IL BIANCO E IL ROSSO di Emanuele Porcelluzzi

NELLA BAT, LE “CARITAS DIOCESANE”: RAGGI DI SPERANZA PER LE NUOVE POVERTA’

7 Febbraio 2010 · Nessun commento

A Barletta, il diacono permanente, Francesco Mascolo è il coordinatore del locale Centro Caritas. “Nei primi anni ‘90, a motivo del fatto di dover accogliere la moltitudine degli immigrati, in prevalenza albanesi - racconta il responsabile - la Caritas diocesana istituì il Centro che, all’epoca, ospitò, a turno e per un periodo limitato, 18 immigrati. Ora, in quel Centro, che è  tuttora ubicato in via Manfredi, fruiscono del dormitorio non più di otto ospiti, per la circostanza di non poter assicurare la presenza costante di un addetto alla sorveglianza. La mensa è un servizio, di cui sono destinatari i più bisognosi, costituito in collaborazione con l’Amministrazione Comunale, ora svolto in alcuni locali, ubicati in via Barberini al civico 253 e presi in locazione dall’Istituto Autonomo Case Popolari, il cui canone è pagato dalla Chiesa mentre il costo dei pasti è a carico dell’Amministrazione Comunale, supportato da un valido “Servizi Sociali”, e il compito della Caritas è quello di organizzare il servizio-mensa, avvalendosi del meritorio contributo dei volontari. Quì, oltre, a servire 40 pasti al giorno, che diminuiscono all’ora di cena per la carenza di fruitori; è attivo un centro d’ascolto; si provvede anche alla distribuzione di generi di prima necessità come indumenti, scarpe ed altro, a cui si aggiunge ,il servizio-docce. Francesco Mascolo sottolinea che il 40% dei barlettani, prima, ricorreva al sevizio-mensa e la rimanente percentuale era quella costituita dagli immigrati;  attualmente, il rapporto si è invertito ossia il 60% è ad appannaggio dei barlettani mentre il 40%  comprende gli stranieri comunitari ed  extra-comunitari. Bisogna, in merito a ciò, tener in debito conto che Barletta, in dieci anni, ha perso circa 15 mila posti di lavoro”. ” La crisi economica - prosegue il coordinatore del Centro Caritas - potrebbe indurci, previo accordo con l’Amministrazione Comunale, ad aumentare il numero dei pasti fino a 50, perchè i nostri centri di ascolto registrano difficoltà economiche di ogni sorta, diffuse tra la popolazione locale. Nella BAT: a Barletta, il Centro Caritas è anche in sinergia con l’Amministrazione Comunale; a Trani, la Caritas Diocesana provvede alle esigenze dei poveri in maniera autonoma; ad Andria, un’altra struttura Caritas, la più organizzata e che può essere additata come la capofila. Nei centri di ascolto si cerca di esaudire le richieste di coloro che si rivolgono a noi e di fornire le oppurtune informazioni. Si ascolta per dare, soprattutto, risposte forti”. ” C’è, comunque, molta disponibilità nel donare - afferma il diacono permanente - da parte di molte persone sensibili verso il prossimo meno fortunato, il che è stato più che tangibile durante le feste natalizie e, tra l’altro, è auspicabile che perduri, anche se non con quei ritmi del Natale, nelle stagioni che si alternano durante l’anno”. ” Come diacono - conclude Francesco Mascolo - io servo la Chiesa, perchè la Caritas Diocesana è una attività pastorale. Occorre mostrarsi tolleranti verso i nostri fratelli, provati da grandi difficoltà, e la Caritas può e deve svolgere la sua missione di Carità per costruire loro isole felici.

 

Emanuele Porcelluzzi

Categorie: Società

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