IL BIANCO E IL ROSSO di Emanuele Porcelluzzi

MA C’E’ STATA UNA VERA UNITA’ NAZIONALE ?

15 Febbraio 2010 · Nessun commento

La realtà attuale getta una luce sinistra sulle imminenti celebrazioni del centocinquantesimo anniversario dell’unità d’Italia, che, per qualcuno, è il paese delle cento città mentre per gli Arabi era “troppo lungo per poter realizzare una vera unità”. Nel Medioevo, il nord era composto di liberi comuni e di ricche repubbliche marinare invece al Sud governava il potente regno normanno, dove fallirà il sogno di Federico II perchè emergerà l’incapacità italiana di fondare, sul suo primato economico e culturale, uno Stato nazionale. Cinque secoli dopo, si passa al Risorgimento fervente di ideali patriottici elitari: quello della Repubblica Partenopea di Pagano, Cirillo, Leonora de Fonseca ed altri illustri giustiziati dal Cardinale Ruffo; poi, quello della Repubblica romana di Garibaldi, Mazzini,Saffi, delle cinque giornate di Milano e di Daniele Manin a Venezia; a cui segue quello di Cavour, caratterizzato dalla conquista regia e dalla lotta al brigantaggio. Il crollo del fascismo, la Resistenza, la Costituzione, le lotte contadine, la riforma agraria e il miracolo economico suscitano qualche speranza di vera unità nazionale, che è di breve respiro. Il crollo dei partiti e dei grandi ideali di progresso, di libertà ed eguaglianza riportano l’Italia a come era prima. La storica questione meridionale si è aggravata per l’internazionalizzazione delle mafie, presenti nelle diverse regioni meridionali, mentre al Nord si è verificata l’avanzata prepotente del separatismo nordista, per cui si assiste ad una decomposizione territoriale per cui il Nord tende ad assomigliare a un Belgio grasso e il Sud ad una colonia. Occorre mettere in campo un nuovo soggetto ossia un vero e proprio stato federale del Mezzogiorno, perchè la soluzione del problema meridionale non potrà avvenire se non sul terreno dell’autonomismo. Ogni altro tentativo o ci ricondurrà al vecchio schema della carità statale o rischia di sbalzarci nel separatismo reazionario. Quindi, un governo federale del Sud sotto il controllo di un’assemblea democratica che costituisca la matrice di una nuova classe dirigente meridionale.  La sua gestione operativa dovrebbe essere affidata a una Banca del Risanamento e dello Sviluppo, che la sottragga a ogni pressione clientelare e tangentista. L’Unione Europea, infine, ha solo indebolito i poteri nazionali  talchè l’ambìto progetto degli Stati Uniti d’Europa tuttora non decolla anche per il rifiorire di empiti nazionalistici.

                                                                                                                         Emanuele Porcelluzzi

Categorie: Cultura

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