo 2010 · Nessun commento

La corruzione è stata sempre un connotato peculiare del modo d’essere nazionale italiano. Un paese dalle strutture politiche e civili fragili e dall’arrendevole senso etico politico non poteva non coltivare la corruzione come indispensabile strumento di sopravvivenza. Per di più, nulla è impossibile o illecito in un paese in cui qualsiasi colpa, qualsiasi peccato, purchè confessati diventano redimibili, e lo spiega, molto bene, Alessandro Manzoni nel romanzo “ I Promessi Sposi”, in cui la sua ricetta è più protestante che cattolica. ” Dai cieli d’Italia in questi giorni piove fango, e a palle di fango si gioca; e il fango s’appiastra da per tutto, sulle facce pallide e violente sia degli assaliti sia degli assalitori”, frasi scritte da Pirandello nel romanzo ”I vecchi e i giovani”, che a distanza più o meno di un secolo sembrano come affermate per il nostro oggi. Non suscita meraviglia il fatto che in un paese come l’Italia, dove esistono tre fra le più potenti organizzazioni criminali, quest’ultime  traggano anche alimento da quel diffuso bisogno di sopravvivenza e dalla risposta corrotta intorno dominante. La corruzione, come sistema di potere e forma di vita, perde la tinta solo poco a poco e molto lentamente. Comunque sarebbe sbagliato e ingiusto non ricordare che alcune istituzioni costruite nei decenni precedenti resistono. Tanto è vero che resiste la magistratura; resistono le forze dell’ordine. Certamente se non ci fossero  nè l’una nè le altre, la collettività vivrebbe momenti di grande incertezza  e di vuoti democratici. Resistono una parte del sindacato, la scuola, anche se dileggiata, e milioni di italiani  che sono fuori di ogni sistema della corruzione e ragionano e operano sulla base di principi e di valori e non d’interessi e affermazioni personali, e, tra l’altro,  non sono politicamente rappresentati e se lo sono o credono di esserlo, si accorgono, con disagio, di esserlo in forma imperfetta e sempre più compromissoria. In Italia la corruzione può e deve essere sconfitta, anche se è pur vero che le grandi crisi anche quelle indotte da un eccesso intollerabile di corruzione, sono sempre state affrontate e risolte. La prima, appellata Tangentopoli, è stata affrontata e risolta dalla magistratura italiana, e la politica, già allora, non ci sarebbe riuscita da sola. Oggi, al contrario , è la magistratura che da sola appare un pò in affanno, perchè il sistema della corruzione è troppo coeso e potente, va dall’alto in basso e dal basso in alto, ma certamente non dovrà assolutamente farsi intimorire da chicchessia. L’ipotesi più probabile è che i meno compromessi col sistema della corruzione si mettano d’accordo fra loro  per salvare il salvabile, e così si cercherà di affrontare il male maggiore col male minore. Un modo desolante, ma anche molto italiano.

Emanuele Porcelluzzi

Categorie: Società

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